Come muoversi per ricevere aiuto?

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Re: Come muoversi per ricevere aiuto?

Messaggio  Dark shadow il Dom Apr 16, 2017 1:15 am

Eh sí, il sentirsi stupidi, umiliati e presi in giro è una reazione comune, l'ho provato anch'io. Purtroppo sono cose imprevedibili, non ci si può far nulla e non è colpa nostra. In più subentra la frustrazione di non essere creduti. Sono sicuro che il tempo ci darà ragione.

Dark shadow

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Re: Come muoversi per ricevere aiuto?

Messaggio  Malvina il Mer Apr 12, 2017 1:46 pm

Sentirsi stupidi è una reazione abbastanza comune che anch'io ho sperimentato...
Poi in questo belpaese, in qualsiasi campo, chi subisce qualcosa viene quantomeno giudicato ingenuo, mentre i "colpevoli" vengono guardati quasi con ammirazione.
Comunque tu riconoscerai subito questi tratti la prossima volta che li incontrerai e potrai orientarti verso una relazione più sana, pensa a lui che è praticamente costretto a recitare sempre lo stesso copione distruttivo...sta messo molto peggio lui.

Malvina

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Re: Come muoversi per ricevere aiuto?

Messaggio  inbilico il Mar Apr 11, 2017 7:11 pm

Eccomi di nuovo Smile scusate se vi rompo ma approfitto di questo forum per un puro sfogo personale...
Credo che la cosa che ho più difficoltà a superare sia l'umiliazione di essere stata oggetto di copioni o, come ho letto da qualche parte e che secondo me rende molto bene l'idea, "pattern emotivi"...superare la fine di una storia non mi ha mai causato grossi problemi, ho sempre pensato vabbè ci siamo voluti bene e ora prendiamo strade diverse, amen. Ovviamente ora essendo molto recente la separazione mi da anche fastidio a livello fisico la sua promiscuità ma quello dopo un primo momento lo supero, mi dico che è libero ed è giusto faccia quello che vuole come posso farlo io...ma vedergli fare e dire le stesse identiche cose che fece con me all'inizio (tralasciando che nel frattempo ogni tanto mi scrive, il che mi fa capire quanto vuoto sentimentalmente sia) mi fa sentire così umiliata, perché so di essere stata parte passiva di una grande finzione. Lo trovo molto frustrante, anche se so che devo partire da questo per far sì che mi serva da lezione e imparare le prossime volte a individuare fin da subito certi atteggiamenti...ammettere a sé stessi di essere stati dei gran coglioni e creduloni purtroppo non è facilissimo!
Tutto qui, scusate lo sfogo così, senza motivo Smile

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Re: Come muoversi per ricevere aiuto?

Messaggio  Malvina il Lun Apr 10, 2017 5:13 pm

inbilico ha scritto:Ciao Malvina, grazie per il tuo intevento..in questi giorni ho letto un po' di storie qui sul forum e ho sempre trovato le tue risposte interessanti! so perfettamente che se rivelassi a un familiare i miei sospetti mi odierebbe da morire, questo in realtà mi proccupa poco, se vogliamo, dal momento che già mi odia e che comunque con lui non voglio più avere legami, diciamo che se alla fine portasse a qualcosa di positivo ben venga. Certo, conoscendolo potrebbe anche riuscire a portare i suoi a credergli, ma anche su quello, sinceramente, non ho niente da perdere, se non che almeno con la coscienza mi sentirei a posto.
Proverò a informarmi e se me la sentirò ne parlerò con la madre, che credo sia quella più propensa ad affrontare un eventuale problema. Non so se ci riuscirò, mi verrebbe da scriverle ma di certe cose penso sia meglio parlarne a voce, e la voglia di voltare pagina e non riprendere certi argomenti è tanta...soprattutto non credo che lui accetterà mai di farsi valutare da uno psicologo, forse farei solo stare peggio la madre. Comunque ti ringrazio per i consigli, farò solo quello che mi sentirò di fare... sicuramente la priorità ora per me è stare bene con me stessa, penso di essere sulla buona strada... mi do qualche mese per farcela da sola, altrimenti chiederò aiuto. Leggere le vostre storie mi ha fatto sicuramente molto bene!

Grazie a te per aver condiviso il tuo vissuto. Credo anch'io che sia meglio parlare a voce con il familiare, in bocca al lupo!

Malvina

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Re: Come muoversi per ricevere aiuto?

Messaggio  ALE il Lun Apr 10, 2017 4:39 pm

i CPS sono i centri psicosociali pubblici , le ASL per intenderci, certo sei un numero per loro rispetto al servizio che potresti avere con un libero professionista, pero' meglio di niente.

ALE

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Re: Come muoversi per ricevere aiuto?

Messaggio  inbilico il Lun Apr 10, 2017 4:27 pm

Malvina ha scritto:Io credo che se tu ti rivolgessi a lui in questo momento, dopo aver rotto e senza l'intenzione di tornare insieme, raccoglieresti solo la sua ostilità e altre accuse di insensibilità o peggio. Inoltre sarebbe ancora più difficile convincerlo a intraprendere un percorso terapeutico.
Se proprio ci tieni, potresti cercare di capire nella sua famiglia chi è un po' più aperto e disponibile nel parlare di questi genere di tematiche...magari qualcuno a cui sia veramente legato e che potrebbe convincerlo a un passo del genere. Potresti parlare sinceramente con questa persona da sola, dicendogli con sincerità quello che hai osservato durante la vostra relazione e convivenza (ai familiari a volte certe cose sfuggono, oppure son proprio i primi a non voler vedere). Inoltre potresti informarti sulle varie opportunità e centri di cura e aiutarli nella scelta. Metti in conto che questa persona sminuisca le tue parole, neghi tutto o lo interpreti come un tentativo di diffamazione anziché di aiuto...e che il tuo ex lo venga a sapere e si arrabbi molto. Se non te la senti soprassiedi e lavora su te stessa...mi sembri una persona con capacità di autoanalisi, ma tutti abbiamo delle fragilità a cui relazioni poco sane si possono attaccare. Ciao!

Ciao Malvina, grazie per il tuo intevento..in questi giorni ho letto un po' di storie qui sul forum e ho sempre trovato le tue risposte interessanti! so perfettamente che se rivelassi a un familiare i miei sospetti mi odierebbe da morire, questo in realtà mi proccupa poco, se vogliamo, dal momento che già mi odia e che comunque con lui non voglio più avere legami, diciamo che se alla fine portasse a qualcosa di positivo ben venga. Certo, conoscendolo potrebbe anche riuscire a portare i suoi a credergli, ma anche su quello, sinceramente, non ho niente da perdere, se non che almeno con la coscienza mi sentirei a posto.
Proverò a informarmi e se me la sentirò ne parlerò con la madre, che credo sia quella più propensa ad affrontare un eventuale problema. Non so se ci riuscirò, mi verrebbe da scriverle ma di certe cose penso sia meglio parlarne a voce, e la voglia di voltare pagina e non riprendere certi argomenti è tanta...soprattutto non credo che lui accetterà mai di farsi valutare da uno psicologo, forse farei solo stare peggio la madre. Comunque ti ringrazio per i consigli, farò solo quello che mi sentirò di fare... sicuramente la priorità ora per me è stare bene con me stessa, penso di essere sulla buona strada... mi do qualche mese per farcela da sola, altrimenti chiederò aiuto. Leggere le vostre storie mi ha fatto sicuramente molto bene!


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Re: Come muoversi per ricevere aiuto?

Messaggio  Malvina il Lun Apr 10, 2017 3:58 pm

Io credo che se tu ti rivolgessi a lui in questo momento, dopo aver rotto e senza l'intenzione di tornare insieme, raccoglieresti solo la sua ostilità e altre accuse di insensibilità o peggio. Inoltre sarebbe ancora più difficile convincerlo a intraprendere un percorso terapeutico.
Se proprio ci tieni, potresti cercare di capire nella sua famiglia chi è un po' più aperto e disponibile nel parlare di questi genere di tematiche...magari qualcuno a cui sia veramente legato e che potrebbe convincerlo a un passo del genere. Potresti parlare sinceramente con questa persona da sola, dicendogli con sincerità quello che hai osservato durante la vostra relazione e convivenza (ai familiari a volte certe cose sfuggono, oppure son proprio i primi a non voler vedere). Inoltre potresti informarti sulle varie opportunità e centri di cura e aiutarli nella scelta. Metti in conto che questa persona sminuisca le tue parole, neghi tutto o lo interpreti come un tentativo di diffamazione anziché di aiuto...e che il tuo ex lo venga a sapere e si arrabbi molto. Se non te la senti soprassiedi e lavora su te stessa...mi sembri una persona con capacità di autoanalisi, ma tutti abbiamo delle fragilità a cui relazioni poco sane si possono attaccare. Ciao!

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Re: Come muoversi per ricevere aiuto?

Messaggio  inbilico il Lun Apr 10, 2017 3:40 pm

ALE ha scritto:Ciao,

              non mentire a te stessa, tu non lo vuoi aiutare per la prossima donna che verra' dopo di te...

A parte questo, lui vuole farsi curare, ha coscienza di essere malato e/o di avere dei problemi?

Devi prima stablire questo, poi sicuramente anche noi codipendenti abbiamo bisogno di aiuto, anche solo per metabolizzare cio' che ci e' successo e perche' altrimenti non ci incastreremmo con delle persone cosi problematiche o perlomeno non ci rimarremmo a lungo in tali relazioni.

Che dirti, se lui vuole farsi curare, ci sono sicuramente dei centri in grado di farlo, i CPS ad esempio.

Se vuoi fare la crocerossina fallo pure, io quando l ho fatto ho realizzato che volevo in parte curare me stessa, cioè attraverso di lui colmavo dei miei vuoti e cercavo di curare in primis me stessa, per poi trovarmi anche io sull'orlo di un abisso... perche' stare con certe persone non aiuta anzi stai male e rischi di stare sempre piu male.

Riparti da te, ne hai bisogno, poi stagli pure vicina se lui lo vuole, perche'il punto e' proprio capire se lui vuole essere curato, ma se non riconosce di avere un problema difficilmente lo fara'.

In bocca al lupo.

Non conoscevo i CPS...indago meglio, grazie!

inbilico

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Re: Come muoversi per ricevere aiuto?

Messaggio  inbilico il Lun Apr 10, 2017 3:34 pm

ALE ha scritto:Ciao,

              non mentire a te stessa, tu non lo vuoi aiutare per la prossima donna che verra' dopo di te...

A parte questo, lui vuole farsi curare, ha coscienza di essere malato e/o di avere dei problemi?

Devi prima stablire questo, poi sicuramente anche noi codipendenti abbiamo bisogno di aiuto, anche solo per metabolizzare cio' che ci e' successo e perche' altrimenti non ci incastreremmo con delle persone cosi problematiche o perlomeno non ci rimarremmo a lungo in tali relazioni.

Che dirti, se lui vuole farsi curare, ci sono sicuramente dei centri in grado di farlo, i CPS ad esempio.

Se vuoi fare la crocerossina fallo pure, io quando l ho fatto ho realizzato che volevo in parte curare me stessa, cioè attraverso di lui colmavo dei miei vuoti e cercavo di curare in primis me stessa, per poi trovarmi anche io sull'orlo di un abisso... perche' stare con certe persone non aiuta anzi stai male e rischi di stare sempre piu male.

Riparti da te, ne hai bisogno, poi stagli pure vicina se lui lo vuole, perche'il punto e' proprio capire se lui vuole essere curato, ma se non riconosce di avere un problema difficilmente lo fara'.

In bocca al lupo.


Ciao ti ringrazio per il confronto...ti assicuro che non ho intenzione di tornarci insieme e tantomeno di fare terapia con lui, già quando glielo proposi per la bulimia ho capito che non mi sentivo sicura di poterlo fare e non ho volutamente insistito quando non ha accettato la mia proposta...in seugito ho sempre cercato di convincerlo con le buone che era una bella persona e un professionista lo avrebbe solo aiutato a ritrovare se stesso...ma avrebbe dovuto farlo da solo il percorso.
Io voglio buttarmi tutto alle spalle, per fortuna ho molti interessi e riesco concentrarmi su quelli, ho pensato molto a cosa mi abbia spinto a restare con lui e sicuramente all'inizio mi ha colpito molto perché era un periodo che sulle relazioni personali avevo effettivamente poca autostima (ora sto lavorando su questo e devo dire che da sola sto bene), sentirmi al centro dell'attenzione e così speciale per qualcuno mi ha fatto stare bene...e poi mi sono affezionata e innamorata. Per il resto l'unica cosa di veramente patologico erano le liti...quelle mi facevano stare davvero male, per il resto erano piccoli contrasti, che credevo avremmo potuto superare (con le parole era sempre disponibile) ma col tempo sono rimasti sempre gli stessi ed è allora che ho inziato ad allontarmi. Il problema era che per alcuni atteggiamenti eccessivi (come nelle liti) poi mi chiedeva scusa e sembrava sincero, era propenso a migliorarsi e quindi per un po' sono stata combattuta e pensavo se non fossi anche io a causare quelle incomprensioni, quando ho capito che le sue promesse di migliorare in alcuni aspetti erano solo parole mi sono allontanata definitivamente, andando via di casa. Da allora ha mostrato altri atteggiamenti, peggiori, nel giro di due mesi l'ho lasciato e lì mi ha preoccupato ancora di più...un giorno mi diceva riproviamoci rimpiangerò per sempre una come te, io gli dicevo che gli volevo bene ma era meglio per entrambi non continuare in qualcosa in cui non riuscivamo a essere sereni. Non sono stata aggressiva, nonostante mi avesse ferita, perché avevo capito la sua fragilità. Se fosse stato solo stronzo sarei stata una vipera... e il giorno dopo mi odiava, e io ero un'insensibile....poi ci ripnesava perché non lo maltrattavo e ci riprovava e poi di nuovo ero stronza...questo mi ha fatto seriamente preoccupare.
Fra i mille difetti che ho, ci metto molto a decidere ma quando lo faccio sono categorica, non riesco nemeno a vederlo come un ipotetico compagno ma, sarò fatta male, mi dispiace sul serio sapere che probabilmente soffrirà e, sì, anche che farà soffrire altre ragazze...se ripenso a quello che ho passato negli ultimi due mesi non lo augurerei nemmeno al mio peggior nemico.
Mi farebbe piacere se fose supportato dai familiari e da uno psicologo, io voglio restarne fuori, ma su un aspetto così delicato non so se rivelare un sospetto del genere alla madre sia la cosa giusta...

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Re: Come muoversi per ricevere aiuto?

Messaggio  ALE il Lun Apr 10, 2017 2:46 pm

Ciao,

non mentire a te stessa, tu non lo vuoi aiutare per la prossima donna che verra' dopo di te...

A parte questo, lui vuole farsi curare, ha coscienza di essere malato e/o di avere dei problemi?

Devi prima stablire questo, poi sicuramente anche noi codipendenti abbiamo bisogno di aiuto, anche solo per metabolizzare cio' che ci e' successo e perche' altrimenti non ci incastreremmo con delle persone cosi problematiche o perlomeno non ci rimarremmo a lungo in tali relazioni.

Che dirti, se lui vuole farsi curare, ci sono sicuramente dei centri in grado di farlo, i CPS ad esempio.

Se vuoi fare la crocerossina fallo pure, io quando l ho fatto ho realizzato che volevo in parte curare me stessa, cioè attraverso di lui colmavo dei miei vuoti e cercavo di curare in primis me stessa, per poi trovarmi anche io sull'orlo di un abisso... perche' stare con certe persone non aiuta anzi stai male e rischi di stare sempre piu male.

Riparti da te, ne hai bisogno, poi stagli pure vicina se lui lo vuole, perche'il punto e' proprio capire se lui vuole essere curato, ma se non riconosce di avere un problema difficilmente lo fara'.

In bocca al lupo.

ALE

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Messaggio  inbilico il Lun Apr 10, 2017 12:51 pm

Ciao a tutti,

non è semplice ma cercherò di essere chiara e il più possibile sintetica (anche se non è il mio forte!).

Credo di essere appena uscita da una relazione di quasi 3 anni con un borderline, ovviamente solo un esperto potrebbe dirlo e solo valutando lui direttamente ma coincidono quasi tutte le caratteristiche che ho letto in diversi siti di centri psicologici e ritrovo tantissimo della nostra relazione anche leggendo diverse testimonianze di persone su internet, fra cui anche questo forum.
Tralascio i particolari e credo che (sempre se davvero soffre di questo disturbo) il mio ex non sia a un livello molto avanzato, ho sempre pensato fosse un po’ eccessivo, impulsivo e volubile…ma li catalogavo come semplici difetti magari smussabili nel tempo, visto che lui stesso li riconosceva. Abbiamo anche convissuto e subito è arrivata quella che mi sembra perdita di stima nei miei confronti alle prime discussioni. Piano piano ho capito che non aveva una buona gestione della rabbia, e i conflitti che avevamo non portavano a nessuna crescita nel rapporto (dopo due anni litigavamo per le stesse identiche cose) ho iniziato a notare un rapporto conflittuale col cibo e dei cambi di umore e opinione che alle volte gli dicevo potesse essere a rischio di bipolarismo. Ho iniziato a farglielo notare e ha sempre ammesso tutto, tranne le ultime due cose, su quelle era così bravo a farmi passare per pazza ad arrivare a pensare certe cose. Negli ultimi mesi ho cercato informazioni sul bipolarismo, anche se ero convinta non lo fosse, ho trovato questo disturbo e mi sono venuti i brividi…combaciava quasi tutto tranne l’autolesionismo (credevo). Ho pensato fossi esagerata.
Dopo due anni e mezzo di relazione ho voluto una separazione, un distacco, non definitivo anche se in cuor mio sapevo che sarebbe dovuta finire, ci siamo frequentati per altri tre mesi con più leggerezza e probabilmente questa cosa gli ha causato uno stress così forte che ha avuto degli atteggiamenti che mi hanno fatto seriamente preoccupare, mi ha mostrato pian piano il suo lato davvero patologico, alla fine è riuscito a fare delle cattiverie assurde, e contemporaneamente voleva “ricominciare da capo”, io ero speciale e unica e lui una merda, ma dopo i miei rifiuti di tornare insieme diventavo una stronza. Mi ha confessato di aver sofferto di bulimia e di aver avuto ricadute nell’ultimo anno e mezzo…ha anche dubitato fosse vero (tanto mi sembrava ossessivo e bugiardo) ma mi è stato confermato segretamente dai famigliari. E io sono stata mangiata dai sensi di colpa, perché “le altre lo avevano sempre capito” io ci ho vissuto insieme e non mi sono mai accorta di niente che fosse così grave…mi sono sentita una nullità e tremendamente insensibile, gli ho propostto di andare insieme da uno psicologo ma con la consapevolezza che non significava tornare insieme, anzi. Ovviamente non ha voluto e sono ridiventata una stronza insensibile. Per non abbassare ulteriormente la sua autostima, nonostante fossi ferita dalle gravi mancanze di rispetto avute nell’ultimo mese, cercavo di dirgli che se non stavamo bene insieme è colpa di entrambi e che non doveva colpevolizzarsi eccessivamente perché tutti sbagliamo. Nonostante questo è riuscito a farmi un’ulteriore cattiveria, fra l'altro squallida, al che ho capito che non ne posso davvero più e ho interrotto ogni comunicazione. Non ci sono arrivata subito, ma poi ho collegato l’ultimo tassello che mi mancava per sospettare ulteriormente che soffrisse di questo disturbo: era anche autolesionista.

Non so se ho bisogno anche io di assistenza psicologica, mi sento abbastanza equilibrata e mediamente sicura di me stessa ma il male che è riuscito a farmi soprattutto nell'ultimo periodo mi ha causato grandi sofferenze. In generale il consiglio che leggo ovunque è quello di "scappare" e sicuramente voglio tagliare i ponti con lui, ne sento il bisogno per recuperare la mia stabilità. Io in genere rimango affezionata a chi ho voluto bene e ho difficoltà a staccarmi completamente da persone con cuii ho avuto un rapporto intenso, con chi ho frequentato in passato infatti ho un buon rapporto anche se non di amicizia. Ma in questo caso so che è la cosa giusta da fare.

Non riesco però a essere completamente indifferente al fatto che soffrirà ancora e soprattutto (essendoci passata) che farà soffrire altre persone. Non posso sapere realmente che disturbo abbia e se ne abbia effettivamente uno, ma sono certa che se al posto mio ci fosse stata una persona con un carattere debole e con molte più insicurezze delle mie l'avrebbe pian piano annientata e poi probabilmente lasciata bruscamente, come in effetti ha sempre fatto. Io l'ho lasciato un pelo prima ed evidentemente gli ho causato uno stress così forte che mi ha mostrato maggiormente il suo lato patologico.  Ha un modo di logorarti molto “subdolo” anche se non credo se renda conto, non ti maltratta pesantemente ma ti fa sentire lentamente inadeguata…io però non mi sono mai sentita inadeguata perché so in cosa valgo e in cosa no…e questo ci faceva litigare pesantemente. Alla fine invece è stato molto più estremo e allora ho capito che ha davvero un problema, che va aldilà dell’impulsività. Sembra davvero emotivamente un bambino, con ripicche e crudeltà gratuite. Ora che ho visto questo lato ho capito che devo starne lontana e so che ce la farò.

Non siamo persone molto facoltose e credo che in Italia ci sia davvero poca cultura e soprattutto poca informazione sui trattamenti psicologici, volevo sapere se esistono strutture convenzionate o dei consultori per questo tipo di problematiche. Io non credo di poterlo convincere a fare un tentativo perché ha capito che non tornerò sui miei passi e quindi al momento per lui sono un essere spregevole. Voglio tentare con i famigliari, anche se attualmente non me la sento di affrontare soprattutto con loro un argomento del genere. Sinceramente mi chiedo se non la sappia già, quando soffrì di bulimia ha fatto un paio di sedute e poi ha lasciato. Come mi ha sempre fermamente negato di avere quelli che secondo me potevano essere l’inizio di disturbi alimentari (invece erano già consolidati) potrebbe avermi negato anche di sapere già di un altro disturbo…non so più che pensare..
Potreste suggermi come muovermi? É possibile fare una consultazione gratuita presso un consultorio, o simile, per valutare almeno se c'è del patologico o meno?
Se fosse semplicemente stronzo sarebbe tutto più semplice e sicuramente lo avrei lasciato molto prima, invece credo che sia molto sensibile ma che abbia gravi problemi di empatia.
Lo so, devo pensare prima di tutto a me stessa, ed è quello che farò, ma non fa parte di me pensare "poveraccia la prossima" (e poveraccio anche lui) e fregarmene. Io credo che umanamente un tentativo vada fatto prima di lavarmene le mani.

Vi ringrazio in anticipo, intanto vi auguro buona giornata.
(Perdonatemi se non mi firmo con il nome ma ho quasi paura che possa consultare forum del genere e reagire male se leggesse la nostra storia su un forum)

P.S. Abbiamo entrambi circa 30 anni e viviamo a Roma
P.P.S Ovviamente non sono stata sintetica, ringrazio chiunque abbia la pazienza di leggere tutto! Spero di essere stata almeno chiara Smile

inbilico

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