Una storia borderline

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Re: Una storia borderline

Messaggio  Dianaz il Lun Apr 04, 2016 10:11 pm

Caro Ilfalcoeilgabbiano, osservo che hai abbondato di aggettivi positivi per questa ragazza "stupenda", io ho cominciato a pensare all'amore come un luogo dove due persone stiamo bene e che entrambi coltivino. Quando qualcuno ci colpisce per svariati aspetti non c'è ancora amore. Ecco, mi sembra che per questa ragazza non ci sia lo spazio mentale e forse nemmeno la possibilità di amare te o chiunque. Tanto più se hai affrontato o stai affrontando delle questioni di disagio psicologico tuo, faresti bene a non permettere a nessuno di intaccare questi risultati. Pazienta e troverai una ragazza con i piedi ben piantati per terra con la quale i tuoi disturbi spariranno perché credo proprio che problemi come il tuo siano risolvibili al contrario del disturbo di personalità borderline. Ti meriti un po' di leggerezza. Non è che aiutare una persona con problemi più gravi dei tuoi sancirà la soluzione dei tuoi.

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Re: Una storia borderline

Messaggio  Francesco1999 il Lun Apr 04, 2016 8:38 pm

All'inizio quasi tutti subiscono l'idealizzazione dei border, ed utilizzano il mirroring (specchio; quello che piace a te piace anche a loro e si buttano a capofitto anche nelle tue passioni ed attività. Ad esempio ora la mia ex con il rimpiazzo ha visitato una città che ha detto di odiare e ha iniziato ad andare sui pattini, mai andata prima tongue ). Per il fatto che noi siamo ragione e loro emozione sono d'accordo, c'è una complementarietà che però spesso non ha nessuna importanza, quello che per te è logico in generale non lo è per i border, a volte si comunica in maniera completamente diversa ed è impossibile trovare un punto d'incontro. Quando subiscono un trauma o sono sotto stress come nel tuo caso (e anche nel mio) proietteranno la loro rabbia e il loro astio su una sola persona: tu, il partner. Non importa che tu abbia colpe o no, i loro meccanismi di difesa scattano inconsapevolmente e il partner è la vittima. Nel tuo caso lei compie atti autolesionistici per provocarsi dolore e non sentire il forte dolore interiore ed emotivo, altre volte attaccano il partner e gli proiettano addosso tutte le colpe e la rabbia. (nel mio caso dopo 2.5 anni di paradiso in una situazione stressante se l'è presa con me per nessun motivo e dal giorno successivo ha cambiato completamente atteggiamento e disse di non amarmi più; dopo pochi giorni mi ha mollato!!). Non crucciarti sul fatto che ha mandato tutto all'aria e si è baciata con un altro. Se sei stato svalutato non ha molta importanza quello che farai o dirai, nessuna parola al mondo le farà cambiare idea, per i border è tutto bianco o nero, quando il mondo è fatto da tante tonalità. Non proverà nemmeno empatia per il tuo dolore o rimorso (questo dipende anche dalle comorbilità). I sentimenti e le emozioni che provi sono molto comuni ed in tanti di noi ci sono passati, io dopo 4 mesi ci sono ancora in mezzo. Se vuoi guarire in fretta devi andare assolutamente no contact (cosa che attualmente risulta difficile pure a me) e devi farti delle domande sul perché sei entrato in questa relazione e che cosa vuoi dalle prossime relazioni e lavorare su te stesso senza o con l'aiuto di un terapista. Sono 2 mesi che leggo per 2 ore al giorno forum in italiano ed inglese, e studi sui border. Ci sono possibilità di riduzione dei pattern della patologia attraverso terapie specifiche (DBT sembra la più efficace) e con anni di psicoterapia, inoltre serve una forte forza di volontà per cambiare e lavorare sulla propria personalità, un lavoro veramente durissimo, le storie di successo sono veramente poche. Devi imparare molto sul disordine borderline e capire tutti i meccanismi per guarire ed affrontare la situazione nel modo più corretto. I border non guariscono ma possono controllare ed apprendere meccanismi in modo da "normalizzarsi" dal punto di vista della personalità ed avere anche storie di successo e relazioni sane, inoltre c'è anche un grosso lavoro da fare per i partner (mettere dei confini ai loro comportamenti abusivi, validare le loro emozioni, comprendere il disturbo, evitare conflitti, e tanto altro); solo se entrambe le persone sono molto motivate si può vivere "felici e contenti", ma non ti illudere la probabilità che questo accada è MOLTO bassa. Fatti una domanda: quante persone "normali" sono in grado (e vogliono) cambiare la loro personalità? Molto poche imho. Io faccio ancora fatica ad accettare che la ragazza bellissima (praticamente una modella), con cui ho vissuto i momenti più belli della mia vita da un giorno all'altro abbia smesso di amarmi, è molto traumatico. Anche dopo centinaia (davvero centinaia) di ore di lettura e la comprensione di molti dei meccanismi del disturbo ho dei giorno dove sono sereno e dei giorni più duri. Serve molto tempo e lavoro per uscirne, ma è un'esperienza che può renderci migliori se ci lavoriamo su scoprendo le nostre debolezze e come migliorarsi.

Francesco1999

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Una storia borderline

Messaggio  Ilfalcoeilgabbiano il Lun Apr 04, 2016 2:26 pm

Ciao a tutti, vi racconto la mia storia. Ho 32 anni e circa 3 mesi fa ho incontrato sulla mia strada una ragazza borderline di 28 anni. Siamo usciti 2-3 volte assieme e io subito ho sentito verso di lei in attrazione fortissima che le ho subito confidato. All'inizio era tutto idilliaco, come molte altre storie raccontate qui dentro. Lei è una ragazza bellissima, estremamente sensibile, intelligente, ironica e con cui ho in comune praticamente TUTTO, passioni, gusti, mentalità e visione del mondo. Ho pensato i primi giorni di aver trovato davvero la ragazza "perfetta". È stata anche subito molto sincera sul suo disturbo, mi ha subito raccontato che tempo prima era stata diagnosticata borderline (con tratti istrionici, narcisisti e di dipendenza affettiva ma credo che un po tutti i border li abbiano) e del fatto che da un paio di mesi aveva iniziato a tagliarsi. Io le ho raccontato delle mie problematiche, sono affetto da disturbo ossessivo compulsivo, problema che sto affrontando da parecchi anni e che sto imparando a controllare grazie ad una lunga psicoterapia. In poche parole io faccio fatica a gestire la mia parte razionale e lei la sua parte impulsiva, io ragione al 100%, lei impulso al 100%. L'idea che mi ero fatto è che forse avendo problemi così diversi avremmo potuto aiutarci a vicenda e questa cosa ha contribuito ad unirci ancora di più. Ad ogni modo dopo poco ho iniziato a vedere alcuni lati negativi del suo carattere, a volte se la prendeva per delle stupidaggini, cambiava umore repentinamente e non si sbilancia a mai sul nostro rapporto, mettendosi sempre ad un piano superiore al mio e dicendo che sulla nostra relazione stava ancora valutando. Pero nei fatti eravamo una coppia, ci comportavamo come una coppia, io non mi ero mai trovato così bene con una ragazza e avevamo già iniziato anche a fare progetti di vacanze e di futuro assieme. Tutto sommato le cose andavano magnificamente e io ero davvero in paradiso. Dopo qualche settimana è successo un fatto che ha scombussolato totalmente la relazione, lei ha avuto un forte trauma su qualcosa a cui tiene a moltissimo, è stata cacciata dal canile dove faceva volontariato perché è entrata in una gabbia dove era presente un cane pericoloso che l'ha aggredita ferendole una mano. Da qui tutto ha iniziato a crollare. Si è chiusa in casa per settimane, abusava di benzodiazepine per sopportare l'ansia e praticamente non ci siamo più visti e quando questo succedeva lei era estremamente irascibile e litigavamo per qualunque stupidaggine. Di questo passo non poteva continuare e di comune accordo con il suo terapeuta ha deciso di ricoverarsi volontariamente in una clinica della zona. La motivazione ufficiale era trovare la giusta terapia farmacologica, anche con l'utilizzo del litio come stabilizzante dell'umore visto che tutti gli altri che aveva provato non avevano fatto effetto. Il giorno prima di entrare in clinica siamo stati assieme e ho rivisto per un po' la ragazza stupenda di cui mi ero innamorato...gioiosa, che mi dimostrava affetto e amore. Questo mi ha fatto pensare che ci tenesse davvero a me e che avremmo potuto superare questo periodo forzato di distanza. Le prime due settimane di clinica la andavo a trovare quasi tutti i giorni, lei era dolce e affettuosa nei miei confronti, e ogni tanto riuscivamo anche a stare un po' da soli e in intimità. Ad un certo punto, le hanno iniziato a somministrarle farmaci più pesanti, antipsicotici, perché lei aveva tentato di tagliarsi, ed è cambiata totalmente. Ha iniziato dimostrarmi indifferenza, non rispondeva ai messaggi, non mi chiedeva più di andarla a trovare. È andata avanti così per una settimana. Io disperato non capivo il perché di questo distacco. Dopo un po' è tornata dicendomi che aveva molti che ci provavano con lei, in particolare aveva conosciuto un ragazzo da 5 giorni che le piaceva, con cui si era baciata e che poi era stato dimesso dalla clinica. Io ero incredulo su come potesse mandare tutto all'aria quello che c'era tra di noi e sopratutto con la freddezza e la tranquillità con cui mi aveva raccontato la cosa. Siamo andati avanti così per qualche giorno e io poi non ce l'ho fatta più. Ci siamo lasciati. Lei molto freddamente mi ha detto che non mi aveva mai detto c'è stavamo insieme, che lei mi aveva sempre detto che stava valutando la nostra storia anche se come ripeto nei fatti era come se stessimo assieme, sennò non avremmo fatto certi progetti per il nostro futuro assieme. Mi ha detto anche che al contrario di tutti i suoi ex con me avrebbe preferito rimanere amica e avrebbe fatto piacere se ci fossimo visti ancora dopo la sua uscita dalla clinica. Io all'inizio ho rifiutato, provavo troppo sentimento nei suoi confronti per poter portare avanti una storia con lei in amicizia. Ho deciso alla fine, anche d'accordo con il mio psicologo, di non chiudere completamente con lei per ora e di accettare di rimanere amici almeno fino a quando sarebbe uscita dalla clinica per poi vedere come sarebbe andata. Attualmente le situazione è questa, non ci sentiamo da più di una settimana e credo che lei, che è ormai dentro da un mese e mezzo, al massimo tra due/quattro settimane uscirà.

Rimane il fatto che io in questo mese sono stato malissimo, ho passato momenti terribili in cui non avevo la forza nemmeno di mangiare e di alzarmi dal letto, ho perso quasi tre chili, ho di riniziato a fumare, e ho passato momenti in cui non vedevo più nessun motivo per andare avanti. Non mi era mai successo di stare così male per una ragazza ed innamorarmi in maniera così intensa.

Ora faccio qualche considerazione: ho letto qui dentro molte esperienze e ho visto che molti consigliano di stare alla larga da queste persone e ho trovato davvero poche esperienze positive a riguardo. La mia domanda è: c'è qualche possibilità che si possa recuperare il rapporto? C'è qualche possibilità per una ragazza borderline, che fino a prova contraria ha dimostrato intenzione di curare il suo disturbo anche entrando volontariamente in clinica per curarsi, di riuscire in questa impresa? So benissimo, come mi ha detto anche il mio terapeuta, che se tornassimo insieme non sarà mai facile, perché per un processo di guarigione ci vogliono anni, visto che questo tipo di malattia non sicura semplicemente con due mesi di ricovero. Io ormai ho capito che lei, come tutti i borderline, ha praticamente due personalità. Una è quella dolce e affettuosa di cui mi sono innamorato, quella con cui tutto sembra leggero e idilliaco, l'altra è quella crudele insensibile che può prendersela per una stupidaggine ed è capace di lasciarti per uno appena incontrato con una freddezza spaventosa. Sarei disposto anche a correre il "rischio"di tornare insieme a lei per vedere come possono andare le cose, ma solo perché è stato tutto così intenso e veloce e forse non c'è stato davvero modo di approfondire il rapporto e vedere se davvero abbiamo una possibilità di stare bene insieme. Eppure ho molta paura perché documentandomi su questo disturbo ho conosciuto persone che hanno quasi rovinato la loro vita cercando di stare dietro ad una borderline e non vorrei anche io fare la stessa fine.
Cosa ne pensate?

Ilfalcoeilgabbiano

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