Figlia di un dio minore

Pagina 2 di 2 Precedente  1, 2

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  Malvina il Dom Gen 29, 2017 10:09 pm

Ciao Sife, che dire, anche tu hai avuto una storia familiare pesante che evidentemente ti ha segnato. La cosa fondamentale è che tu ne abbia preso coscienza, ti stia curando e abbia avuto la forza di mandare tua figlia in un posto dove può essere più serena.
La tua storia mi ricorda il film "La pazza gioia", dove ci sono queste donne che hanno problemi psicologici e sono in comunità, ma anche i loro familiari che stanno fuori non sono proprio a posto, per esempio la madre della protagonista è completamente anaffettiva e la tratta sempre con sufficienza chiamandola pure "la deficiente". Se non l'hai visto te lo consiglio.

Malvina

Messaggi : 141
Data d'iscrizione : 09.05.16

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  sife8113 il Dom Gen 29, 2017 9:25 pm

Ah...e aggiungo anChe che dopi il mio terzo ricovero e dopo k mia figlia.fu affidata e dopo k mio marito se n e andato io sn stata in comunita due.mesi(non come residente).meno male k stavo la xk con mia mamma era una lite unica e pure kn la badante!

sife8113

Messaggi : 90
Data d'iscrizione : 27.01.17

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  sife8113 il Dom Gen 29, 2017 9:08 pm

Malvina ha scritto:Ciao, stasera vorrei raccontarvi la mia esperienza...
Mi pare che questo forum è frequentato prevalentemente da borderline e da persone che hanno/hanno avuto una relazione sentimentale/sessuale con loro, meno da chi ha un familiare con questo problema.
Leggo spesso che le madri borderline dicono di essere ottime madri, che vivono per i loro figli, che sono la cosa più importante della loro vita...lo diceva anche la mia, non so se convintamente o no (come per tutti i bdl non era facile capire quello che le passava per la testa), comunque mi ha devastato lo stesso. Consiglierei ai compagni di persone che soffrono di questa patologia di pensarci bene prima di farci un figlio.
Va bene, ecco la mia storia. Ho scoperto che mia madre soffriva di questo disturbo solo dopo la sua morte e facendo ricerche da sola, su libri (soprattutto in inglese) e su siti vari. Non sono un medico ma sono piuttosto sicura di questo perché il profilo combacia perfettamente.
Da quel che ne so le erano state diagnosticate ansia e depressione, ma il suo comportamento era troppo allucinante per ridursi a questo.
La sua storia: è nata in una famiglia conservatrice e non particolarmente affettuosa, per loro le relazioni familiari erano una questione di "dovere", non di sentimenti o piacere. Quando ero piccola non li frequentavo volentieri, soprattutto mio nonno che era piuttosto burbero, anche se non ho mai visto alzar le mani.
Mia madre fin da adolescente ha dato qualche segno di squilibrio, tipo andar in giro e litigare con la gente per un nonnulla. Leggendo i suoi diari si nota anche una grande instabilità dell'umore, nel corso della stessa giornata ci sono espressioni entusiastiche ed estremamente negative. Per i miei nonni e la mentalità del paese dove vivevano interpellare uno psicologo, psichiatra o anche un comune medico era fuori discussione, quando esagerava la andavano a prendere di peso e la chiudevano in casa per un po' finchè non si calmava. Finchè è stata sotto la loro autorità non ha fatto grossi danni. Per un periodo ha avuto una relazione con un tossico (allora giravano droghe ben pesanti) ma poi lui si è trasferito.
Dopo un po' ha iniziato a frequentare mio padre, un altro bel soggetto. Infatti da ragazzo praticamente viveva recluso in una soffitta, perso tra la musica e i suoi esperimenti scientifici. Mia madre, con la classica invadenza che ha sempre avuto, era fra i pochi che riuscivano a parlarci.
I miei, pur essendo giovani e disoccupati, hanno fatto da subito sesso non protetto. Mia madre è rimasta incinta una prima volta, ha abortito, ma ci è rimasta ancora dopo poco e forse non se l'è sentita di rifarlo. Riguardo a mio padre non erano affari suoi. Alla fine i miei nonni hanno suggerito che si sposassero e così si è celebrato un matrimonio disastroso. Non ho mai visto un'altra coppia litigare così tanto...Da che mi ricordi ogni giorno erano urla, lanci di piatti, porte che sbattevano... Ricordo che a volte mi chiudevo nell'armadio per paura. Mia madre non lavorava, non badava alla casa, mi lasciava da qualcuno e andava in giro a spendere tutto quello che avevamo (una caratteristica che è rimasta costante per tutta la sua vita). Mio padre, che aveva lasciato i suoi hobby per trovare un impiego, tornava a casa e si incazzava. Ha iniziato ad andarsene, prima per poche ore, poi per giorni e settimane, fino a più di un mese. Nel frattempo se non ci fossero stati i nonni non avremmo saputo come mangiare.
Io nel frattempo, che ero nata perfettamente sana, ho iniziato a soffrire di grossi problemi sia fisici (mi beccavo ogni tipo di infezioni, ero quasi sempre malata sotto antibiotici) ma soprattutto psicologico. Già all'inizio dell'asilo provavo una specie di fobia verso il mondo e soprattutto verso gli altri. Avevo paura di tutto, ero ipersensibile e passavo le giornate a piangere. I miei non facevano altro che farmi sentire un peso e spesso mi dicevano esplicitamente che il loro matrimonio si stava sfasciando per colpa mia. Come tutti i bambini naturalmente credevo ai genitori e mi sentivo un essere tremendo, non volevo più vedere nessuno per la vergogna che provavo verso me stessa. Inoltre fin da piccola sono stata bullizzata dai compagni, cosa che non ha fatto che peggiorare la situazione. Nessun insegnante ha mai fatto niente.
Con l'inizio della scuola i miei si sono separati e sono andata a vivere con mia madre. Nel frattempo avevo finalmente trovato una cosa in cui riuscivo, lo studio, e mi ci sono dedicata completamente. Non che servisse a molto, per mia madre avevo sempre e solo difetti, per esempio il modo di camminare, la distrazione etc. Non avendo più mio padre su cui sfogarsi ha iniziato a farlo su di me. Già alle elementari mi dovevo sorbire ore e ore ogni giorno in cui mi urlava i peggiori insulti (schifosa, aborto mancato e anche peggio). Ha iniziato a passare sempre più tempo al bar bevendo molto, anche se cercava di nasconderlo. Mio padre nel frattempo se ne fregava. Con l'età in lui sono diminuiti i tratti schizoidi-evitanti e hanno iniziato a prevalere quelli narcisistici. Faceva la bella vita da single, trascorrendo molte sere in discoteca, frequentando donne e non passando gli alimenti. Io nel frattempo, oltre ad occuparmi di me stessa (andavo a scuola e facevo i compiti da sola, cucinavo, facevo la spesa e spesso anche i panni e le pulizie) dovevo badare a mia madre che dava sempre più segni di squilibrio. Sapevo quello che dovevo fare per farle passare una sbornia, andavo a prendere le medicine etc. Ricordo che il farmacista mi dava i farmaci tranquillamente, come il negoziante mi dava una cassa di birra o una bottiglia di liquore da portare a casa, a una bambina delle elementari, mah...in ogni caso mai nessuno ha fatto niente per la nostra situazione.
Io, probabilmente perché non avevo mai vissuto a contatto con altre famiglie, non mi rendevo conto che non era normale, anzi mi sentivo in dovere di fare tutto, anche se mia madre mi diceva che facevo tutto di m..da. Nel frattempo avevo iniziato anche a studiare musica, ero molto impegnata ma d'altronde avevo già iniziato a manifestare un chiaro disturbo di personalità evitante: niente amici né svaghi. A un certo punto però nemmeno io ce l'ho fatta più. E' stato quando sono morti i genitori di mia madre. Avevo dieci anni, e lei per diversi giorni non si è alzata dal letto. Sono andata a chiedere aiuto ai miei nonni paterni e non ho più rivisto mia madre per circa tre anni. Non mi è stata data nessuna spiegazione, dai documenti che ho trovato anni dopo deduco che l'abbiamo portata in una specie di comunità di recupero, non so se dopo un periodo passato in psichiatria. Una volta è suonato il telefono, ho risposto ed era lei che mi chiedeva perché l'avevo abbandonata (cosa che mi ha rinfacciato più volte anche negli anni successivi), aveva una voce spaventosa. Ho chiesto ai nonni e mi hanno detto solo che era in un posto dove i bambini non potevano andare, fine della discussione. Ho passato degli anni angosciosi, è stato l'unico periodo in cui anche il mio rendimento a scuola è calato. Mio padre nel frattempo si era trovato un'altra donna a cui non piacevo, per cui i rapporti fra di noi si sono ridotti praticamente a zero.
Un giorno, per caso, verso i 13 anni, ho rivisto mia madre in paese. Sono andata a casa sua offrendomi di aiutarla, ma lei mi ha mandato via dicendo che non poteva tenermi. Mi sembrava quasi un'estranea. Purtroppo poi ha cambiato idea e sono ritornata a stare da lei. Dico purtroppo perché non era più la stessa persona...non più "matta" in senso bonario, ma veramente cattiva. Non sopportava che nel frattempo mi fossi sviluppata, mi chiamava put...a e tr..a, se parlavo con un uomo era perché volevo farmelo...Mi fece una scenata perfino con un vicino di casa che stavo aiutando per dei problemi di salute. Ormai nessuno al paese osava più avvicinarsi a noi, ma alcune volte in posti dove non ci conoscevano capitava che alcuni ragazzi si avvicinassero anche solo per fare amicizia...lei si metteva in mezzo e diventava provocante con loro. Io morta dalla vergogna non avevo il coraggio di instaurare contatti con nessuno, nascondevo la mia femminilità, mi vestivo come una suora. Ma non bastava, lei in me vedeva solo il male. Non ricordo più quante notti ho passato a farmi insultare nel peggiore dei modi da lei, per poi andarmene alle 6 di mattina piena di sonno a prendere la corriera per il liceo...sembrava totalmente insensibile ai miei pianti e al mio malessere. Poi magari tornavo da scuola e si faceva trovare con un "regalino", o una volta tanto preparava un piatto di pasta, per poi incazzarsi di nuovo se non ero entusiasta o non ringraziavo abbastanza. Inoltre dal suo ritorno abusava di psicofarmaci, mischiati all'alcol, e il suo comportamento diventava sempre più estremo. Sbalzi di umore continui, promiscuità con uomini poco raccomandabili che la usavano e la buttavano e in alcuni casi le fregavano pure dei soldi...su questo fronte comunque ci metteva del suo, ha speso velocemente tutta l'eredità che mio nonno si era costruito con una vita di sacrifici e quando non è rimasto più niente ha iniziato a rubare. Io durante le superiori cercavo di lavorare per tirar su qualche soldo, ma spesso dovevo smettere a causa sua. Il ristorante non andava bene perché tornavo tardi e le veniva l'ansia, fare le consegne a domicilio neanche...telefonava ai datori e questi esasperati dopo un po' mi dicevano di non farmi rivedere.  L'unico lavoro che potevo fare erano le ripetizioni a casa mentre mi controllava, ma con la fama che avevamo non veniva molta gente. Lei mi diceva che ero un peso anche economico e mi rimproverava perché non riuscivo a spillare soldi a mio padre. Più volte mi ha messa in mezzo cercando di fargli comprare questo o quell'altro, la reazione di mio padre era di incazzarsi con me e di trattarmi come una sanguisuga. Nel frattempo lui aveva avuto un'altra figlia e le stava dando tutto quello che a me aveva sempre negato: passeggiate in giro, vacanze all'estero, regali firmati...era diventato capoufficio e aveva comprato un appartamento a due piani per la sua nuova famiglia. Io invece non avevo diritto a niente e se lo cercavo per un conforto affettivo mi faceva sentire in colpa perché non ero mai abbastanza...mi ha anche detto esplicitamente che ero l'unico parente di mia madre e dovevo arrangiarmi.
A 16 anni ho avuto per la prima volta una specie di esaurimento. Studio, faccende, lavoro, star dietro a mia madre...a un certo punto non ho dormito per una settimana e quando un mio insegnante mi ha tirato una bacchettata sulle mani sono esplosa e ho rovesciato alcuni mobili nella stanza. Sono stata espulsa, ho cercato di nasconderlo ai miei ma sono venuti a saperlo lo stesso. Mia madre mi ha buttato in strada e mio padre mi ha fatto sentire una m..da. Ho vissuto un periodo da mia nonna ma poi mia madre mi ha ripreso, evidentemente le facevo comodo.
Da allora però ha cominciato a buttarmi dentro e fuori di casa a piacimento, spesso senza neanche un motivo. Io ero esausta e mi son resa conto che se non me ne fossi andata sarei impazzita anch'io o l'avrei fatta finita. Mi sono concentrata sulla scuola e son riuscita a fare due anni in uno, la maturità in anticipo e a vincere una piccola borsa di studio per l'università. Naturalmente mia madre e mio padre hanno cercato di impedirmelo fino all'ultimo, salvo poi vantarsi in giro come se fosse stato opera loro...
Comunque ero abbastanza stordita, ho scelto una facoltà senza pensarci troppo e son andata via. Questo è uno dei miei più grandi rammarichi, perché negli studi andavo bene e avrei potuto costruirmi una carriera che mi desse qualche soddisfazione. Invece non avevo mai il tempo di pensare, le mie finanze mi permettevano solo una camera con altre tre ragazze, dovevo lavorare (e anche lì mia madre è riuscita a farmi perdere diversi posti, non so come facesse a trovarli) e a un certo punto sono stata anche perseguitata da un maniaco. I miei naturalmente se ne son fregati e anzi hanno incolpato me, ma non voglio dilungarmi su questa vicenda grottesca. La cosa che più mi faceva perdere tempo e energie erano però le continue crisi di mia madre, per cui dovevo continuamente fare avanti e indietro tra casa e la sede universitaria. Ma la vita che avevo iniziato a fare fuori, anche se dura, mi aveva mostrato che esistevano anche altri modi di vivere, con persone che non ti insultavano continuamente, non facevano il bello e il cattivo tempo e non dovevi continuamente andare a soccorrere perché cercavano di ammazzarsi o violavano la legge...
A un certo punto non ce l'ho fatta più neanche così e mi sono trasferita a 500 km di distanza mantenendo solo rapporti saltuari con la mia famiglia di origine. Ogni volta che provavo a riallacciarli succedeva il finimondo. Mia madre mi ha rovinato anche la festa di laurea ubriacandosi e mettendosi a insultare un po' tutti, in primis la sottoscritta. Poi mi sono messa con il mio compagno, che cercava di trattarla con gentilezza e comprensione, ma ha iniziato a insultare pesantemente anche lui e questo non potevo permetterlo. L'ultima volta l'abbiamo portata al ristorante e ha insultato tutti i clienti e il personale, finendo per rotolare giù da una collina completamente ubriaca. Ho cercato di interessare le assistenti sociali e anche il medico di base ma mi han detto che non potevano fare niente, dal momento che non ascoltava nessuno e non era considerata massimamente pericolosa.
Mi son trasferita dal mio compagno e per diversi anni ho cercato di lasciarmi alle spalle tutto questo. Una periodo non particolarmente brillante ma avevo più di quanto mai avessi avuto...e cercavo di accontentarmi. Con i miei, rapporti sempre più diradati, siamo arrivati a non sentirci per due anni. Ogni tanto cercavo di mandare soldi a mia madre ma li spendeva in cavolate, allora le mandavo la spesa già fatta ma non andava mai bene...raccontava un sacco di balle all'assistente sociale e a un certo punto questa ha minacciato di denunciarmi per "responsabilità civile"...mah. Ho saputo anche che mia madre raccontava un sacco di balle in paese sul mio conto, che facevo lavori poco chiari, che saltavo da un letto all'altro...tuttora se ci vado la gente mi guarda strano.
Comunque ho cercato di andare dritta per la mia strada, credevo di aver superato almeno in parte certe cose... finchè è successo il patatrac. Le hanno diagnosticato un tumore al seno di tipo molto aggressivo. Sono stata costretta ad occuparmi di lei e ha ripreso a trattarmi peggio di quando ero adolescente. Io cercavo di non reagire ma ero piena di rabbia, uscivo dall'ospedale e prendevo a calci e pugni i muri. La gente mi guardava come una pazza e mi son anche fatta male. Ho iniziato una psicoterapia per gestire la cosa ma è stata un disastro (a posteriori con un altro terapeuta ho capito che questo psicologo aveva lo stesso carattere di mia madre, probabilmente leggermente bdl pure lui...che c..o!). Insomma due anni di inferno. Nel frattempo, probabilmente anche per le tante assenze ho perso il lavoro. E alla fine mia madre è morta. Mio padre non è venuto a trovarla in ospedale nemmeno una volta, non mi ha mai aiutato nemmeno portandomi un cambio di vestiti.
Sul momento non ho sentito niente, era tutto come surreale (forse era anche che non dormivo una settimana). Poi è arrivato il dolore, ma ho cercato di tenermi occupata con questioni burocratiche (ho scoperto che tutte le successioni a partire dai miei bisnonni erano sbagliate).
Poi ha iniziato a star male anche il padre del mio compagno, è morto e non si è capito più niente. Il mio compagno ha iniziato a trattarmi come un soprammobile, a rispondere male, a vedersi con altre donne dicendomi bugie. Ho scoperto persino che è stato con prostitute, persino una dominatrice sadomaso!!!
Lì credo di aver raggiungo il limite. Dall'adolescenza mi sono sempre occupata della mia salute riuscendo a sconfiggere i miei malanni di infanzia...ma improvvisamente ho iniziato a star male: insonnia, problemi digestivi pesanti, aumento di 25 kg, confusione mentale, depressione...ho rischiato di far due incidenti in auto sostanzialmente perché non mi importava più di niente.
Sono stata da vari specialisti, ho fatto una montagna di esami ma non è emerso niente. Ho fatto anche altre due psicoterapie, di diverso tipo, assolutamente inutili. Ho preso psicofarmaci che o non mi facevano assolutamente effetto o peggioravano i miei sintomi.
Non ho più voglia di fare assolutamente niente. Di notte non dormo e la mattina non riesco ad alzarmi, non ho nessuno stimolo. Appena provo a fare qualsiasi cosa, cercando di spremere le mie ultime forze, mi mancano le energie e mi devo sdraiare. Ormai non frequento più nessuno, esco solo per comprare due cose da mangiare, ma per il resto sono un vegetale. Io che mi sono sempre affidata alla forza di volontà e al potere della mente non ho più nemmeno questo conforto. Intellettualmente sono zero, non riesco nemmeno a leggere una pagina, mi sembra di aver la bambagia in testa. Non vivo più, mi limito a sopravvivere, ormai da quasi 3 anni, e non riesco a vedere via d'uscita. Ho 35 anni e la mia vita mi sembra già finita.
E questa sera mi sentivo particolarmente depressa e forse per questo ho deciso di raccontarvi la mia storia.
Grazie per chi ha avuto la pazienza di leggere.




Carissima malvina...piu leggo le vostre storie e piu mi sento a casa.
AnChe la.mia infanzia nn fu facile.partendo dal fatto k nn ero voluta ma arrivata.i miei erano entrambi su d eta
Papa sposa mamma x darmi il.cognome e x farmi da padre.mio padre mi portava ovunque egli andasse.mia.madre badava alla casa.qnd avevo.sette.anni mio padre inizio a partire
FaCeva sei.mesi con.noi e sei.mesi.nella nostra casa giu al.sud...lui era pensionato,a casa con noi si annoiava,giu si occupava delle piante e lo faCeva sentirw vivo
Pero toglieva tempo a.me.io dai sette anni im poi divenni aggressiva.prendevo a calci mia.madre che di contro nn aveva la pazienza d prendermi yra lw braccia e spiegarmi le cose(cosa k io facevo.con mia figlia)ma mi trattava con sufficienza.mia.madre mi ha sempre trattata da scema mettendomi in ina campana d vetro.mio padre mi spronava,ma nel modo sbagliato(insulti)ma tra i due che si salva era ancora lui.io sn sempre stata aggressiva e ingestiBile.avevo avuto grossi problemi relazionali a scua e fuori.le mie prime vere amiche le ebbi a 18anni
Alcune d loro le.ho pwrSe,altre sono ancora xon.me(e le.ringrazio ogni gg x srmi.vicine).alle superiori nn rendo.ma.mi.rifaccio all uni.poi mio.padre so ammala e muore.coNosco mio.marito
Lo porto a vivere a casa mia con i.miei.tutto liscio.dopo.due.anni c spoaiamo(mio padre muore 5mesi prima Del matrimonio).dopo.un anno.nasce mia figlia.io avverto squilibri mentali pazzeshi.urla,pianti,Grida.x niente,mi butto x terra e faccio.scenate
Nasce mia.figlia.MIa mamma si sostituisce a me.fa tytto lei x me.impeti d rabbia da parte mia.ci prendavamo anche x i capelli
Mia mamma m.stava Detronizzando d nuovo.non soLo nn mi ha mai insegnato un cazzo xk nn mi riteneva all altezza...giocava pure a fare la madre.d mia.figlia al.posto mio.in tutto qst mio.marito lavorava e nn m trattava molto bene
Dopo.4mesi dalla.nascita d mia figlia.mia.madre.ebbe un ictus
Io crollai.ero passata dal.nn fare una cippa al fare tutto
Lato positivo:imparai ad occuparmi d mia figlia.cn mio marito pero le cose andavan cosi cosi.io espLodevo d rabbia.lui nn mi capiva.era troppo preso.nei lavori d istrutturZione della.casa.lui aVeva perso il lavoro.dopo nove mesi d osp mia mamma torna a casa e io ebbi un nuovo crollo.occuparsi di.mamma,Del marito,della bimba e della casa
Crollai.d nuovo
PriMo.ricovero in psichiatria.dopo quattro.mesi secondo eicovero.io.scompenso
Urlo
Esco.in strada xol.coltello.dopo l ennesima.lite con mia mamma(io.e lei.sempre in lite...sempre a urlare...lei urla Sempre...comanda sempre a bacchetta..)...qui primo.rischio che la mia bimba fosse affidata
Per un anno l abbiamo scampata.ma e stato un anno duro
Si litgava sempre x soldi.mia mamma Sempre k urlava
I soldi nn bastavamlno mai.mio.marito.un po lavorava un po no.mia mamma insulta.mio marito.mio marito insulta mia mamma.volano parole.volano.mani.io tento il suicidio
Metto le mani al.collo d.mia mamma
Terzo rocovero in psichiatria.
Mia figlia viene affidata a mia suoCera lontano.mio marito la raggiunge.io vivo con mia mamma(ahime)ea sua badante(doppio ahime).ho da poco trovato lavoro(meno male) ma mi manca mia figlia.in questo sei mesi sn mogliorata io
Nn rispondo alle provocazipni d mia mamma.leggo libri sulla rabbia e sullo star bene.penso solo a qnd riavro mia figlia.conclusionr:mia mamma ha rovinato la mia vita,il.mio matrimonio,il.mio.equilibrio
AnChe mio.marito d contro.m.svalutava anchr davanti alla mia bimba.s?arrivata alla conclusione k la mia famiglia sn io sola.sto contando soLo su me stessa
Perdonami la lunghezza.ma qui m swnto capita

sife8113

Messaggi : 90
Data d'iscrizione : 27.01.17

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  Ospite il Gio Gen 26, 2017 10:14 pm

buonasera a tutti, sono nuova e ho un disperato bisogno di capire, non posso aprire un post? Grazie

Ospite
Ospite


Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  Malvina il Mer Gen 25, 2017 7:20 pm

Vedi BorderMe, anch'io a 20 anni ero convinta di spaccare il mondo e che niente mi avrebbe abbattuto, altrimenti non sarei mai riuscita a reagire a certe situazioni. Poi purtroppo si sono aggiunti altri elementi che non ho raccontato qui (anche situazioni lavorative e abitative, si lo so, sembra che mi segua la nuvoletta di Fantozzi) e a un certo punto ho avuto un crollo verticale. La mia mente mi diceva che dovevo reagire come al solito, ma il corpo non seguiva, appena provavo a far qualcosa mi prendeva una specie di paralisi e dovevo stare sdraiata per ore. Ho fatto mesi sdraiata a letto o sul divano, mi pesava anche alzarmi per andare in bagno e più mi sforzavo peggio era. Mi dispiace molto per la tua situazione familiare e ti esorto ad intraprendere presto un percorso terapeutico, ora che sei giovane e piena di energie. Si sente che sei una ragazza molto intelligente e con una consapevolezza del disturbo non comune. Un abbraccio anche a te.

Malvina

Messaggi : 141
Data d'iscrizione : 09.05.16

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  BorderMe il Mer Gen 25, 2017 7:06 pm

Malvina ha scritto:@Dark Shadow: ti ringrazio, spero di sentire presto che ti stai riprendendo.

@BorderMe: ti ringrazio delle osservazioni che riconosco essere fatte a fin di bene e con l'intento di aiutare. Se hai letto attentamente la mia vicenda saprai che ho fatto ben tre psicoterapie, peraltro dagli specialisti che dopo attente ricerche mi sembravano più idonei e specializzati a risolvere il mio problema (per andare da uno di questi mi ci voleva un'intera giornata, trovandosi a ben tre ore di treno). Non ho intenzione di intraprendere altri approcci di questo tipo, piuttosto sto cercando una mia sintesi. Visto che di lavoro cognitivo credo di averne fatto a iosa e credendo nell'approccio corporeo, ho fatto delle ricerche che mirano a recuperare le pratiche originali dei fondatori di questa branca della psicologia e le sto iniziando a mettere in pratica con l'aiuto di un fisioterapista. Vi farò sapere se porteranno a qualche risultato. Per quanto riguarda te invece, ti ricordo che puoi iniziare la tua prima terapia personale anche senza grandi risorse economiche semplicemente facendone richiesta al medico di famiglia o alla Asl, dietro pagamento del solo ticket.
Quando ho scritto quello sfogo hai ragione, ero molto depressa, e periodicamente mi capitano delle ricadute. Comunque ora, a distanza di qualche mese, posso dire di stare decisamente meglio, lavoro e sto anche per aprire una nuova impresa. Il merito lo attribuisco interamente all'assunzione di certe vitamine e minerali ad alto dosaggio, che hanno fatto veramente la differenza. In particolare prendere una specifica vitamina mi ferma gli attacchi di pianto in pochi minuti. Se qualcuno è interessato sono disponibile a discuterne, anche in privato, tenendo comunque presente che non sono uno psichiatra e son cose che andrebbero adattate alla fisiologia personale di ognuno, non ci sono ricette assolute.
Per quanto riguarda l'essere borderline, assolutamente no, ho un precisa diagnosi di Disturbo evitante di personalità confermata da tre specialisti. Ma non è la prima volta che un borderline mi dice che anch'io lo sono, cosa che invece non accade MAI con persone non borderline, anche di elevate conoscenze psicologiche/psichiatriche. Come mi è già successo che dei borderline mi dicessero che la responsabilità del mio stato d'animo è mia e solo mia. E' indiscutibile che ognuno abbia responsabilità di sé stesso, ma è inevitabile anche vedere le relazioni di causa-effetto provocate dagli avvenimenti. Ad ogni modo io evito sempre di attribuire responsabilità nette alle persone che ritengo abbiano provocato le cause scatenanti (come fanno altri codipendenti, e li capisco perché si arriva a provare sentimenti negativi estremi), perché riconosco che anche loro sono state in primis delle vittime. Ho raccontato semplicemente la mia esperienza, inevitabilmente dal mio punto di vista, come fanno molti altri qui dentro. Farlo mi è stato di aiuto, come spero sia di aiuto ad altri che si trovano a leggere le mie parole. Infatti fra i non border che hanno provato queste situazioni sembra sempre che ci si capisca al volo, mentre mi è capitato che diversi borderline travisassero completamente le mie intenzioni e parole, cosa che non succede praticamente mai con persone mediamente "normali" (cioè con lievi disturbi nevrotici) o anche sofferenti di altre patologie che però non implicano disturbi cognitivi. Ciao.

Malvina, volevo dirti che anch'io a casa mia ho ben Tre border e nella mia vita mi sono stati riconosciuti ben 5 traumi oltre ovviamente come hai fatto tu di fare io la mamma di mia mamma e io il papà del mio papà. Il fatto è che prima mi facevo condizionare così tanto dalla loro insofferenza ora non mi fanno ne caldo ne freddo e il merito me lo prendo da sola. Oltre tutti i traumi che ho subito non ti dico di essere felice anzi il contrario, ma non mi abbatto e ti prego di non farlo neanche tu, parlo in generale, i ricordi restano e ci marchiano la pelle ma la positività e la voglia di essere felici possono solo che distruggerli. Un abbraccio
avatar
BorderMe

Messaggi : 85
Data d'iscrizione : 21.01.17

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  Malvina il Mer Gen 25, 2017 6:34 pm

@Dark Shadow. Infatti che io non sia border è evidente a chiunque non sia border o paranoide, anche in base a semplici scambi scritti su un forum.
Per quanto riguarda la tua ex amica, continua assolutamente per la tua strada: visto che sei già passato attraverso varie fasi di svalutazione sempre più pesanti, è improbabile riuscire a ristabilirci un rapporto tranquillo anche se superficiale. Hai proprio usato l'espressione giusta, "camminare sulle uova", infatti il libro che consiglio di leggere a qualsiasi codipendente che conosca un po' l'inglese è Stop Walking on Eggshells. Io ho degli amici con cui si è discusso pesantemente e magari son volate anche parole grosse, ma poi si è riusciti a ricomporre e a rimanere amici; questo sarebbe impossibile con un borderline doc, ma non si può vivere sempre trattenendo il respiro per scongiurare la terza guerra mondiale.

Malvina

Messaggi : 141
Data d'iscrizione : 09.05.16

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  Dark shadow il Mer Gen 25, 2017 4:04 pm

Comunque Malvina, ero sicuro che tu non fossi border...infatti avevo capito bene.

Dark shadow

Messaggi : 83
Data d'iscrizione : 18.01.17

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  Dark shadow il Mer Gen 25, 2017 4:02 pm

Ciao Malvina, grazie. Mi sento già meglio anche grazie a voi. Dici bene, nonostante questa vicenda mi abbia un po' scombussolato, non provo odio per la mia ex amica, proprio perché so che la prima vittima è proprio lei e non ne può nulla. Che poi, fondamentalmente è anche quello che ci frega, perché conoscendo il disturbo si è più portati a "camminare sulle uova" e quindi favorire un comportamento repulsivo nel soggetto borderline. In questi giorni, ho modificato delle abitudini sul lavoro (pause, uscite,ecc.) in modo da poterla evitare, per il mio e per il suo bene. Certo, è capitato di incrociarla e mi sembra di aver notato meno ostilità nei suoi occhi. Allora mi chiedo se stia di nuovo "ruotando l'interruttore" delle sue emozioni (questo è un quesito per BorderMe :-)), lasciandole lo spazio che desiderava. Sicuramente dal mio canto non posso andare avanti ancora con questo push&pull, non posso più permetterglielo. Un rapporto un po' più disteso sarebbe carino, in fondo siamo colleghi e siamo costretti a vivere volenti o nolenti nel medesimo ambiente ed è brutto guardarsi di storto. Chissà se questo sarà mai possibile. Francamente però dopo questa lezione attualmente preferisco starmene sulle mie.

Dark shadow

Messaggi : 83
Data d'iscrizione : 18.01.17

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  Malvina il Mer Gen 25, 2017 3:05 pm

@Dark Shadow: ti ringrazio, spero di sentire presto che ti stai riprendendo.

@BorderMe: ti ringrazio delle osservazioni che riconosco essere fatte a fin di bene e con l'intento di aiutare. Se hai letto attentamente la mia vicenda saprai che ho fatto ben tre psicoterapie, peraltro dagli specialisti che dopo attente ricerche mi sembravano più idonei e specializzati a risolvere il mio problema (per andare da uno di questi mi ci voleva un'intera giornata, trovandosi a ben tre ore di treno). Non ho intenzione di intraprendere altri approcci di questo tipo, piuttosto sto cercando una mia sintesi. Visto che di lavoro cognitivo credo di averne fatto a iosa e credendo nell'approccio corporeo, ho fatto delle ricerche che mirano a recuperare le pratiche originali dei fondatori di questa branca della psicologia e le sto iniziando a mettere in pratica con l'aiuto di un fisioterapista. Vi farò sapere se porteranno a qualche risultato. Per quanto riguarda te invece, ti ricordo che puoi iniziare la tua prima terapia personale anche senza grandi risorse economiche semplicemente facendone richiesta al medico di famiglia o alla Asl, dietro pagamento del solo ticket.
Quando ho scritto quello sfogo hai ragione, ero molto depressa, e periodicamente mi capitano delle ricadute. Comunque ora, a distanza di qualche mese, posso dire di stare decisamente meglio, lavoro e sto anche per aprire una nuova impresa. Il merito lo attribuisco interamente all'assunzione di certe vitamine e minerali ad alto dosaggio, che hanno fatto veramente la differenza. In particolare prendere una specifica vitamina mi ferma gli attacchi di pianto in pochi minuti. Se qualcuno è interessato sono disponibile a discuterne, anche in privato, tenendo comunque presente che non sono uno psichiatra e son cose che andrebbero adattate alla fisiologia personale di ognuno, non ci sono ricette assolute.
Per quanto riguarda l'essere borderline, assolutamente no, ho un precisa diagnosi di Disturbo evitante di personalità confermata da tre specialisti. Ma non è la prima volta che un borderline mi dice che anch'io lo sono, cosa che invece non accade MAI con persone non borderline, anche di elevate conoscenze psicologiche/psichiatriche. Come mi è già successo che dei borderline mi dicessero che la responsabilità del mio stato d'animo è mia e solo mia. E' indiscutibile che ognuno abbia responsabilità di sé stesso, ma è inevitabile anche vedere le relazioni di causa-effetto provocate dagli avvenimenti. Ad ogni modo io evito sempre di attribuire responsabilità nette alle persone che ritengo abbiano provocato le cause scatenanti (come fanno altri codipendenti, e li capisco perché si arriva a provare sentimenti negativi estremi), perché riconosco che anche loro sono state in primis delle vittime. Ho raccontato semplicemente la mia esperienza, inevitabilmente dal mio punto di vista, come fanno molti altri qui dentro. Farlo mi è stato di aiuto, come spero sia di aiuto ad altri che si trovano a leggere le mie parole. Infatti fra i non border che hanno provato queste situazioni sembra sempre che ci si capisca al volo, mentre mi è capitato che diversi borderline travisassero completamente le mie intenzioni e parole, cosa che non succede praticamente mai con persone mediamente "normali" (cioè con lievi disturbi nevrotici) o anche sofferenti di altre patologie che però non implicano disturbi cognitivi. Ciao.

Malvina

Messaggi : 141
Data d'iscrizione : 09.05.16

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  BorderMe il Mer Gen 25, 2017 12:55 pm

Ciao Malvina, non sono nessuno per fare supposizioni o meno ma vorrei dirti che la mia impressione è stata che stai passando un momento di grande depressione, non so se tu lavori o meno, ma perché non vai in terapia?! Se non ti fidi dello psicologo/psichiatra potresti passarne uno per uno fino a quando non trovi quello giusto, i soldi perdono d'importanza di fronte alla salute.
La tua vita è stata molto travagliata, ma vero in te una sfumatura drammatica, si legge in stampatello la tua depressione.

Molte cose ne abbiamo simili ma non vorrei mai e poi mai farmi travolgere in quel che ho intorno. La felicità mia dipende da me non dagli altri. Se hai permesso che la felicità venisse compromessa per la travolgente situazione, significa che sei estremamente sensibile alle situazioni, probabilmente hai molti tratti Border.
Sicuramente tua madre lo era. Forse tu non lo sei ma hai assorbito la parte più spirituale che comportamentale magari.
avatar
BorderMe

Messaggi : 85
Data d'iscrizione : 21.01.17

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  Dark shadow il Mer Gen 25, 2017 12:59 am

Ciao Malvina, hai veramente tutto il mio rispetto e la mia stima. Ti terrò informata su eventuali sviluppi della mia situazione.

Dark shadow

Messaggi : 83
Data d'iscrizione : 18.01.17

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  Malvina il Lun Gen 23, 2017 9:03 pm

Beh, mia madre ha sempre dato la colpa a me in ogni problema che mi riguardasse, da quel che diceva lei sembrava che da una madre perfetta fosse nato un mostro col solo intento di rovinarle la vita. Ogni tanto minacciava di portarmi dallo "psicologo dell'età evolutiva" (termine che avrà sentito in tv, perché nemmeno lei aveva una gran cultura). Ma non l'ha mai fatto, forse perché costava, mentre lei appena ha potuto ha svuotato il fondo in cui c'erano soldi che mio nonno aveva destinato a me (cosa che ho scoperto solo dopo la sua morte).
Quando invece voleva fustigare mio padre, dava la colpa a lui. Paradossalmente mi son trovata più volte, specie durante l'adolescenza, nella grottesca situazione in cui loro, che per il resto si son sempre sbranati, si coalizzavano per darmi addosso e scaricarmi ogni genere di colpa.
Durante l'università sono stata perseguitata da un maniaco ed ero così abituata a non essere ascoltata che non l'ho detto a nessuno, sono stati i miei coinquilini a denunciarlo. In commissariato mi hanno consigliato di parlarne con i miei genitori, l'ho fatto ed è successo quello che mi aspettavo: entrambi mi hanno scaricato addosso la colpa, anche se in modo diverso.

Malvina

Messaggi : 141
Data d'iscrizione : 09.05.16

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  Dark shadow il Lun Gen 23, 2017 7:56 pm

Sì, penso che non si renda pienamente conto di questo...ma anche lì, la verità la conosce solo lei. Ma se tanto mi dà tanto, anche alla luce della tua storia, penso sia proprio come dici tu. Incredibile come queste esperienze ci facciano subito percepire il marcio che c'è dietro, questo detto con tutto il rispetto possibile verso queste persone un po' particolari...

Dark shadow

Messaggi : 83
Data d'iscrizione : 18.01.17

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  Malvina il Lun Gen 23, 2017 7:45 pm

Intendevo responsabilità di fronte al problema psicologico del figlio, presumo che non si renda conto che la causa primaria è il suo comportamento e il suo disturbo mentale (della madre), come se i figli crescessero sugli alberi. Cioè, magari lei si immagina che i problemi psicologici si originino così, per caso, tipo un'influenza che ti becchi in giro...
Poi alcune madri borderline si accollano anche diverse incombenze pratiche, ma questo non è sufficiente per creare un buon rapporto con i figli.

Malvina

Messaggi : 141
Data d'iscrizione : 09.05.16

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  Dark shadow il Lun Gen 23, 2017 7:30 pm

Penso che non si assuma grandi responsabilità in merito ai figli. Da quello che so li segue molto il marito, li veste, colazione, li porta a scuola. Ovviamente mi ha sempre parlato male del marito, ma la verità la sanno solo loro...

Dark shadow

Messaggi : 83
Data d'iscrizione : 18.01.17

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  Dark shadow il Lun Gen 23, 2017 7:27 pm

Pensa che quando ho accennato la situazione ad una sua collega con cui spesso si confida, facendole notare che questa situazione e questo comportamento spropositato non erano del tutto normali, prima ha finto una certa comprensione, poi ha cominciato a guardarmi come un alieno, concludendo urlandomi dietro: "Bastaaa, la devi lasciar stare, la devi finireeee!!!" Hai capito? Io sarei il persecutore, ha convinto tutti. Ma ovviamente nessuno si è accorto che sta cercando di addescare un ragazzino di 20 anni, cosa che fa in maniera neanche tanto celata...ridiamoci sopra và...ahahah!

Dark shadow

Messaggi : 83
Data d'iscrizione : 18.01.17

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  Malvina il Lun Gen 23, 2017 7:22 pm

Beh, ci sono anche gli psicologi specializzati nell'età infantile, ma io sinceramente non ci ripongo molta fiducia. I professionisti con la terapia verbale possono far qualcosa con persone già adulte facendole riflettere e instaurando circuiti mentali meno distruttivi, ma come insegna la tua storia la ricaduta è dietro l'angolo. Comunque un bambino ha una razionalità molto meno sviluppata ed è chiaro che se continua a vivere a contatto con persone del genere continuerà ad avere problemi. Che poi scommetto che la tua ex amica cade dal pero e non si assume mezza responsabilità di questo. Che pena.
Già, la sensazione è di dare sempre molto, ma con continue accuse di non dare/essere/fare abbastanza, e di ricevere ben poco, da cui la parvenza di prosciugamento, è un classico.

Malvina

Messaggi : 141
Data d'iscrizione : 09.05.16

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  Dark shadow il Lun Gen 23, 2017 7:10 pm

Guarda, hai inquadrato perfettamente la situazione. Il figlio più grande va già dallo psicologo, non ho ben capito se soffre di ansia o cosa altro, pare che abbia paura di tutto e che faccia dele scenate isteriche ogni santo giorno prima di entrare in classe a scuola...e sai quanti hanni ha? 8!!!!! La mia ex amica dice che è uguale a lei e che vuole fornirgli le cure che lei da piccola non ha mai avuto. Bah, che dire? Un po' presto per andare da uno strizzacervelli...peraltro ne ha già cambiati diversi perché nessuno risolve nulla. Comunque mi fa piacere che tu ti sia ripresa e lo farò anch'io, d'altronde era solo un'amica, o qualcosa del genere. Sì, perché se faccio un resoconto finale, mi rendo conto che io ho dato tantissimo, lei praticamente zero.

Dark shadow

Messaggi : 83
Data d'iscrizione : 18.01.17

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  Malvina il Lun Gen 23, 2017 7:00 pm

@ Dark Shadow: grazie di aver letto la mia lunga storia e delle tue parole di incoraggiamento.
Davvero tante le somiglianze fra questi soggetti, purtroppo chi ne farà maggiormente le spese saranno i figli della tua ex amica, che probabilmente riporteranno danni molto gravi. Riguardo alla reputazione esterna, ribadisco anche qui che queste persone hanno le "gambe corte"...Prima o poi (e con l'andar del tempo più prima che poi, perché in genere peggiorano) la gente sgama cosa si nasconde sotto la facciata. Non sai quante persone mi hanno preso a pesci in faccia senza conoscermi a causa di quello che gli aveva raccontato mia madre...certi periodi non potevo neanche girare per il paese. Ma tutti l'hanno mollata e alcuni poi son anche venuti a dirmi "ma come hai fatto a sopportare per tutto quel tempo?".
Certo che la convinzione che hanno queste persone di essere sempre nel giusto, mentre gli altri hanno sempre torto, è più che snervante.
Ma, come dicono in Calabria: "A cunvinziuni futti a genti".
Io in verità sto un pochino meglio di quando ho scritto quello sfogo, anche se ho periodicamente delle ricadute. Auguro anche a te di riprenderti presto.

Malvina

Messaggi : 141
Data d'iscrizione : 09.05.16

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  Dark shadow il Lun Gen 23, 2017 6:15 pm

Malvina,ho letto la tua storia...veramente da brividi. Hai avuto una forza d'animo enorme, direi che sei da esempio per tutti coloro che attraversano delle difficoltà nella vita. Ovvio che ci sia stato un crollo emotivo dopo aver subito tanto, ma proprio il ricordo della forza che hai avuto, deve permetterti di reagire anche stavolta. A confronto la mia storia rasenta il ridicolo...mi ha fatto sorridere il punto in cui tua madre si descrive come ottimo genitore che vive solo per i figli...È esattamente ciò che va a ripetere verso tutti la mia ex amica! L'immagine di integrità morale che raccontavo nel mio thread...sembrano fatti con lo stampino. Comunque sei ancora giovane e hai tutto il tempo per ricostruire te stessa e la tua vita, ne sono certo.

Dark shadow

Messaggi : 83
Data d'iscrizione : 18.01.17

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  Malvina il Dom Ago 21, 2016 2:24 pm

@WhiteSilence: Ti ringrazio delle tue parole. In realtà mia madre è morta da diversi anni ma non riesco a riemergere dal mio stato, e non credo sia perché sono stata privata dell'infelice compito di assisterla, ma perché le gravi trascuratezze a cui sono stata sottoposta, insieme alla continua svalutazione e all'impedimento di perseguire i miei desideri mi hanno segnata, sono diventati una parte di me. Negli anni mi sono costruita una personalità di facciata per affrontare l'esistenza ma alla fine il troppo stress l'ha fatta andare in pezzi facendo emergere il mio vero io depresso e spaventato. E' vero quello che dici: la razionalità è l'unica cosa che mi ha permesso di tenermi a galla dalle troppe emozioni negative, altrimenti ci sarei affogata dentro e forse l'avrei fatta finita. Razionalmente so di che tipo di disturbo soffriva, di che disturbo soffro io, che non ho motivi di sentirmi in colpa perché ho fatto tutto il possibile e anche di più, che devo ricostruire la mia vita in base ai miei desideri e non essere sottomessa sempre ad altri...durante la terapia mi sono analizzata e controanalizzata fino allo sfinimento. Purtroppo non riesco a farcela lo stesso, è proprio una sensazione fisica, quella di essere totalmente priva di energie e senza più alcun desiderio. Ho stilato una lista di cose "piacevoli" da fare ma appena inizio a praticarle mi sento esausta. Il mio secondo terapeuta diceva che ne sarei venuta fuori solo con l'amore sincero di un uomo ma sono diventata una vera evitante, anche per i miei disturbi fisici e le modificazioni del mio corpo.
Comunque mi ha fatto bene leggerti, ormai i miei conoscenti non vogliono più sentirne parlare oppure se ne saltano fuori con soluzioni del tipo "vai a farti una passeggiata e vedrai che ti passa" che sinceramente mi fanno venire il latte alle ginocchia. La mia stessa famiglia di origine sta cercando di convincermi a fare un figlio perché anche mia cugina è incinta, non ho il coraggio di dir loro che non riesco a stare neanche in piedi e come sono andate le cose con il mio compagno perché sicuramente direbbero che è colpa mia. Mio padre durante la malattia di mia madre ha avuto il coraggio di dirmi che sono un'egoista perché non l'avevo ancora reso nonno, avrei voluto rispondergli "va bene, faccio un figlio e poi me ne frego come hai fatto tu con me, saresti contento?" ma sono solo rimasta impietrita. Buona giornata e buon tutto.

Malvina

Messaggi : 141
Data d'iscrizione : 09.05.16

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  WhiteSilence il Dom Ago 21, 2016 1:53 pm

Malvina ha scritto:Ciao, stasera vorrei raccontarvi la mia esperienza...
Mi pare che questo forum è frequentato prevalentemente da borderline e da persone che hanno/hanno avuto una relazione sentimentale/sessuale con loro, meno da chi ha un familiare con questo problema.
Leggo spesso che le madri borderline dicono di essere ottime madri, che vivono per i loro figli, che sono la cosa più importante della loro vita...lo diceva anche la mia, non so se convintamente o no (come per tutti i bdl non era facile capire quello che le passava per la testa), comunque mi ha devastato lo stesso. Consiglierei ai compagni di persone che soffrono di questa patologia di pensarci bene prima di farci un figlio.
Va bene, ecco la mia storia. Ho scoperto che mia madre soffriva di questo disturbo solo dopo la sua morte e facendo ricerche da sola, su libri (soprattutto in inglese) e su siti vari. Non sono un medico ma sono piuttosto sicura di questo perché il profilo combacia perfettamente.
Da quel che ne so le erano state diagnosticate ansia e depressione, ma il suo comportamento era troppo allucinante per ridursi a questo.
La sua storia: è nata in una famiglia conservatrice e non particolarmente affettuosa, per loro le relazioni familiari erano una questione di "dovere", non di sentimenti o piacere. Quando ero piccola non li frequentavo volentieri, soprattutto mio nonno che era piuttosto burbero, anche se non ho mai visto alzar le mani.
Mia madre fin da adolescente ha dato qualche segno di squilibrio, tipo andar in giro e litigare con la gente per un nonnulla. Leggendo i suoi diari si nota anche una grande instabilità dell'umore, nel corso della stessa giornata ci sono espressioni entusiastiche ed estremamente negative. Per i miei nonni e la mentalità del paese dove vivevano interpellare uno psicologo, psichiatra o anche un comune medico era fuori discussione, quando esagerava la andavano a prendere di peso e la chiudevano in casa per un po' finchè non si calmava. Finchè è stata sotto la loro autorità non ha fatto grossi danni. Per un periodo ha avuto una relazione con un tossico (allora giravano droghe ben pesanti) ma poi lui si è trasferito.
Dopo un po' ha iniziato a frequentare mio padre, un altro bel soggetto. Infatti da ragazzo praticamente viveva recluso in una soffitta, perso tra la musica e i suoi esperimenti scientifici. Mia madre, con la classica invadenza che ha sempre avuto, era fra i pochi che riuscivano a parlarci.
I miei, pur essendo giovani e disoccupati, hanno fatto da subito sesso non protetto. Mia madre è rimasta incinta una prima volta, ha abortito, ma ci è rimasta ancora dopo poco e forse non se l'è sentita di rifarlo. Riguardo a mio padre non erano affari suoi. Alla fine i miei nonni hanno suggerito che si sposassero e così si è celebrato un matrimonio disastroso. Non ho mai visto un'altra coppia litigare così tanto...Da che mi ricordi ogni giorno erano urla, lanci di piatti, porte che sbattevano... Ricordo che a volte mi chiudevo nell'armadio per paura. Mia madre non lavorava, non badava alla casa, mi lasciava da qualcuno e andava in giro a spendere tutto quello che avevamo (una caratteristica che è rimasta costante per tutta la sua vita). Mio padre, che aveva lasciato i suoi hobby per trovare un impiego, tornava a casa e si incazzava. Ha iniziato ad andarsene, prima per poche ore, poi per giorni e settimane, fino a più di un mese. Nel frattempo se non ci fossero stati i nonni non avremmo saputo come mangiare.
Io nel frattempo, che ero nata perfettamente sana, ho iniziato a soffrire di grossi problemi sia fisici (mi beccavo ogni tipo di infezioni, ero quasi sempre malata sotto antibiotici) ma soprattutto psicologico. Già all'inizio dell'asilo provavo una specie di fobia verso il mondo e soprattutto verso gli altri. Avevo paura di tutto, ero ipersensibile e passavo le giornate a piangere. I miei non facevano altro che farmi sentire un peso e spesso mi dicevano esplicitamente che il loro matrimonio si stava sfasciando per colpa mia. Come tutti i bambini naturalmente credevo ai genitori e mi sentivo un essere tremendo, non volevo più vedere nessuno per la vergogna che provavo verso me stessa. Inoltre fin da piccola sono stata bullizzata dai compagni, cosa che non ha fatto che peggiorare la situazione. Nessun insegnante ha mai fatto niente.
Con l'inizio della scuola i miei si sono separati e sono andata a vivere con mia madre. Nel frattempo avevo finalmente trovato una cosa in cui riuscivo, lo studio, e mi ci sono dedicata completamente. Non che servisse a molto, per mia madre avevo sempre e solo difetti, per esempio il modo di camminare, la distrazione etc. Non avendo più mio padre su cui sfogarsi ha iniziato a farlo su di me. Già alle elementari mi dovevo sorbire ore e ore ogni giorno in cui mi urlava i peggiori insulti (schifosa, aborto mancato e anche peggio). Ha iniziato a passare sempre più tempo al bar bevendo molto, anche se cercava di nasconderlo. Mio padre nel frattempo se ne fregava. Con l'età in lui sono diminuiti i tratti schizoidi-evitanti e hanno iniziato a prevalere quelli narcisistici. Faceva la bella vita da single, trascorrendo molte sere in discoteca, frequentando donne e non passando gli alimenti. Io nel frattempo, oltre ad occuparmi di me stessa (andavo a scuola e facevo i compiti da sola, cucinavo, facevo la spesa e spesso anche i panni e le pulizie) dovevo badare a mia madre che dava sempre più segni di squilibrio. Sapevo quello che dovevo fare per farle passare una sbornia, andavo a prendere le medicine etc. Ricordo che il farmacista mi dava i farmaci tranquillamente, come il negoziante mi dava una cassa di birra o una bottiglia di liquore da portare a casa, a una bambina delle elementari, mah...in ogni caso mai nessuno ha fatto niente per la nostra situazione.
Io, probabilmente perché non avevo mai vissuto a contatto con altre famiglie, non mi rendevo conto che non era normale, anzi mi sentivo in dovere di fare tutto, anche se mia madre mi diceva che facevo tutto di m..da. Nel frattempo avevo iniziato anche a studiare musica, ero molto impegnata ma d'altronde avevo già iniziato a manifestare un chiaro disturbo di personalità evitante: niente amici né svaghi. A un certo punto però nemmeno io ce l'ho fatta più. E' stato quando sono morti i genitori di mia madre. Avevo dieci anni, e lei per diversi giorni non si è alzata dal letto. Sono andata a chiedere aiuto ai miei nonni paterni e non ho più rivisto mia madre per circa tre anni. Non mi è stata data nessuna spiegazione, dai documenti che ho trovato anni dopo deduco che l'abbiamo portata in una specie di comunità di recupero, non so se dopo un periodo passato in psichiatria. Una volta è suonato il telefono, ho risposto ed era lei che mi chiedeva perché l'avevo abbandonata (cosa che mi ha rinfacciato più volte anche negli anni successivi), aveva una voce spaventosa. Ho chiesto ai nonni e mi hanno detto solo che era in un posto dove i bambini non potevano andare, fine della discussione. Ho passato degli anni angosciosi, è stato l'unico periodo in cui anche il mio rendimento a scuola è calato. Mio padre nel frattempo si era trovato un'altra donna a cui non piacevo, per cui i rapporti fra di noi si sono ridotti praticamente a zero.
Un giorno, per caso, verso i 13 anni, ho rivisto mia madre in paese. Sono andata a casa sua offrendomi di aiutarla, ma lei mi ha mandato via dicendo che non poteva tenermi. Mi sembrava quasi un'estranea. Purtroppo poi ha cambiato idea e sono ritornata a stare da lei. Dico purtroppo perché non era più la stessa persona...non più "matta" in senso bonario, ma veramente cattiva. Non sopportava che nel frattempo mi fossi sviluppata, mi chiamava put...a e tr..a, se parlavo con un uomo era perché volevo farmelo...Mi fece una scenata perfino con un vicino di casa che stavo aiutando per dei problemi di salute. Ormai nessuno al paese osava più avvicinarsi a noi, ma alcune volte in posti dove non ci conoscevano capitava che alcuni ragazzi si avvicinassero anche solo per fare amicizia...lei si metteva in mezzo e diventava provocante con loro. Io morta dalla vergogna non avevo il coraggio di instaurare contatti con nessuno, nascondevo la mia femminilità, mi vestivo come una suora. Ma non bastava, lei in me vedeva solo il male. Non ricordo più quante notti ho passato a farmi insultare nel peggiore dei modi da lei, per poi andarmene alle 6 di mattina piena di sonno a prendere la corriera per il liceo...sembrava totalmente insensibile ai miei pianti e al mio malessere. Poi magari tornavo da scuola e si faceva trovare con un "regalino", o una volta tanto preparava un piatto di pasta, per poi incazzarsi di nuovo se non ero entusiasta o non ringraziavo abbastanza. Inoltre dal suo ritorno abusava di psicofarmaci, mischiati all'alcol, e il suo comportamento diventava sempre più estremo. Sbalzi di umore continui, promiscuità con uomini poco raccomandabili che la usavano e la buttavano e in alcuni casi le fregavano pure dei soldi...su questo fronte comunque ci metteva del suo, ha speso velocemente tutta l'eredità che mio nonno si era costruito con una vita di sacrifici e quando non è rimasto più niente ha iniziato a rubare. Io durante le superiori cercavo di lavorare per tirar su qualche soldo, ma spesso dovevo smettere a causa sua. Il ristorante non andava bene perché tornavo tardi e le veniva l'ansia, fare le consegne a domicilio neanche...telefonava ai datori e questi esasperati dopo un po' mi dicevano di non farmi rivedere.  L'unico lavoro che potevo fare erano le ripetizioni a casa mentre mi controllava, ma con la fama che avevamo non veniva molta gente. Lei mi diceva che ero un peso anche economico e mi rimproverava perché non riuscivo a spillare soldi a mio padre. Più volte mi ha messa in mezzo cercando di fargli comprare questo o quell'altro, la reazione di mio padre era di incazzarsi con me e di trattarmi come una sanguisuga. Nel frattempo lui aveva avuto un'altra figlia e le stava dando tutto quello che a me aveva sempre negato: passeggiate in giro, vacanze all'estero, regali firmati...era diventato capoufficio e aveva comprato un appartamento a due piani per la sua nuova famiglia. Io invece non avevo diritto a niente e se lo cercavo per un conforto affettivo mi faceva sentire in colpa perché non ero mai abbastanza...mi ha anche detto esplicitamente che ero l'unico parente di mia madre e dovevo arrangiarmi.
A 16 anni ho avuto per la prima volta una specie di esaurimento. Studio, faccende, lavoro, star dietro a mia madre...a un certo punto non ho dormito per una settimana e quando un mio insegnante mi ha tirato una bacchettata sulle mani sono esplosa e ho rovesciato alcuni mobili nella stanza. Sono stata espulsa, ho cercato di nasconderlo ai miei ma sono venuti a saperlo lo stesso. Mia madre mi ha buttato in strada e mio padre mi ha fatto sentire una m..da. Ho vissuto un periodo da mia nonna ma poi mia madre mi ha ripreso, evidentemente le facevo comodo.
Da allora però ha cominciato a buttarmi dentro e fuori di casa a piacimento, spesso senza neanche un motivo. Io ero esausta e mi son resa conto che se non me ne fossi andata sarei impazzita anch'io o l'avrei fatta finita. Mi sono concentrata sulla scuola e son riuscita a fare due anni in uno, la maturità in anticipo e a vincere una piccola borsa di studio per l'università. Naturalmente mia madre e mio padre hanno cercato di impedirmelo fino all'ultimo, salvo poi vantarsi in giro come se fosse stato opera loro...
Comunque ero abbastanza stordita, ho scelto una facoltà senza pensarci troppo e son andata via. Questo è uno dei miei più grandi rammarichi, perché negli studi andavo bene e avrei potuto costruirmi una carriera che mi desse qualche soddisfazione. Invece non avevo mai il tempo di pensare, le mie finanze mi permettevano solo una camera con altre tre ragazze, dovevo lavorare (e anche lì mia madre è riuscita a farmi perdere diversi posti, non so come facesse a trovarli) e a un certo punto sono stata anche perseguitata da un maniaco. I miei naturalmente se ne son fregati e anzi hanno incolpato me, ma non voglio dilungarmi su questa vicenda grottesca. La cosa che più mi faceva perdere tempo e energie erano però le continue crisi di mia madre, per cui dovevo continuamente fare avanti e indietro tra casa e la sede universitaria. Ma la vita che avevo iniziato a fare fuori, anche se dura, mi aveva mostrato che esistevano anche altri modi di vivere, con persone che non ti insultavano continuamente, non facevano il bello e il cattivo tempo e non dovevi continuamente andare a soccorrere perché cercavano di ammazzarsi o violavano la legge...
A un certo punto non ce l'ho fatta più neanche così e mi sono trasferita a 500 km di distanza mantenendo solo rapporti saltuari con la mia famiglia di origine. Ogni volta che provavo a riallacciarli succedeva il finimondo. Mia madre mi ha rovinato anche la festa di laurea ubriacandosi e mettendosi a insultare un po' tutti, in primis la sottoscritta. Poi mi sono messa con il mio compagno, che cercava di trattarla con gentilezza e comprensione, ma ha iniziato a insultare pesantemente anche lui e questo non potevo permetterlo. L'ultima volta l'abbiamo portata al ristorante e ha insultato tutti i clienti e il personale, finendo per rotolare giù da una collina completamente ubriaca. Ho cercato di interessare le assistenti sociali e anche il medico di base ma mi han detto che non potevano fare niente, dal momento che non ascoltava nessuno e non era considerata massimamente pericolosa.
Mi son trasferita dal mio compagno e per diversi anni ho cercato di lasciarmi alle spalle tutto questo. Una periodo non particolarmente brillante ma avevo più di quanto mai avessi avuto...e cercavo di accontentarmi. Con i miei, rapporti sempre più diradati, siamo arrivati a non sentirci per due anni. Ogni tanto cercavo di mandare soldi a mia madre ma li spendeva in cavolate, allora le mandavo la spesa già fatta ma non andava mai bene...raccontava un sacco di balle all'assistente sociale e a un certo punto questa ha minacciato di denunciarmi per "responsabilità civile"...mah. Ho saputo anche che mia madre raccontava un sacco di balle in paese sul mio conto, che facevo lavori poco chiari, che saltavo da un letto all'altro...tuttora se ci vado la gente mi guarda strano.
Comunque ho cercato di andare dritta per la mia strada, credevo di aver superato almeno in parte certe cose... finchè è successo il patatrac. Le hanno diagnosticato un tumore al seno di tipo molto aggressivo. Sono stata costretta ad occuparmi di lei e ha ripreso a trattarmi peggio di quando ero adolescente. Io cercavo di non reagire ma ero piena di rabbia, uscivo dall'ospedale e prendevo a calci e pugni i muri. La gente mi guardava come una pazza e mi son anche fatta male. Ho iniziato una psicoterapia per gestire la cosa ma è stata un disastro (a posteriori con un altro terapeuta ho capito che questo psicologo aveva lo stesso carattere di mia madre, probabilmente leggermente bdl pure lui...che c..o!). Insomma due anni di inferno. Nel frattempo, probabilmente anche per le tante assenze ho perso il lavoro. E alla fine mia madre è morta. Mio padre non è venuto a trovarla in ospedale nemmeno una volta, non mi ha mai aiutato nemmeno portandomi un cambio di vestiti.
Sul momento non ho sentito niente, era tutto come surreale (forse era anche che non dormivo una settimana). Poi è arrivato il dolore, ma ho cercato di tenermi occupata con questioni burocratiche (ho scoperto che tutte le successioni a partire dai miei bisnonni erano sbagliate).
Poi ha iniziato a star male anche il padre del mio compagno, è morto e non si è capito più niente. Il mio compagno ha iniziato a trattarmi come un soprammobile, a rispondere male, a vedersi con altre donne dicendomi bugie. Ho scoperto persino che è stato con prostitute, persino una dominatrice sadomaso!!!
Lì credo di aver raggiungo il limite. Dall'adolescenza mi sono sempre occupata della mia salute riuscendo a sconfiggere i miei malanni di infanzia...ma improvvisamente ho iniziato a star male: insonnia, problemi digestivi pesanti, aumento di 25 kg, confusione mentale, depressione...ho rischiato di far due incidenti in auto sostanzialmente perché non mi importava più di niente.
Sono stata da vari specialisti, ho fatto una montagna di esami ma non è emerso niente. Ho fatto anche altre due psicoterapie, di diverso tipo, assolutamente inutili. Ho preso psicofarmaci che o non mi facevano assolutamente effetto o peggioravano i miei sintomi.
Non ho più voglia di fare assolutamente niente. Di notte non dormo e la mattina non riesco ad alzarmi, non ho nessuno stimolo. Appena provo a fare qualsiasi cosa, cercando di spremere le mie ultime forze, mi mancano le energie e mi devo sdraiare. Ormai non frequento più nessuno, esco solo per comprare due cose da mangiare, ma per il resto sono un vegetale. Io che mi sono sempre affidata alla forza di volontà e al potere della mente non ho più nemmeno questo conforto. Intellettualmente sono zero, non riesco nemmeno a leggere una pagina, mi sembra di aver la bambagia in testa. Non vivo più, mi limito a sopravvivere, ormai da quasi 3 anni, e non riesco a vedere via d'uscita. Ho 35 anni e la mia vita mi sembra già finita.
E questa sera mi sentivo particolarmente depressa e forse per questo ho deciso di raccontarvi la mia storia.
Grazie per chi ha avuto la pazienza di leggere.



La rabbia che sento montare dentro di me ogni volta che leggo di figli che si ritrovano a dover pagare le "colpe" dei propri genitori non può essere descritta. Dal tuo racconto mi arriva la tua enorme forza di volontà nel cercare di andare contro ad uno destino scritto da chi a stento credo riesca a reggere una penna, di assolvere ai tuoi doveri imposti da un legame di sangue che tale è è tale rimane senza evolversi mai in quello che dovrebbe per lo meno avere la parvenza di un legame figlia-madre e figlia-padre. Il rapporto che leggo qui io è quello di figlia che si trova costretta ad assumere il ruolo sia di padre che di madre, con tutte le pesanti responsabilità del caso triplicate dall'innaturale inversione dei ruoli. Come se non bastasse, l'unica cosa che poteva farti scappare da questa realtà da te non scelta, si è rivelata l'ennesimo fallimento nel poter creare qualcosa con le persone. Nel leggerti noto un forte distacco emotivo ed una fredda analisi delle cose quasi come se stessi vivendo in terza persona, il tuo vero io intrappolato come non mai in un bozzolo trasparente quel tanto che basta da permetterti di intravedere quello che stai diventando. Per iniziare anche solo a far vibrare quel bozzolo ( che comunque vada per te avrà sempre il triste significato di casa) devi riuscire a trovare uno stimolo, un motivo, uno scopo ( qualcuno una volta scrisse che uno scopo all'inferno è il più prezioso dei tesori). La tua enorme forza di volontà non è svanita irrimediabilmente, torna ad assaporare il piacere di costruire cose per te stessa. La morte di tua mamma ti ha probabilmente svuotato, privato dello scopo infelice della tua vita fino a quel momento: prendersi cura di lei. Di energie ne hai spese tantissime sia per provare ad evadere dai tuoi "compiti" sia per cercare di assolverli e ne stai pagando caro il prezzo. Tua mamma non c'è più, la dipendenza è finita, la tua coscienza ti permetterà sicuramente di non avere veri rimorsi...ci sono le basi per fare quello che non hai mai potuto fare prima e che tanto contribuisce a disorientarti adesso: costruire te stessa.
avatar
WhiteSilence

Messaggi : 29
Data d'iscrizione : 05.07.15

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  Malvina il Sab Ago 20, 2016 10:45 pm

Scusate gli svarioni di grammatica ma ho scritto tutto d'un fiato e non trovo il pulsante di modifica.

Malvina

Messaggi : 141
Data d'iscrizione : 09.05.16

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Figlia di un dio minore

Messaggio  Malvina il Sab Ago 20, 2016 10:37 pm

Ciao, stasera vorrei raccontarvi la mia esperienza...
Mi pare che questo forum è frequentato prevalentemente da borderline e da persone che hanno/hanno avuto una relazione sentimentale/sessuale con loro, meno da chi ha un familiare con questo problema.
Leggo spesso che le madri borderline dicono di essere ottime madri, che vivono per i loro figli, che sono la cosa più importante della loro vita...lo diceva anche la mia, non so se convintamente o no (come per tutti i bdl non era facile capire quello che le passava per la testa), comunque mi ha devastato lo stesso. Consiglierei ai compagni di persone che soffrono di questa patologia di pensarci bene prima di farci un figlio.
Va bene, ecco la mia storia. Ho scoperto che mia madre soffriva di questo disturbo solo dopo la sua morte e facendo ricerche da sola, su libri (soprattutto in inglese) e su siti vari. Non sono un medico ma sono piuttosto sicura di questo perché il profilo combacia perfettamente.
Da quel che ne so le erano state diagnosticate ansia e depressione, ma il suo comportamento era troppo allucinante per ridursi a questo.
La sua storia: è nata in una famiglia conservatrice e non particolarmente affettuosa, per loro le relazioni familiari erano una questione di "dovere", non di sentimenti o piacere. Quando ero piccola non li frequentavo volentieri, soprattutto mio nonno che era piuttosto burbero, anche se non ho mai visto alzar le mani.
Mia madre fin da adolescente ha dato qualche segno di squilibrio, tipo andar in giro e litigare con la gente per un nonnulla. Leggendo i suoi diari si nota anche una grande instabilità dell'umore, nel corso della stessa giornata ci sono espressioni entusiastiche ed estremamente negative. Per i miei nonni e la mentalità del paese dove vivevano interpellare uno psicologo, psichiatra o anche un comune medico era fuori discussione, quando esagerava la andavano a prendere di peso e la chiudevano in casa per un po' finchè non si calmava. Finchè è stata sotto la loro autorità non ha fatto grossi danni. Per un periodo ha avuto una relazione con un tossico (allora giravano droghe ben pesanti) ma poi lui si è trasferito.
Dopo un po' ha iniziato a frequentare mio padre, un altro bel soggetto. Infatti da ragazzo praticamente viveva recluso in una soffitta, perso tra la musica e i suoi esperimenti scientifici. Mia madre, con la classica invadenza che ha sempre avuto, era fra i pochi che riuscivano a parlarci.
I miei, pur essendo giovani e disoccupati, hanno fatto da subito sesso non protetto. Mia madre è rimasta incinta una prima volta, ha abortito, ma ci è rimasta ancora dopo poco e forse non se l'è sentita di rifarlo. Riguardo a mio padre non erano affari suoi. Alla fine i miei nonni hanno suggerito che si sposassero e così si è celebrato un matrimonio disastroso. Non ho mai visto un'altra coppia litigare così tanto...Da che mi ricordi ogni giorno erano urla, lanci di piatti, porte che sbattevano... Ricordo che a volte mi chiudevo nell'armadio per paura. Mia madre non lavorava, non badava alla casa, mi lasciava da qualcuno e andava in giro a spendere tutto quello che avevamo (una caratteristica che è rimasta costante per tutta la sua vita). Mio padre, che aveva lasciato i suoi hobby per trovare un impiego, tornava a casa e si incazzava. Ha iniziato ad andarsene, prima per poche ore, poi per giorni e settimane, fino a più di un mese. Nel frattempo se non ci fossero stati i nonni non avremmo saputo come mangiare.
Io nel frattempo, che ero nata perfettamente sana, ho iniziato a soffrire di grossi problemi sia fisici (mi beccavo ogni tipo di infezioni, ero quasi sempre malata sotto antibiotici) ma soprattutto psicologico. Già all'inizio dell'asilo provavo una specie di fobia verso il mondo e soprattutto verso gli altri. Avevo paura di tutto, ero ipersensibile e passavo le giornate a piangere. I miei non facevano altro che farmi sentire un peso e spesso mi dicevano esplicitamente che il loro matrimonio si stava sfasciando per colpa mia. Come tutti i bambini naturalmente credevo ai genitori e mi sentivo un essere tremendo, non volevo più vedere nessuno per la vergogna che provavo verso me stessa. Inoltre fin da piccola sono stata bullizzata dai compagni, cosa che non ha fatto che peggiorare la situazione. Nessun insegnante ha mai fatto niente.
Con l'inizio della scuola i miei si sono separati e sono andata a vivere con mia madre. Nel frattempo avevo finalmente trovato una cosa in cui riuscivo, lo studio, e mi ci sono dedicata completamente. Non che servisse a molto, per mia madre avevo sempre e solo difetti, per esempio il modo di camminare, la distrazione etc. Non avendo più mio padre su cui sfogarsi ha iniziato a farlo su di me. Già alle elementari mi dovevo sorbire ore e ore ogni giorno in cui mi urlava i peggiori insulti (schifosa, aborto mancato e anche peggio). Ha iniziato a passare sempre più tempo al bar bevendo molto, anche se cercava di nasconderlo. Mio padre nel frattempo se ne fregava. Con l'età in lui sono diminuiti i tratti schizoidi-evitanti e hanno iniziato a prevalere quelli narcisistici. Faceva la bella vita da single, trascorrendo molte sere in discoteca, frequentando donne e non passando gli alimenti. Io nel frattempo, oltre ad occuparmi di me stessa (andavo a scuola e facevo i compiti da sola, cucinavo, facevo la spesa e spesso anche i panni e le pulizie) dovevo badare a mia madre che dava sempre più segni di squilibrio. Sapevo quello che dovevo fare per farle passare una sbornia, andavo a prendere le medicine etc. Ricordo che il farmacista mi dava i farmaci tranquillamente, come il negoziante mi dava una cassa di birra o una bottiglia di liquore da portare a casa, a una bambina delle elementari, mah...in ogni caso mai nessuno ha fatto niente per la nostra situazione.
Io, probabilmente perché non avevo mai vissuto a contatto con altre famiglie, non mi rendevo conto che non era normale, anzi mi sentivo in dovere di fare tutto, anche se mia madre mi diceva che facevo tutto di m..da. Nel frattempo avevo iniziato anche a studiare musica, ero molto impegnata ma d'altronde avevo già iniziato a manifestare un chiaro disturbo di personalità evitante: niente amici né svaghi. A un certo punto però nemmeno io ce l'ho fatta più. E' stato quando sono morti i genitori di mia madre. Avevo dieci anni, e lei per diversi giorni non si è alzata dal letto. Sono andata a chiedere aiuto ai miei nonni paterni e non ho più rivisto mia madre per circa tre anni. Non mi è stata data nessuna spiegazione, dai documenti che ho trovato anni dopo deduco che l'abbiamo portata in una specie di comunità di recupero, non so se dopo un periodo passato in psichiatria. Una volta è suonato il telefono, ho risposto ed era lei che mi chiedeva perché l'avevo abbandonata (cosa che mi ha rinfacciato più volte anche negli anni successivi), aveva una voce spaventosa. Ho chiesto ai nonni e mi hanno detto solo che era in un posto dove i bambini non potevano andare, fine della discussione. Ho passato degli anni angosciosi, è stato l'unico periodo in cui anche il mio rendimento a scuola è calato. Mio padre nel frattempo si era trovato un'altra donna a cui non piacevo, per cui i rapporti fra di noi si sono ridotti praticamente a zero.
Un giorno, per caso, verso i 13 anni, ho rivisto mia madre in paese. Sono andata a casa sua offrendomi di aiutarla, ma lei mi ha mandato via dicendo che non poteva tenermi. Mi sembrava quasi un'estranea. Purtroppo poi ha cambiato idea e sono ritornata a stare da lei. Dico purtroppo perché non era più la stessa persona...non più "matta" in senso bonario, ma veramente cattiva. Non sopportava che nel frattempo mi fossi sviluppata, mi chiamava put...a e tr..a, se parlavo con un uomo era perché volevo farmelo...Mi fece una scenata perfino con un vicino di casa che stavo aiutando per dei problemi di salute. Ormai nessuno al paese osava più avvicinarsi a noi, ma alcune volte in posti dove non ci conoscevano capitava che alcuni ragazzi si avvicinassero anche solo per fare amicizia...lei si metteva in mezzo e diventava provocante con loro. Io morta dalla vergogna non avevo il coraggio di instaurare contatti con nessuno, nascondevo la mia femminilità, mi vestivo come una suora. Ma non bastava, lei in me vedeva solo il male. Non ricordo più quante notti ho passato a farmi insultare nel peggiore dei modi da lei, per poi andarmene alle 6 di mattina piena di sonno a prendere la corriera per il liceo...sembrava totalmente insensibile ai miei pianti e al mio malessere. Poi magari tornavo da scuola e si faceva trovare con un "regalino", o una volta tanto preparava un piatto di pasta, per poi incazzarsi di nuovo se non ero entusiasta o non ringraziavo abbastanza. Inoltre dal suo ritorno abusava di psicofarmaci, mischiati all'alcol, e il suo comportamento diventava sempre più estremo. Sbalzi di umore continui, promiscuità con uomini poco raccomandabili che la usavano e la buttavano e in alcuni casi le fregavano pure dei soldi...su questo fronte comunque ci metteva del suo, ha speso velocemente tutta l'eredità che mio nonno si era costruito con una vita di sacrifici e quando non è rimasto più niente ha iniziato a rubare. Io durante le superiori cercavo di lavorare per tirar su qualche soldo, ma spesso dovevo smettere a causa sua. Il ristorante non andava bene perché tornavo tardi e le veniva l'ansia, fare le consegne a domicilio neanche...telefonava ai datori e questi esasperati dopo un po' mi dicevano di non farmi rivedere. L'unico lavoro che potevo fare erano le ripetizioni a casa mentre mi controllava, ma con la fama che avevamo non veniva molta gente. Lei mi diceva che ero un peso anche economico e mi rimproverava perché non riuscivo a spillare soldi a mio padre. Più volte mi ha messa in mezzo cercando di fargli comprare questo o quell'altro, la reazione di mio padre era di incazzarsi con me e di trattarmi come una sanguisuga. Nel frattempo lui aveva avuto un'altra figlia e le stava dando tutto quello che a me aveva sempre negato: passeggiate in giro, vacanze all'estero, regali firmati...era diventato capoufficio e aveva comprato un appartamento a due piani per la sua nuova famiglia. Io invece non avevo diritto a niente e se lo cercavo per un conforto affettivo mi faceva sentire in colpa perché non ero mai abbastanza...mi ha anche detto esplicitamente che ero l'unico parente di mia madre e dovevo arrangiarmi.
A 16 anni ho avuto per la prima volta una specie di esaurimento. Studio, faccende, lavoro, star dietro a mia madre...a un certo punto non ho dormito per una settimana e quando un mio insegnante mi ha tirato una bacchettata sulle mani sono esplosa e ho rovesciato alcuni mobili nella stanza. Sono stata espulsa, ho cercato di nasconderlo ai miei ma sono venuti a saperlo lo stesso. Mia madre mi ha buttato in strada e mio padre mi ha fatto sentire una m..da. Ho vissuto un periodo da mia nonna ma poi mia madre mi ha ripreso, evidentemente le facevo comodo.
Da allora però ha cominciato a buttarmi dentro e fuori di casa a piacimento, spesso senza neanche un motivo. Io ero esausta e mi son resa conto che se non me ne fossi andata sarei impazzita anch'io o l'avrei fatta finita. Mi sono concentrata sulla scuola e son riuscita a fare due anni in uno, la maturità in anticipo e a vincere una piccola borsa di studio per l'università. Naturalmente mia madre e mio padre hanno cercato di impedirmelo fino all'ultimo, salvo poi vantarsi in giro come se fosse stato opera loro...
Comunque ero abbastanza stordita, ho scelto una facoltà senza pensarci troppo e son andata via. Questo è uno dei miei più grandi rammarichi, perché negli studi andavo bene e avrei potuto costruirmi una carriera che mi desse qualche soddisfazione. Invece non avevo mai il tempo di pensare, le mie finanze mi permettevano solo una camera con altre tre ragazze, dovevo lavorare (e anche lì mia madre è riuscita a farmi perdere diversi posti, non so come facesse a trovarli) e a un certo punto sono stata anche perseguitata da un maniaco. I miei naturalmente se ne son fregati e anzi hanno incolpato me, ma non voglio dilungarmi su questa vicenda grottesca. La cosa che più mi faceva perdere tempo e energie erano però le continue crisi di mia madre, per cui dovevo continuamente fare avanti e indietro tra casa e la sede universitaria. Ma la vita che avevo iniziato a fare fuori, anche se dura, mi aveva mostrato che esistevano anche altri modi di vivere, con persone che non ti insultavano continuamente, non facevano il bello e il cattivo tempo e non dovevi continuamente andare a soccorrere perché cercavano di ammazzarsi o violavano la legge...
A un certo punto non ce l'ho fatta più neanche così e mi sono trasferita a 500 km di distanza mantenendo solo rapporti saltuari con la mia famiglia di origine. Ogni volta che provavo a riallacciarli succedeva il finimondo. Mia madre mi ha rovinato anche la festa di laurea ubriacandosi e mettendosi a insultare un po' tutti, in primis la sottoscritta. Poi mi sono messa con il mio compagno, che cercava di trattarla con gentilezza e comprensione, ma ha iniziato a insultare pesantemente anche lui e questo non potevo permetterlo. L'ultima volta l'abbiamo portata al ristorante e ha insultato tutti i clienti e il personale, finendo per rotolare giù da una collina completamente ubriaca. Ho cercato di interessare le assistenti sociali e anche il medico di base ma mi han detto che non potevano fare niente, dal momento che non ascoltava nessuno e non era considerata massimamente pericolosa.
Mi son trasferita dal mio compagno e per diversi anni ho cercato di lasciarmi alle spalle tutto questo. Una periodo non particolarmente brillante ma avevo più di quanto mai avessi avuto...e cercavo di accontentarmi. Con i miei, rapporti sempre più diradati, siamo arrivati a non sentirci per due anni. Ogni tanto cercavo di mandare soldi a mia madre ma li spendeva in cavolate, allora le mandavo la spesa già fatta ma non andava mai bene...raccontava un sacco di balle all'assistente sociale e a un certo punto questa ha minacciato di denunciarmi per "responsabilità civile"...mah. Ho saputo anche che mia madre raccontava un sacco di balle in paese sul mio conto, che facevo lavori poco chiari, che saltavo da un letto all'altro...tuttora se ci vado la gente mi guarda strano.
Comunque ho cercato di andare dritta per la mia strada, credevo di aver superato almeno in parte certe cose... finchè è successo il patatrac. Le hanno diagnosticato un tumore al seno di tipo molto aggressivo. Sono stata costretta ad occuparmi di lei e ha ripreso a trattarmi peggio di quando ero adolescente. Io cercavo di non reagire ma ero piena di rabbia, uscivo dall'ospedale e prendevo a calci e pugni i muri. La gente mi guardava come una pazza e mi son anche fatta male. Ho iniziato una psicoterapia per gestire la cosa ma è stata un disastro (a posteriori con un altro terapeuta ho capito che questo psicologo aveva lo stesso carattere di mia madre, probabilmente leggermente bdl pure lui...che c..o!). Insomma due anni di inferno. Nel frattempo, probabilmente anche per le tante assenze ho perso il lavoro. E alla fine mia madre è morta. Mio padre non è venuto a trovarla in ospedale nemmeno una volta, non mi ha mai aiutato nemmeno portandomi un cambio di vestiti.
Sul momento non ho sentito niente, era tutto come surreale (forse era anche che non dormivo una settimana). Poi è arrivato il dolore, ma ho cercato di tenermi occupata con questioni burocratiche (ho scoperto che tutte le successioni a partire dai miei bisnonni erano sbagliate).
Poi ha iniziato a star male anche il padre del mio compagno, è morto e non si è capito più niente. Il mio compagno ha iniziato a trattarmi come un soprammobile, a rispondere male, a vedersi con altre donne dicendomi bugie. Ho scoperto persino che è stato con prostitute, persino una dominatrice sadomaso!!!
Lì credo di aver raggiungo il limite. Dall'adolescenza mi sono sempre occupata della mia salute riuscendo a sconfiggere i miei malanni di infanzia...ma improvvisamente ho iniziato a star male: insonnia, problemi digestivi pesanti, aumento di 25 kg, confusione mentale, depressione...ho rischiato di far due incidenti in auto sostanzialmente perché non mi importava più di niente.
Sono stata da vari specialisti, ho fatto una montagna di esami ma non è emerso niente. Ho fatto anche altre due psicoterapie, di diverso tipo, assolutamente inutili. Ho preso psicofarmaci che o non mi facevano assolutamente effetto o peggioravano i miei sintomi.
Non ho più voglia di fare assolutamente niente. Di notte non dormo e la mattina non riesco ad alzarmi, non ho nessuno stimolo. Appena provo a fare qualsiasi cosa, cercando di spremere le mie ultime forze, mi mancano le energie e mi devo sdraiare. Ormai non frequento più nessuno, esco solo per comprare due cose da mangiare, ma per il resto sono un vegetale. Io che mi sono sempre affidata alla forza di volontà e al potere della mente non ho più nemmeno questo conforto. Intellettualmente sono zero, non riesco nemmeno a leggere una pagina, mi sembra di aver la bambagia in testa. Non vivo più, mi limito a sopravvivere, ormai da quasi 3 anni, e non riesco a vedere via d'uscita. Ho 35 anni e la mia vita mi sembra già finita.
E questa sera mi sentivo particolarmente depressa e forse per questo ho deciso di raccontarvi la mia storia.
Grazie per chi ha avuto la pazienza di leggere.




Malvina

Messaggi : 141
Data d'iscrizione : 09.05.16

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Figlia di un dio minore

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Pagina 2 di 2 Precedente  1, 2

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum