il paradosso del border

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Re: il paradosso del border

Messaggio  star371 il Mer Ott 19, 2016 1:53 pm

Funambolo ha scritto:o comunque forse sa che a te importa ancora di lui...

Io non ho più risposto, messaggi che non mi dicono niente, gli ultimi ricevuti,
Inoltre anche dopo una fine di un rapporto esigerei maturità e essere adulti visto che abbiamo più di trenta anni, vedersi a viso e parlare e capire, ecco cosa è mancato e ha reso tutto nebuloso e mi fa solo
Capire che mi ero totalmente sbagliata nel recepirlo diversamente fino a quel giorno.
Cosa è successo, è sparita la lingua e non puoi più muoverti? Be ormai..da uno così che può avere questi cambiamenti
Non so davvero che aspettarmi

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Re: il paradosso del border

Messaggio  Funambolo il Mar Ott 18, 2016 7:09 pm

o comunque forse sa che a te importa ancora di lui...

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Re: il paradosso del border

Messaggio  Funambolo il Mar Ott 18, 2016 7:04 pm

Come reagisce all'esterno è una cosa soggettiva,anche se difficile da mascherare

sul consigliarti come niente fosse un qualcosa tramite messaggio è una cosa che concepisco. Si sente ancora legato a te nonostante la rottura

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Re: il paradosso del border

Messaggio  star371 il Mar Ott 18, 2016 6:55 pm

Trapezista
Se vuoi capire di più sul motivo reale che forse c'è, ad esempio un mio atteggiamento per la prima volta in un anno di momentaneo distacco Silebzio c'è spiegato nel mio lungo racconto che trovi se cerchi miei post.

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Re: il paradosso del border

Messaggio  star371 il Mar Ott 18, 2016 6:54 pm

star371 ha scritto:
Trapezista ha scritto:Come dice Baricco,le risposte nette non ci sono. Però è come iniziare la giornata con un sassolino nella scarpa e passare tutto il tempo a pensare di volerselo togliere e non riuscirci,ma il pensiero continua a ritornare lì,qualunque cosa si faccia,non si può toglierlo perchè ormai le scarpe le abbiamo calzate. Ogni volta è come riaprire una vecchia ferita lunga tutta la vita,iniziata in qualche punto. Ogni insuccesso non ci dà lo stato d'animo fine a se stesso di tutti gli altri,ma riapre questa vecchia ferita e allora tutto è nero e tutto non vale niente.
Con un nuovo partner ognuno reagisce in modo diverso,dipende dalla maturità del border
ma ci sono i soliti tratti in comune come la paura dell'abbandono che porta alla manipolazione dell'altro che rinasce da zero (o altri tratti,ognuno ha i suoi più spiccati)

Il motivo reale magari c'è,solo che non ti è chiaro dato che non reagisci alle situazioni come lui,non potrei dire altro senza sapere di più

Ma il tutto non vale niente tutto è nero può anche non venire espresso?
viverlo dentro, ma all'esterno avere altre reazioni o stare zitti?!

Io ho riscontrato molti punti sulla persona in questione, in questo articolo
http://www.terzocentro.it/disturbi-personalita/disturbo-borderline-di-personalita/

Comunque quel che maggiormente ho riscontrato è come dopo i fatti non abbia espresso più un sentimento, non sentivo minimamente la presenza, mentre sappiamo bene che una persona anche tramite scritto può far trasparire uno stato di animo.

Anche nel mandare poi un messaggio che manderebbe uno 'come niente fosse' (consigliarmi una trasmissione TV da vedere)) dopo che hai fatto i danni e voluto una rottura?!?

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Re: il paradosso del border

Messaggio  star371 il Mar Ott 18, 2016 6:53 pm

Trapezista ha scritto:Come dice Baricco,le risposte nette non ci sono. Però è come iniziare la giornata con un sassolino nella scarpa e passare tutto il tempo a pensare di volerselo togliere e non riuscirci,ma il pensiero continua a ritornare lì,qualunque cosa si faccia,non si può toglierlo perchè ormai le scarpe le abbiamo calzate. Ogni volta è come riaprire una vecchia ferita lunga tutta la vita,iniziata in qualche punto. Ogni insuccesso non ci dà lo stato d'animo fine a se stesso di tutti gli altri,ma riapre questa vecchia ferita e allora tutto è nero e tutto non vale niente.
Con un nuovo partner ognuno reagisce in modo diverso,dipende dalla maturità del border
ma ci sono i soliti tratti in comune come la paura dell'abbandono che porta alla manipolazione dell'altro che rinasce da zero (o altri tratti,ognuno ha i suoi più spiccati)

Il motivo reale magari c'è,solo che non ti è chiaro dato che non reagisci alle situazioni come lui,non potrei dire altro senza sapere di più

Ma il tutto non vale niente tutto è nero può anche non venire espresso?
viverlo dentro, ma all'esterno avere altre reazioni o stare zitti?!

Io ho riscontrato molti punti sulla persona in questione, in questo articolo
http://www.terzocentro.it/disturbi-personalita/disturbo-borderline-di-personalita/

Comunque quel che maggiormente o riscontrato è come dopo i fatti non abbia espresso più un sentimento, non sentivo minimamente la presenza, mentre sappiamo bene che una persona anche tramite scritto può far trasparire uno stato di animo.

Anche nel mandare poi un messaggio che manderebbe uno 'come niente fosse' (consigliarmi una trasmissione TV da vedere)) dopo che hai fatto i danni e voluto una rottura?!?

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Re: il paradosso del border

Messaggio  Funambolo il Lun Ott 17, 2016 11:19 pm

Come dice Baricco,le risposte nette non ci sono. Però è come iniziare la giornata con un sassolino nella scarpa e passare tutto il tempo a pensare di volerselo togliere e non riuscirci,ma il pensiero continua a ritornare lì,qualunque cosa si faccia,non si può toglierlo perchè ormai le scarpe le abbiamo calzate. Ogni volta è come riaprire una vecchia ferita lunga tutta la vita,iniziata in qualche punto. Ogni insuccesso non ci dà lo stato d'animo fine a se stesso di tutti gli altri,ma riapre questa vecchia ferita e allora tutto è nero e tutto non vale niente.
Con un nuovo partner ognuno reagisce in modo diverso,dipende dalla maturità del border
ma ci sono i soliti tratti in comune come la paura dell'abbandono che porta alla manipolazione dell'altro che rinasce da zero (o altri tratti,ognuno ha i suoi più spiccati)

Il motivo reale magari c'è,solo che non ti è chiaro dato che non reagisci alle situazioni come lui,non potrei dire altro senza sapere di più

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Re: il paradosso del border

Messaggio  star371 il Lun Ott 17, 2016 9:58 pm

Trapezista ha scritto:Per come la penso io è sempre un ritornare indietro alla stessa situazione che ci ha spezzato in principio,la prima vera rottura,di cui magari nemmeno ci rendiamo conto e la ignoriamo. Ma vogliamo tornarci come se fosse solo lì che noi riconosciamo veramente noi stessi...Andare in un'altra situazione ci attira sempre più a quella iniziale del primo abbandono quasi come fosse una calamita. Questo viene da Alessandro Baricco: Allora pensò che per quanto la vita sia incomprensibile, probabilmente noi la attraversiamo con l’unico desiderio di ritornare all’inferno che ci ha generati, e di abitarvi al fianco di chi, una volta, da quell’inferno, ci ha salvato. Provò a chiedersi da dove venisse quell’assurda fedeltà all’orrore, ma scoprì di non avere risposte. Capiva solo che nulla è più forte di quell’istinto a tornare dove ci hanno spezzato, e a replicare quell’istante per anni. Solo pensando che chi ci ha salvati una volta lo possa poi fare per sempre. In un lungo inferno identico a quello da cui veniamo. Ma d’improvviso clemente. E senza sangue.


Ritornare indietro rispetto a cosa? Cioè ricrearla da zero
con altre figure di riferimento, partner etc ?
Da ex di un border in cui è lui a chiudere senza motivo reale cosa pensare?

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Messaggio  Funambolo il Dom Ott 16, 2016 8:18 pm

Per come la penso io è sempre un ritornare indietro alla stessa situazione che ci ha spezzato in principio,la prima vera rottura,di cui magari nemmeno ci rendiamo conto e la ignoriamo. Ma vogliamo tornarci come se fosse solo lì che noi riconosciamo veramente noi stessi...Andare in un'altra situazione ci attira sempre più a quella iniziale del primo abbandono quasi come fosse una calamita. Questo viene da Alessandro Baricco: Allora pensò che per quanto la vita sia incomprensibile, probabilmente noi la attraversiamo con l’unico desiderio di ritornare all’inferno che ci ha generati, e di abitarvi al fianco di chi, una volta, da quell’inferno, ci ha salvato. Provò a chiedersi da dove venisse quell’assurda fedeltà all’orrore, ma scoprì di non avere risposte. Capiva solo che nulla è più forte di quell’istinto a tornare dove ci hanno spezzato, e a replicare quell’istante per anni. Solo pensando che chi ci ha salvati una volta lo possa poi fare per sempre. In un lungo inferno identico a quello da cui veniamo. Ma d’improvviso clemente. E senza sangue.

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Messaggio  Cely il Dom Mag 22, 2016 10:53 pm

Dunque... il caposaldo Del DBP è la paura dell abbandono, si potrebbe dire che attorno a questa unica apparente cazzata ruotino gli altri sintomi.
D'altro canto se bazzicate un po su quei Blog di psicologi tutti dicono la stessa cosa "pensi che tutto vada male? Inconsciamente ti cerchi situazioni che vadano male, proprio per giustificare a te stesso il fatto che tutto effettivamente va male, per autogiustficarti del fatto che nulla potrebbe andare diversamente"
E ancora: "ti lamenti del fatto che tutte le tue relazioni siano storie impossibili? Inconsciamente te le vai a cercate te quelle storie impossibili, per giustificare a te stesso che è così che va, che te non puoi fare niente per cambiare le cose"
Quindi sarebbe così anche per noi? Cioè: abbandono iniziale = paura = rifiuto = mi cerco inconsciamente situazioni che mi facciano sperimentare nuovamente l abbandono = mi lamento Dell abbandono e la paura cresce
e di nuovo il loop infinito.
Ma ragioniamo, noi cosa cappero ne sappiamo? COme sceglie il nostro inconscio? È sfiga o è colpa nostra? È una maledizione o siamo noi stupidi?

Cely

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