Cara mamma (e caro papà)

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Re: Cara mamma (e caro papà)

Messaggio  Alexb il Ven Apr 10, 2015 9:16 pm

vessilla ha scritto:Eh sì ragazzi proprio così...
io sapete da quando ho veramente iniziato a star meglio nel rapporto con lei (e quindi poi in intere sfere di vita)? Da quando mi sono stufata di cercare di averla vinta con lei, di cercare il suo punto di rottura, e l'ho lasciata nel suo brodo. L'ho proprio mandata a lol! ma non con rabbia, proprio della serie è un problema TUO, non-mi-interessa! Se vuoi stare in relazione con me, sono disposta a tollerare fino a QUI______________. Oltrepassa questo limite e per un po', saluti!
C'è stato un periodo in cui andavo a pranzo da lei e dopo 15 min che ero entrata in casa sua le dicevo "aò, abbella, oggi mi stai molestando, sono venuta a trovarti perché mi faceva piacere vederti ma così me la fai passare" e me ne tornavo a casa.
Una rivoluzione! Mi sono sentita finalmente li-be-ra, anche se lei resta com'è, non mi governa più.
ehi... aspettate... forse dovrei fare così anche col mio ex drunken ? Very Happy bella scoperta Very Happy

Alexb ma solo io vedo quadrettini dove metti le faccine? Mi dispiace mi sa che mi perdo un po' di sfumature emotive!

No possibile, io uso l iPhone, quindi non quelle del forum.... Molto probabilmente anche gli altri non le vedono... Ma è un po come le mie emozioni reali.... Twisted Evil

Brava comunque la linea di confine ti aiuta a salvarti dal soffocamento del prossimo, ne so qualcosa, non la spostare mai più.... Significa che stai facendo un buon lavoro... Rolling Eyes

Ho reso le faccine visibili solo per te..
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Re: Cara mamma (e caro papà)

Messaggio  vessilla il Ven Apr 10, 2015 6:31 pm

Eh sì ragazzi proprio così...
io sapete da quando ho veramente iniziato a star meglio nel rapporto con lei (e quindi poi in intere sfere di vita)? Da quando mi sono stufata di cercare di averla vinta con lei, di cercare il suo punto di rottura, e l'ho lasciata nel suo brodo. L'ho proprio mandata a lol! ma non con rabbia, proprio della serie è un problema TUO, non-mi-interessa! Se vuoi stare in relazione con me, sono disposta a tollerare fino a QUI______________. Oltrepassa questo limite e per un po', saluti!
C'è stato un periodo in cui andavo a pranzo da lei e dopo 15 min che ero entrata in casa sua le dicevo "aò, abbella, oggi mi stai molestando, sono venuta a trovarti perché mi faceva piacere vederti ma così me la fai passare" e me ne tornavo a casa.
Una rivoluzione! Mi sono sentita finalmente li-be-ra, anche se lei resta com'è, non mi governa più.
ehi... aspettate... forse dovrei fare così anche col mio ex drunken ? Very Happy bella scoperta Very Happy

Alexb ma solo io vedo quadrettini dove metti le faccine? Mi dispiace mi sa che mi perdo un po' di sfumature emotive!

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Re: Cara mamma (e caro papà)

Messaggio  Alexb il Gio Apr 09, 2015 9:34 pm

Infondo anche io faccio ciò che fai tu vessilla, monologhi a volte, e incosciamente lo faccio perché vorrei solo che qualcuno riuscisse a cogliere le sfumature che son sature di dolore... E mi dicesse perché o come farle per tirarmele via... Anche se si scrive in modo pacato ci si può trovare di fronte a veri e propri urli di richiesta di aiuto o quantomeno comprensione....

Orchite concordo, anche se per quanto riguarda me ed il mio vissuto, impegnandomi a fondo, un modo per scalfire le armature prima o poi lo trovo... E quando son dentro...😁🙈

No dai a volte....😉 dico questo solo per riportare una similitudine che puó semplificare, più un soggetto è rigido e relegato in schemi determinati, come una pianta dal tronco non elastico non fletterà... Si spezzerà se scavi e spingi nel punto giusto...🐺

Questa è stata la mia esperienza, tempo fa pensavo anche io che certi soggetti fossero invalicabili, ad oggi invece, non ne ho più incontrati...
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Re: Cara mamma (e caro papà)

Messaggio  vessilla il Gio Apr 09, 2015 4:03 pm

Ragazzi ma anzi grazie!
Lo sfogo è personale ma mi sono sentita di farlo pubblico perché immagino che con le dovute differenze possa risuonare in tanti. E soprattutto perché sono un po' una primadonna anch'io I love you

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Re: Cara mamma (e caro papà)

Messaggio  Orchite il Gio Apr 09, 2015 3:28 pm

[quote="Alexb"]
Tanta comprensione... Spesso chi annienta il prossimo così, con la mancanza totale di empatia, con stadi emozionali annullati e soprattutto con un sarcasmo pungente che ferisce e svaluta aprendoti l anima con un bisturi di precisione, lo fa perché dentro non è così inscalfibile ed impenetrabile, ma solo perché non li sa gestire gli stati d animo e se lo tocchi nel punto giusto ha anche un grande terrore.. quote]

La persona descritta da vessilla - in modo mirabile, secondo me -, sembra essere estremamente anaffettiva, egocentrica, lontana e, volendo fare un accostamento ossimorico, profondamente superficiale. Nel caso fosse così, l'unico punto debole da toccare è la vanità, ma attaccarlo nella speranza di ottenere attenzioni significa avere in risposta ulteriore gelo e, molto probabilmente, rabbia che ferisce. Le persone così molto raramente possono pensare di sbagliare (che è poi la condizione necessaria ma non sufficiente perché facciano quello che non hanno mai fatto) e se pure lo pensano, lo fanno per pochissimo tempo, perché hanno una grandissima capacità di autoassoluzione. Ricercarne le attenzioni è assolutamente frustrante, perché non sono proprio in grado di darne e non lo vogliono nemmeno fare: semplicemente non è affare che le riguarda, vogliono solo ricevere. Però alla fine uno ci si incaponisce per averle, quelle attenzioni, perché è inaccettabile che non ne diano nel momento in cui hanno accettato il ruolo di genitore. Alla fine è come rimbalzare contro un muro. Anche io mi scuso se sono entrato in questo thread.

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Re: Cara mamma (e caro papà)

Messaggio  Alexb il Gio Apr 09, 2015 5:41 am

vessilla ha scritto:Prima di entrare nel vivo della lettera, disclaimer: va da sé che poteva andare assolutamente molto, molto, molto, moltissimo peggio, e peggio ancora. Ma siccome oggi proprio trabocco d'amore, perché non esprimerlo per quello che è? Fine a se stesso.

Cara mamma,
grazie per avermi insegnato come stare al mondo e affrontare l'avventura della vita, e non con le sole parole, che a stento scalfiscono la crosta, ma soprattutto con i fatti.
Hai voluto essere un esempio da imitare, impersonificando tu quello che speravi sarei stata un giorno io: una donna sicura di sé, affermata professionalmente e sentimentalmente, che non si faceva mettere i piedi in testa da nessuno.
Ma di più ancora, cara mamma, sei stata così profonda da capire che forse nei primi giorni, settimane, mesi, quella piccola spugnetta cicciottosa che avevi di fronte era troppo piccola per prenderti come esempio da imitare: hai capito che, per insegnarmi, dovevi impostare l'amore per me nel modo in cui volevi io imparassi a percepire l'amore, ad essere amata, e ad amare.
Grazie cara mamma, perché non mi hai amata in modo banale, lineare, semplice. No, tu mi hai preparata ad affrontare le complessità della vita. Mi hai insegnato che i bambini e gli adulti sono alla pari, cosa cambia tra 3 mesi, 3 anni o 30 anni di età dopotutto? Anche i bambini possono occuparsi e preoccuparsi degli adulti, dei loro mutevoli umori e imprevedibili reazioni (spesso aggressive, che rinforzano), delle loro indecifrabili fragilità; che anche da piccoli ci si può (e quindi ci si deve) arrangiare in qualche modo, quello che è, se l'adulto più vicino è occupato in altri stati d'animo (hai sempre voluto l'indipendenza per me!); inoltre stare sempre all'erta sugli stati d'animo altrui e fare il possibile e l'impossibile per prevenire situazioni spiacevoli ritengo sia una grande competenza che sei riuscita a trasmettermi, pensa che ormai mi scatta in modo pressoché automatico: buon lavoro.
E poi con l'andar degli anni, cara mamma, hai lasciato che fossi io a scoprire le incongruenze tra la persona che dimostravi di essere e la persona che realmente eri: si sa che non c'è crescita senza esplorazione e scoperta!
Così mi hai permesso di esplorare in prima persona le complessità dell'animo umano: la donna sicura di sé può essere talmente sicura da appoggiarsi all'alcol senza per questo sentir sminuita la sua in-dipendenza; la sfera professionale è inoltre un'ottima occasione per occasionali rapporti extra-coniugali, e questa è un'altra grande verità che ho potuto acquisire ben presto nell'infanzia, prima tra tutti i miei amici, trascinata come un'appendice in fughe per l'europa in piena notte degne dei migliori film romantici.
Vogliamo poi parlare del valore del rapporto di coppia, basato sull'amore sincero che provavi per papà, e che si esprimeva però, con arricchente incongruenza, nel calpestare il suo punto di vista, nel dimostrare che non sapeva tenerti testa, che era un uomo dolce, dipendente e debole -come del resto amava ripetergli il nonno- e che i pantaloni li portavi tu! Grande affermazione della pari dignità dei sessi, e incidentalmente degli individui, all'interno della coppia.
Per stimolare la mia empatia nei confronti di papà, hai anche dedicato lo stesso trattamento stranamente annichilente anche a me: la figlia di cui ti vantavi con tutti perché pressoché perfetta, tranne a livello emotivo, eh lì per il mio bene e per onestà intellettuale dovevi proprio dimostrare a tutti i tuoi amici che ero un po' subsviluppata: bastava una spruzzatina di umiliazione e sistematico sarcasmo pubblico e subito mi scioglievo in lacrime. Oppure, nei momenti in cui evidentemente ero particolarmente di cattivo umore e reagivo male alle tue innocenti provocazioni, me ne andavo sbattendo la porta, ma tu mi davi nuove possibilità di crescita continuando a ribadire ad alta voce, per farti sentire bene dai 25 ospiti per Pasqua o Natale o il mio compleanno, quanto le mie reazioni fossero infantili: strano peraltro, da quella preadolescente che ero, non me lo spiego nemmeno oggi, un mistero.
Potrei continuare, cara mamma, ancora per pagine e pagine, ma credo di aver dato un'idea.
Solo un ultimo episodio, fresco fresco. Giusto settimana scorsa mi stava traboccando il cuore quando ti ho raccontato, solo lievemente turbata, che ero stata contattata su facebook da una tizia che mi descriveva i dettagli del tradimento del mio ex con lei mentre stavamo ancora insieme, e tu, piena di amorevole maternità, mi hai risposto con saggezza:
"Ma allora vedi che lo usi facebook, e non mi hai mai dato l'amicizia! Sei proprio una figlia ingrata!".
Quindi, credo di dover proprio dire grazie, cara mamma, se ho imparato che nelle relazioni i miei bisogni sono in secondo piano, tanto che a volte manco li percepisco più. Ho delle idee, dei pensieri su quello che desidero, ma non sempre delle vere e proprie percezioni. Così è tutto più semplice, razionale.
Grazie se ho imparato che posso aspettarmi di essere sottilmente o palesemente trascurata, aggredita, annichilita, e che questo non contraddice l'essere amata, anzi ci va proprio a nozze! Dev'essere vero amore! Dev'essere vero amore anche il mio, se provo quell'istinto di tollerare, accudire, curare il mio partner, indipendentemente da tutto. Se i suoi comportamenti mi feriscono, ho imparato ad essere meravigliosamente superiore (che se non ci provo io, chi ci prova?) e ad utilizzare queste occasioni per cercare di far crescere il rapporto, indipendentemente dai risultati, volta dopo volta. Se i continui pensieri tormentosi sui problemi portati/rivelati nella mia vita da questa relazione, anche se finita, sono meglio di niente.
Grazie se ho imparato il sarcasmo per esprimere la rabbia.
Ora, fuori dal sarcasmo, una parte di te ha certo fatto altro. Una parte di te mi ha molto amata, e ancora mi ama, anche quando dici "mia figlia è stronza, ma onesta" (e quanto ci ridemmo su, dopo l'incazzatura). Altrimenti non avrei mai avuto la forza misteriosa di aspettare a riprodurmi, di non ripetere la storia, di iniziare una terapia e di trarne enormi benefici. Una certa rabbia non se ne andrà mai, rassegnati, cara mamma: più che altro oggi sei una mamma cara, perché mi costi un sacco in terapia: e magari in questo facessi la splendida e pagassi tu! No, eh?

Buona notte a tutti quelli che traboccano d'amore :-)

Tanta comprensione... Spesso chi annienta il prossimo così, con la mancanza totale di empatia, con stadi emozionali annullati e soprattutto con un sarcasmo pungente che ferisce e svaluta aprendoti l anima con un bisturi di precisione, lo fa perché dentro non è così inscalfibile ed impenetrabile, ma solo perché non li sa gestire gli stati d animo e se lo tocchi nel punto giusto ha anche un grande terrore.. Nel mio percorso terapeutico è emerso che chi mi vessato dalla fanciullezza ad oggi ha il profilo sopra descritto, magari vi potranno essere delle similitudi che potranno rivelarsi a te costruttive, non so, resta il fatto che tutto ciò che non viene insegnato ad un figlio e soprattutto ciò che gli verrà insegnato come corretto, saranno le fondamenta distorte per una vita che se non sanate per tempo faranno crollare ogni cosa..

Scusa magari volevi che il tuo sfogo rimanesse tuo in quanto tale, ma ho letto del sarcasmo tagliente ed incurante dello stato d animo altrui e mi son sentito di scrivere.

In bocca al lupo.
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Cara mamma (e caro papà)

Messaggio  vessilla il Mer Apr 08, 2015 8:28 pm

Prima di entrare nel vivo della lettera, disclaimer: va da sé che poteva andare assolutamente molto, molto, molto, moltissimo peggio, e peggio ancora. Ma siccome oggi proprio trabocco d'amore, perché non esprimerlo per quello che è? Fine a se stesso.

Cara mamma,
grazie per avermi insegnato come stare al mondo e affrontare l'avventura della vita, e non con le sole parole, che a stento scalfiscono la crosta, ma soprattutto con i fatti.
Hai voluto essere un esempio da imitare, impersonificando tu quello che speravi sarei stata un giorno io: una donna sicura di sé, affermata professionalmente e sentimentalmente, che non si faceva mettere i piedi in testa da nessuno.
Ma di più ancora, cara mamma, sei stata così profonda da capire che forse nei primi giorni, settimane, mesi, quella piccola spugnetta cicciottosa che avevi di fronte era troppo piccola per prenderti come esempio da imitare: hai capito che, per insegnarmi, dovevi impostare l'amore per me nel modo in cui volevi io imparassi a percepire l'amore, ad essere amata, e ad amare.
Grazie cara mamma, perché non mi hai amata in modo banale, lineare, semplice. No, tu mi hai preparata ad affrontare le complessità della vita. Mi hai insegnato che i bambini e gli adulti sono alla pari, cosa cambia tra 3 mesi, 3 anni o 30 anni di età dopotutto? Anche i bambini possono occuparsi e preoccuparsi degli adulti, dei loro mutevoli umori e imprevedibili reazioni (spesso aggressive, che rinforzano), delle loro indecifrabili fragilità; che anche da piccoli ci si può (e quindi ci si deve) arrangiare in qualche modo, quello che è, se l'adulto più vicino è occupato in altri stati d'animo (hai sempre voluto l'indipendenza per me!); inoltre stare sempre all'erta sugli stati d'animo altrui e fare il possibile e l'impossibile per prevenire situazioni spiacevoli ritengo sia una grande competenza che sei riuscita a trasmettermi, pensa che ormai mi scatta in modo pressoché automatico: buon lavoro.
E poi con l'andar degli anni, cara mamma, hai lasciato che fossi io a scoprire le incongruenze tra la persona che dimostravi di essere e la persona che realmente eri: si sa che non c'è crescita senza esplorazione e scoperta!
Così mi hai permesso di esplorare in prima persona le complessità dell'animo umano: la donna sicura di sé può essere talmente sicura da appoggiarsi all'alcol senza per questo sentir sminuita la sua in-dipendenza; la sfera professionale è inoltre un'ottima occasione per occasionali rapporti extra-coniugali, e questa è un'altra grande verità che ho potuto acquisire ben presto nell'infanzia, prima tra tutti i miei amici, trascinata come un'appendice in fughe per l'europa in piena notte degne dei migliori film romantici.
Vogliamo poi parlare del valore del rapporto di coppia, basato sull'amore sincero che provavi per papà, e che si esprimeva però, con arricchente incongruenza, nel calpestare il suo punto di vista, nel dimostrare che non sapeva tenerti testa, che era un uomo dolce, dipendente e debole -come del resto amava ripetergli il nonno- e che i pantaloni li portavi tu! Grande affermazione della pari dignità dei sessi, e incidentalmente degli individui, all'interno della coppia.
Per stimolare la mia empatia nei confronti di papà, hai anche dedicato lo stesso trattamento stranamente annichilente anche a me: la figlia di cui ti vantavi con tutti perché pressoché perfetta, tranne a livello emotivo, eh lì per il mio bene e per onestà intellettuale dovevi proprio dimostrare a tutti i tuoi amici che ero un po' subsviluppata: bastava una spruzzatina di umiliazione e sistematico sarcasmo pubblico e subito mi scioglievo in lacrime. Oppure, nei momenti in cui evidentemente ero particolarmente di cattivo umore e reagivo male alle tue innocenti provocazioni, me ne andavo sbattendo la porta, ma tu mi davi nuove possibilità di crescita continuando a ribadire ad alta voce, per farti sentire bene dai 25 ospiti per Pasqua o Natale o il mio compleanno, quanto le mie reazioni fossero infantili: strano peraltro, da quella preadolescente che ero, non me lo spiego nemmeno oggi, un mistero.
Potrei continuare, cara mamma, ancora per pagine e pagine, ma credo di aver dato un'idea.
Solo un ultimo episodio, fresco fresco. Giusto settimana scorsa mi stava traboccando il cuore quando ti ho raccontato, solo lievemente turbata, che ero stata contattata su facebook da una tizia che mi descriveva i dettagli del tradimento del mio ex con lei mentre stavamo ancora insieme, e tu, piena di amorevole maternità, mi hai risposto con saggezza:
"Ma allora vedi che lo usi facebook, e non mi hai mai dato l'amicizia! Sei proprio una figlia ingrata!".
Quindi, credo di dover proprio dire grazie, cara mamma, se ho imparato che nelle relazioni i miei bisogni sono in secondo piano, tanto che a volte manco li percepisco più. Ho delle idee, dei pensieri su quello che desidero, ma non sempre delle vere e proprie percezioni. Così è tutto più semplice, razionale.
Grazie se ho imparato che posso aspettarmi di essere sottilmente o palesemente trascurata, aggredita, annichilita, e che questo non contraddice l'essere amata, anzi ci va proprio a nozze! Dev'essere vero amore! Dev'essere vero amore anche il mio, se provo quell'istinto di tollerare, accudire, curare il mio partner, indipendentemente da tutto. Se i suoi comportamenti mi feriscono, ho imparato ad essere meravigliosamente superiore (che se non ci provo io, chi ci prova?) e ad utilizzare queste occasioni per cercare di far crescere il rapporto, indipendentemente dai risultati, volta dopo volta. Se i continui pensieri tormentosi sui problemi portati/rivelati nella mia vita da questa relazione, anche se finita, sono meglio di niente.
Grazie se ho imparato il sarcasmo per esprimere la rabbia.
Ora, fuori dal sarcasmo, una parte di te ha certo fatto altro. Una parte di te mi ha molto amata, e ancora mi ama, anche quando dici "mia figlia è stronza, ma onesta" (e quanto ci ridemmo su, dopo l'incazzatura). Altrimenti non avrei mai avuto la forza misteriosa di aspettare a riprodurmi, di non ripetere la storia, di iniziare una terapia e di trarne enormi benefici. Una certa rabbia non se ne andrà mai, rassegnati, cara mamma: più che altro oggi sei una mamma cara, perché mi costi un sacco in terapia: e magari in questo facessi la splendida e pagassi tu! No, eh?

Buona notte a tutti quelli che traboccano d'amore :-)

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