Uscire dalla dipendenza affettiva

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Re: Uscire dalla dipendenza affettiva

Messaggio  star371 il Mer Ott 19, 2016 1:48 pm

Funambolo ha scritto:"Il concetto fondamentale è che non hanno una vera capacità di amare. Quello che loro scambiano per amore sono intense emozioni, che mi pare di capire però non in grado di sedimentare e di strutturarsi col tempo in un rapporto stabile. " dire questo è mostruoso...sappiamo amare e forse è un sentimento anche più forte di quello dei "normali",in più il mio è anche duraturo. Ancora amo la mia ex borderline (e si,io sono sia border sia codipendente)

Infatti io mi pongo molte domande, non pretendo certo di sapere come sono
Le emozioni, poi amare è un concetto difficile da esprimere...

Piuttosto magari sembra strano che alcuni soggetti
possano dirlo e dichiarare di provare amore così fortemente presto..impegnarsi e impegnare L'altro in una relazione seria,
e poi sparire così bruscamente, molto dicotomico è contraddittorio..

star371

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Re: Uscire dalla dipendenza affettiva

Messaggio  Funambolo il Mar Ott 18, 2016 11:35 pm

"Il concetto fondamentale è che non hanno una vera capacità di amare. Quello che loro scambiano per amore sono intense emozioni, che mi pare di capire però non in grado di sedimentare e di strutturarsi col tempo in un rapporto stabile. " dire questo è mostruoso...sappiamo amare e forse è un sentimento anche più forte di quello dei "normali",in più il mio è anche duraturo. Ancora amo la mia ex borderline (e si,io sono sia border sia codipendente)

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Re: Uscire dalla dipendenza affettiva

Messaggio  star371 il Mar Ott 18, 2016 11:12 pm

Ciao
Anche la tua storia è piena di similitudini con la mia,
A volte mi sembra di leggere cose successe a me!
Posso chiederti come è andata?
Spero al meglio per te!
Anche con me il negarsi al tel (opposto di come era prima) nella settimana 'finale', post chiusura,
attacco al legame
E infine gg dopo messaggio come niente fosse che non fa però sentire il suo sentimento o come dici tu considerazione a me come persona!


Pandora ha scritto:Ciao Gior.
Cercherò di rispondere in modo esaustivo e breve nello stesso tempo, poi, semmai, ti racconterò la mia storia, sempre se possa essere di interesse per te o altri utenti.
La relazione col mio ex è iniziata nel novembre del 2014, con modalità e prime avvisaglie che mi avevano messa piuttosto precocemente in allerta, ma non abbastanza perchè  in vita mia ( e non sono certo più una ragazzina) avevo sentito e letto di DPB solo per questioni di lavoro e per esperienze riportate da alcuni amici ed amiche, restati devastati dalle loro disavventure sentimentali ed esistenziali con persone affette da questo disturbo. La prima crisi importante c'è stata un anno fa, nel luglio 2015. Da quel momento e sino alla fine di settembre dello stesso anno, ho vissuto una sorta di incubo nel quale il mio ex, totalmente privo di copertura farmacologica e in quel momento non in psicoterapia, mi ha lasciata, bloccata, ricontattata, rimollata fino a quando, umiliata come non ero mai stata prima di allora, decisi di mettere fine a quel delirio con un atto che io ritenevo definitivo. I motivi per lasciarmi erano i più disparati.. ma di solito erano la punizione per aver osato ribellarmi alle sue mancanze di rispetto nei miei confronti o per minime osservazioni  o per frasi che lui interpretava strumentalmente per aggredirmi e scatenare la mia reazione di difesa.
La colpa era sempre e solo mia. Non ha mai tentato una sorta di autoanalisi e  di valutazione oggettiva della realtà.
Nel frattempo avevo capito che molto probabilmente lui era un borderline (mi ero letta tutto il materiale disponibile sul web) e che io ero una codipendente, magari meno mite e mansueta di altri, ma di certo una dipendente affettiva.
Nei due successivi due mesi di separazione avevo iniziato ad andare da uno psicoterapeuta cercato su internet proprio in quanto con esperienza specifica nell'ambito delle dipendenze e avevo iniziato a fare i primi passi verso una sorta di "guarigione". Ma anche passata la fase più acuta, cioè la disperazione assoluta, la rabbia, il dolore che mi avevano quasi inchiodata a letto per 4 giorni di fila, incapace di fare qualsiasi cosa tranne che sprofondare nel sonno per non pensare, non ero stata in grado di elaborare una vera strategia di uscita dalla situazione. Avevo ripreso più o meno a vivere,  ma sempre restando in attesa del suo auspicato ritorno, attaccata alla mia sfida.. farmi amare da chi non è in grado di farlo.
La realtà è che non avevo ancora una piena, valida consapevolezza della gravità della situazione nella quale mi ero cacciata e che soprattutto avevo l'ingenua presunzione che l'Amore vincesse su tutto.
Così nel momento in cui lui mi ha ricontattata,  mi ha trovata disponibilissima al riallacciare i rapporti. Era assolutamente quello che, nonostante tutto, desideravo con tutta me stessa.  
Il mio psicoterapeuta mi aveva messa in guardia. Mi aveva anticipato quello che sarebbe stato l'esito finale. I mei amici ed amiche e tutte le persone care che mi avevano supportata durante i mesi di angoscia e malessere erano assolutamente contrari a questo ritorno di fiamma. Eppure io non sentivo  ragioni.
Devo dire che in un primo momento pareva che lui fosse disposto ad attuare un cambiamento: avevamo chiarito degli aspetti ancora parecchio ambigui della sua vita ed era entrato in psicoterapia.
Quindi sono seguiti altri otto mesi di relazione, per molti aspetti migliori di quelli precedenti. Eravamo riusciti a gestire le inevitabili crisi del mio ex in modo da farle rientrare abbastanza in fretta e senza eccessivi danni. Ritengo che anche i farmaci abbiano dato un grosso contributo a questo miglioramento, oltre a quello che pareva un consolidamento del nostro rapporto.
Poi dall'inizio di luglio nuovi episodi sentinella. Nuovi attacchi al legame, subdoli ma in crescendo fino alla nuova, traumatica e definitiva rottura, avvenuta in via definitiva il 18 luglio. Fino a domenica scorsa (31 luglio) abbiamo ancora mantenuto un qualche contatto, ricercato come sempre da me. Poi, durante una chat ( si è sempre rifiutato di parlarmi di persona in tutti i giorni precedenti) mi ha nuovamente fatto sentire un accessorio, un qualcosa utile a riempire i suoi vuoti, ma senza nessuna vera considerazione per me come persona. Altro che amore. Quel punto l'ho mandato a quel paese e gli ho detto in modo anche piuttosto brutale e diretto quelli che erano ormai i miei fondatissimi sospetti sulla natura del suo disturbo. E' stata una delle poche volte che mi ha effettivamente ascoltata. E' tornato dallo psicoterapeuta e a domanda precisa ha finalmente avuto precisa risposta.
Io per certi aspetti sono al punto di prima: devo ricominciare quel processo di elaborazione del lutto  che avevo appena intrapreso l'anno scorso. Stavolta sono però più forte. Stavolta non lo chiamo più, non gli mando più mails disperate dove tento di farli ragionare, basta messaggi. Sto male ed è inutile negarlo. Come è inutile negare che continui a sperare di veder comparire prima poi il suo numero sul  cellulare. Ma adesso avverto che non si tratta di amore... è dipendenza, non amore. Io non lo stimo più, non mi fido più, non potrei mai più fare con lui un qualsiasi progetto di vita, non avrei mai il coraggio di dire a chi di nuovo mi ha offerto l'amicizia e l'affetto per aiutarmi a risollevarmi che son tornata con lui.
Adesso penso che passerà anche questo periodo così nero. Ci impiegherò un mese, tre, sei.. un anno... non importa. E' arrivato il momento di affrontare i mei demoni. La mia paura di essere rifiutata, di restare da sola, le mie sfide inutili e fuorvianti, la mia presunzione di modificare la realtà quando essa non mi piace. Alla fine tutto ha un senso. Se il prezzo che dovevo pagare per migliorare me stessa e avere una qualche speranza di avere una relazione davvero sana ed appagante è questo... pazienza. Ne avrei fatto a meno, ma doveva evidentemente andare così.Ora mi preoccupo solo di una cosa. La mia capacità di stare ferma nel caso, che io vedo remoto, che mi ricontattasse lui.

star371

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Se, quando e come ritornano.

Messaggio  Pandora il Mer Ago 10, 2016 12:25 am

Esprimo le mie considerazioni rispetto al quesito di Gior.
Non credo che i BL siano fatto in serie. Hanno evidentemente meccanismi comportamentali molto simili, riconducibili in parte od in toto ai quei famosi requisiti necessari per la diagnosi di DPB che si trovano elencati in vari link, però possono presentare un diverso livello di gravità del disturbo e ovviamente penso che non sia possibile prevedere ogni loro comportamento.
Quello che credo sia certo è che non sono in grado di stare da soli, quindi hanno bisogno in breve tempo di tornare in una relazione. A questo punto i casi sono due: o tornano a ricercare l'ex partner, a prescindere da chi abbia deciso di rompere precedentemente la relazione, o altrimenti cercano rapidamente un sostituto.
Il concetto fondamentale è che non hanno una vera capacità di amare. Quello che loro scambiano per amore sono intense emozioni, che mi pare di capire però non in grado di sedimentare e di strutturarsi col tempo in un rapporto stabile.
Ho però notato un aspetto interessante sia nel mio partner sia in una mia collega BL.
Mostrano di saper restare in modo permanente  (anche se conflittuale) in quei rapporti per loro imprescindibili per la loro stessa sopravvivenza. Ad esempio, il mio ex ha sempre mantenuto un rapporto stabile (anche se insano) con la donna con la quale stava prima di conoscere me. Per dirla tutta, in realtà le due storie, per vari mesi, si erano in qualche modo sovrapposte. Io all'inizio ero all'oscuro della realtà e ho appreso come stavano davvero le cose solo quando mi sono decisa a contattare direttamente lei.
Questa sua ex si era  addossata  una tale quantità di incombenze della vita quotidiana, che sarebbero aspettate invece al mio BL,  da rendersi in qualche modo indispensabile. Il risultato è che lei, anche dopo la fine della loro relazione sentimentale, lo teneva comunque legato e sotto controllo sapendo di poter esercitare su di lui determinate pressioni. Difatti so che con lei non aveva mai attuato quei comportamenti così distruttivi che invece aveva adottato con me o in altre relazioni precedenti. Si era limitato a piantarle qualche corna, ma in modo estremamente discreto, sempre preoccupandosi di non mettere troppo alla prova la sua suscettibilità, in modo da poter continuare a godere di vari benefit di natura molto pragmatica che derivavano dal mantenere con lei "buoni" rapporti.

Pandora

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Re: Uscire dalla dipendenza affettiva

Messaggio  gior il Mar Ago 09, 2016 11:06 am

Pandora ha scritto:Ciao Gior.
Cercherò di rispondere in modo esaustivo e breve nello stesso tempo, poi, semmai, ti racconterò la mia storia, sempre se possa essere di interesse per te o altri utenti.
La relazione col mio ex è iniziata nel novembre del 2014, con modalità e prime avvisaglie che mi avevano messa piuttosto precocemente in allerta, ma non abbastanza perchè  in vita mia ( e non sono certo più una ragazzina) avevo sentito e letto di DPB solo per questioni di lavoro e per esperienze riportate da alcuni amici ed amiche, restati devastati dalle loro disavventure sentimentali ed esistenziali con persone affette da questo disturbo. La prima crisi importante c'è stata un anno fa, nel luglio 2015. Da quel momento e sino alla fine di settembre dello stesso anno, ho vissuto una sorta di incubo nel quale il mio ex, totalmente privo di copertura farmacologica e in quel momento non in psicoterapia, mi ha lasciata, bloccata, ricontattata, rimollata fino a quando, umiliata come non ero mai stata prima di allora, decisi di mettere fine a quel delirio con un atto che io ritenevo definitivo. I motivi per lasciarmi erano i più disparati.. ma di solito erano la punizione per aver osato ribellarmi alle sue mancanze di rispetto nei miei confronti o per minime osservazioni  o per frasi che lui interpretava strumentalmente per aggredirmi e scatenare la mia reazione di difesa.
La colpa era sempre e solo mia. Non ha mai tentato una sorta di autoanalisi e  di valutazione oggettiva della realtà.
Nel frattempo avevo capito che molto probabilmente lui era un borderline (mi ero letta tutto il materiale disponibile sul web) e che io ero una codipendente, magari meno mite e mansueta di altri, ma di certo una dipendente affettiva.
Nei due successivi due mesi di separazione avevo iniziato ad andare da uno psicoterapeuta cercato  su internet proprio in quanto con esperienza specifica nell'ambito delle dipendenze e avevo iniziato a fare i primi passi verso una sorta di "guarigione". Ma anche passata la fase più acuta, cioè la disperazione assoluta, la rabbia, il dolore che mi avevano quasi inchiodata a letto per 4 giorni di fila, incapace di fare qualsiasi cosa tranne che sprofondare nel sonno per non pensare, non ero stata in grado di elaborare una vera strategia di uscita dalla situazione. Avevo ripreso più o meno a vivere,  ma sempre restando in attesa del suo auspicato ritorno, attaccata alla mia sfida.. farmi amare da chi non è in grado di farlo.
La realtà è che non avevo ancora una piena, valida consapevolezza della gravità della situazione nella quale mi ero cacciata e che soprattutto avevo l'ingenua presunzione che l'Amore vincesse su tutto.
Così nel momento in cui lui mi ha ricontattata,  mi ha trovata disponibilissima al riallacciare i rapporti. Era assolutamente quello che, nonostante tutto, desideravo con tutta me stessa.  
Il mio psicoterapeuta mi aveva messa in guardia. Mi aveva anticipato quello che sarebbe stato l'esito finale. I mei amici ed amiche e tutte le persone care che mi avevano supportata durante i mesi di angoscia e malessere erano assolutamente contrari a questo ritorno di fiamma. Eppure io non sentivo  ragioni.
Devo dire che in un primo momento pareva che lui fosse disposto ad attuare un cambiamento: avevamo chiarito degli aspetti ancora parecchio ambigui della sua vita ed era entrato in psicoterapia.
Quindi sono seguiti altri otto mesi di relazione, per molti aspetti migliori di quelli precedenti. Eravamo riusciti a gestire le inevitabili crisi del mio ex in modo da farle rientrare abbastanza in fretta e senza eccessivi danni. Ritengo che anche i farmaci abbiano dato un grosso contributo a questo miglioramento, oltre a quello che pareva un consolidamento del nostro rapporto.
Poi dall'inizio di luglio nuovi episodi sentinella. Nuovi attacchi al legame, subdoli ma in crescendo fino alla nuova, traumatica e definitiva rottura, avvenuta in via definitiva il 18 luglio. Fino a domenica scorsa (31 luglio) abbiamo ancora mantenuto un qualche contatto, ricercato come sempre da me. Poi, durante una chat ( si è sempre rifiutato di parlarmi di persona in tutti i giorni precedenti) mi ha nuovamente fatto sentire un accessorio, un qualcosa utile a riempire i suoi vuoti, ma senza nessuna vera considerazione per me come persona. Altro che amore. Quel punto l'ho mandato a quel paese e gli  ho detto in modo anche piuttosto brutale e diretto  quelli che erano ormai i miei fondatissimi sospetti sulla natura del suo disturbo. E' stata una delle poche volte che mi ha effettivamente ascoltata. E' tornato dallo psicoterapeuta e a domanda precisa ha finalmente avuto precisa risposta.
Io per certi aspetti sono al punto di prima: devo ricominciare quel processo di elaborazione del lutto  che avevo appena intrapreso l'anno scorso. Stavolta sono però più forte. Stavolta non lo chiamo più, non gli mando più mails disperate dove tento di farli ragionare, basta messaggi. Sto male ed è inutile negarlo. Come è inutile negare che continui a sperare di veder comparire prima poi il suo numero sul  cellulare. Ma adesso avverto che non si tratta di amore... è dipendenza, non amore. Io non lo stimo più, non mi fido più, non potrei mai più fare con lui un qualsiasi progetto di vita, non avrei mai il coraggio di dire a chi di nuovo mi ha offerto l'amicizia e l'affetto per aiutarmi a risollevarmi che son tornata con lui.
Adesso penso che passerà anche questo periodo così nero. Ci impiegherò un mese, tre, sei.. un anno... non importa. E' arrivato il momento di affrontare i mei demoni. La mia paura di essere rifiutata, di restare da sola, le mie sfide inutili e fuorvianti, la mia presunzione di modificare la realtà quando essa non mi piace. Alla fine tutto ha un senso. Se il prezzo che dovevo pagare per migliorare me stessa e avere una qualche speranza di avere una relazione davvero sana ed appagante è questo... pazienza. Ne avrei fatto a meno, ma doveva evidentemente andare così.Ora mi preoccupo solo di una cosa. La mia capacità di stare ferma nel caso, che io vedo remoto, che mi ricontattasse lui.

Grazie per il tuo racconto, molto chiaro. Un po ti invidio, sia perche da come parli sembri avere molta forza di reazione, mentre io mi sono del tutto lasciato andare ed è un mese e mezzo che passo la mia giornata steso sul letto, sia perche hai trovato la forza di lasciarlo tu e quindi se non altro ti sei evitata di aggiungere al già grosso carico da portare, quello dell'umiliazione dell'abbandono da parte di una persona a cui hai dato tantissimo. Da questo spunto mi viene una domanda, ma secondo te (e voi tutti in generale) i BL tornano solo quando vengono lasciato oppure anche quando sono loro a lasciare? nella mia relazione fino a che io minacciavo di mollarla e stavo due giorni senza contattarla per lei era uno strazio con scene pietose, ma una volta che l'ha deciso lei, è del tutto sparita, non più un messaggio, un come stai, niente. già sta con un altro, quindi forse il rimpiazzo gli ha fatto completamente dimenticare la mia esistenza.
Che ne pensi/pensate?

gior

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Come uscire dalla dipendenza affettiva.

Messaggio  Pandora il Mar Ago 09, 2016 1:42 am

Ciao Gior.
Cercherò di rispondere in modo esaustivo e breve nello stesso tempo, poi, semmai, ti racconterò la mia storia, sempre se possa essere di interesse per te o altri utenti.
La relazione col mio ex è iniziata nel novembre del 2014, con modalità e prime avvisaglie che mi avevano messa piuttosto precocemente in allerta, ma non abbastanza perchè  in vita mia ( e non sono certo più una ragazzina) avevo sentito e letto di DPB solo per questioni di lavoro e per esperienze riportate da alcuni amici ed amiche, restati devastati dalle loro disavventure sentimentali ed esistenziali con persone affette da questo disturbo. La prima crisi importante c'è stata un anno fa, nel luglio 2015. Da quel momento e sino alla fine di settembre dello stesso anno, ho vissuto una sorta di incubo nel quale il mio ex, totalmente privo di copertura farmacologica e in quel momento non in psicoterapia, mi ha lasciata, bloccata, ricontattata, rimollata fino a quando, umiliata come non ero mai stata prima di allora, decisi di mettere fine a quel delirio con un atto che io ritenevo definitivo. I motivi per lasciarmi erano i più disparati.. ma di solito erano la punizione per aver osato ribellarmi alle sue mancanze di rispetto nei miei confronti o per minime osservazioni  o per frasi che lui interpretava strumentalmente per aggredirmi e scatenare la mia reazione di difesa.
La colpa era sempre e solo mia. Non ha mai tentato una sorta di autoanalisi e  di valutazione oggettiva della realtà.
Nel frattempo avevo capito che molto probabilmente lui era un borderline (mi ero letta tutto il materiale disponibile sul web) e che io ero una codipendente, magari meno mite e mansueta di altri, ma di certo una dipendente affettiva.
Nei due successivi due mesi di separazione avevo iniziato ad andare da uno psicoterapeuta cercato su internet proprio in quanto con esperienza specifica nell'ambito delle dipendenze e avevo iniziato a fare i primi passi verso una sorta di "guarigione". Ma anche passata la fase più acuta, cioè la disperazione assoluta, la rabbia, il dolore che mi avevano quasi inchiodata a letto per 4 giorni di fila, incapace di fare qualsiasi cosa tranne che sprofondare nel sonno per non pensare, non ero stata in grado di elaborare una vera strategia di uscita dalla situazione. Avevo ripreso più o meno a vivere,  ma sempre restando in attesa del suo auspicato ritorno, attaccata alla mia sfida.. farmi amare da chi non è in grado di farlo.
La realtà è che non avevo ancora una piena, valida consapevolezza della gravità della situazione nella quale mi ero cacciata e che soprattutto avevo l'ingenua presunzione che l'Amore vincesse su tutto.
Così nel momento in cui lui mi ha ricontattata,  mi ha trovata disponibilissima al riallacciare i rapporti. Era assolutamente quello che, nonostante tutto, desideravo con tutta me stessa.  
Il mio psicoterapeuta mi aveva messa in guardia. Mi aveva anticipato quello che sarebbe stato l'esito finale. I mei amici ed amiche e tutte le persone care che mi avevano supportata durante i mesi di angoscia e malessere erano assolutamente contrari a questo ritorno di fiamma. Eppure io non sentivo  ragioni.
Devo dire che in un primo momento pareva che lui fosse disposto ad attuare un cambiamento: avevamo chiarito degli aspetti ancora parecchio ambigui della sua vita ed era entrato in psicoterapia.
Quindi sono seguiti altri otto mesi di relazione, per molti aspetti migliori di quelli precedenti. Eravamo riusciti a gestire le inevitabili crisi del mio ex in modo da farle rientrare abbastanza in fretta e senza eccessivi danni. Ritengo che anche i farmaci abbiano dato un grosso contributo a questo miglioramento, oltre a quello che pareva un consolidamento del nostro rapporto.
Poi dall'inizio di luglio nuovi episodi sentinella. Nuovi attacchi al legame, subdoli ma in crescendo fino alla nuova, traumatica e definitiva rottura, avvenuta in via definitiva il 18 luglio. Fino a domenica scorsa (31 luglio) abbiamo ancora mantenuto un qualche contatto, ricercato come sempre da me. Poi, durante una chat ( si è sempre rifiutato di parlarmi di persona in tutti i giorni precedenti) mi ha nuovamente fatto sentire un accessorio, un qualcosa utile a riempire i suoi vuoti, ma senza nessuna vera considerazione per me come persona. Altro che amore. Quel punto l'ho mandato a quel paese e gli ho detto in modo anche piuttosto brutale e diretto quelli che erano ormai i miei fondatissimi sospetti sulla natura del suo disturbo. E' stata una delle poche volte che mi ha effettivamente ascoltata. E' tornato dallo psicoterapeuta e a domanda precisa ha finalmente avuto precisa risposta.
Io per certi aspetti sono al punto di prima: devo ricominciare quel processo di elaborazione del lutto  che avevo appena intrapreso l'anno scorso. Stavolta sono però più forte. Stavolta non lo chiamo più, non gli mando più mails disperate dove tento di farli ragionare, basta messaggi. Sto male ed è inutile negarlo. Come è inutile negare che continui a sperare di veder comparire prima poi il suo numero sul  cellulare. Ma adesso avverto che non si tratta di amore... è dipendenza, non amore. Io non lo stimo più, non mi fido più, non potrei mai più fare con lui un qualsiasi progetto di vita, non avrei mai il coraggio di dire a chi di nuovo mi ha offerto l'amicizia e l'affetto per aiutarmi a risollevarmi che son tornata con lui.
Adesso penso che passerà anche questo periodo così nero. Ci impiegherò un mese, tre, sei.. un anno... non importa. E' arrivato il momento di affrontare i mei demoni. La mia paura di essere rifiutata, di restare da sola, le mie sfide inutili e fuorvianti, la mia presunzione di modificare la realtà quando essa non mi piace. Alla fine tutto ha un senso. Se il prezzo che dovevo pagare per migliorare me stessa e avere una qualche speranza di avere una relazione davvero sana ed appagante è questo... pazienza. Ne avrei fatto a meno, ma doveva evidentemente andare così.Ora mi preoccupo solo di una cosa. La mia capacità di stare ferma nel caso, che io vedo remoto, che mi ricontattasse lui.

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Re: Uscire dalla dipendenza affettiva

Messaggio  gior il Lun Ago 08, 2016 7:41 pm

Pandora ha scritto:Un saluto a tutti.
Vedo che gli ultimi interventi risalgono ad un anno fa.
Io sono una nuova utente, alle prese con l'ultimo abbandono da parte del mio ex. Dall'ultimo suo messaggio inviatomi, pare che finalmente abbia chiesto allo psicoterapeuta che lo segue da ottobre del 2015 (con varie interruzioni del percorso terapeutico), se sia affetto da DPB, come io ad un certo punto, esasperata,  gli avevo detto. Lo psichiatra in questione  ha ufficialmente confermato la mia ipotesi, nonostante avesse deciso, fino a questo momento, di tacere con il mio ex.
Questo e solo questo ho potuto sapere da lui. L'ultima frase del suo laconico messaggio è stata: comunque anche tu sei border. Dopodiché silenzio assoluto, non ha più risposto ai mei messaggi e ovviamente permane a tenermi bloccata su telefono e WhatsApp.
Vabbè, era prevedibile che la prima reazione a caldo fosse questa. La piena e valida presa di responsabilità sarà una conquista che, spero, possa ottenere in futuro, sempre che non interrompa anche questo percorso terapeutico.
Io sono ovviamente e banalmente una codipendente. Segnalo, a chi ne fosse interessato, che oltre alla psicoterapia individuale per uscire da questa situazione che presenta però il lato negativo di essere piuttosto costosa, esiste anche la possibilità di partecipare agli incontri di gruppo di auto aiuto per codipendenti, che hanno il grosso vantaggio di essere pressoché gratuiti.

Ciao Pandora, ti posso chiedere per curiosità da quanto tempo ti ha abbandonato, e come stai affrontando la cosa? ancora speri in un suo ritorno o hai gettato la spugna? in passato ti aveva già lasciato? e in caso per quanto, in che modo e con quali conseguenze?
ciao buona giornata

gior

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Come uscire dalla dipendenza affettiva.

Messaggio  Pandora il Lun Ago 08, 2016 4:40 pm

Un saluto a tutti.
Vedo che gli ultimi interventi risalgono ad un anno fa.
Io sono una nuova utente, alle prese con l'ultimo abbandono da parte del mio ex. Dall'ultimo suo messaggio inviatomi, pare che finalmente abbia chiesto allo psicoterapeuta che lo segue da ottobre del 2015 (con varie interruzioni del percorso terapeutico), se sia affetto da DPB, come io ad un certo punto, esasperata,  gli avevo detto. Lo psichiatra in questione  ha ufficialmente confermato la mia ipotesi, nonostante avesse deciso, fino a questo momento, di tacere con il mio ex.
Questo e solo questo ho potuto sapere da lui. L'ultima frase del suo laconico messaggio è stata: comunque anche tu sei border. Dopodiché silenzio assoluto, non ha più risposto ai mei messaggi e ovviamente permane a tenermi bloccata su telefono e WhatsApp.
Vabbè, era prevedibile che la prima reazione a caldo fosse questa. La piena e valida presa di responsabilità sarà una conquista che, spero, possa ottenere in futuro, sempre che non interrompa anche questo percorso terapeutico.
Io sono ovviamente e banalmente una codipendente. Segnalo, a chi ne fosse interessato, che oltre alla psicoterapia individuale per uscire da questa situazione che presenta però il lato negativo di essere piuttosto costosa, esiste anche la possibilità di partecipare agli incontri di gruppo di auto aiuto per codipendenti, che hanno il grosso vantaggio di essere pressoché gratuiti.

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Re: Uscire dalla dipendenza affettiva

Messaggio  Chera il Mar Lug 21, 2015 11:14 pm

gabri80 ha scritto:Leggo con molta attenzione quello che scrivete ...io sono entrato in questo incubo a fine anno...ma la mia situazione è davvero complicata un matrimonio e 2 bambini piccoli....8 anni di storia è poi mia moglie è impazzita..un tradimento dalle dinamiche talmente malvagie da lasciare inermi. Sono mesi che andiamo in terapia di coppia ... La situazione mi è diventata chiara.,,non conoscevo questo disturbo..ma da una ex anoressica come dire era scontata. Nel tempo a preso coscienza, ma questo non basta e ora è diventata ingestibile...è un turbinio costante, con continue contraddizioni...e io non ho più la forza di reagire ...di conseguenza mi travolge e sto male come un cane...a volte devo prendere dei calmanti...sono finito come molti altri nel peggior degli incubi.

Scusami , ex anoressica?La mia ex era anoressica e mi ha mollato quando le era finita quella fase. parli di contradizioni , mi ricordo qualcosa..

Chera

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Re: Uscire dalla dipendenza affettiva

Messaggio  gabri80 il Mar Lug 21, 2015 8:44 pm

Leggo con molta attenzione quello che scrivete ...io sono entrato in questo incubo a fine anno...ma la mia situazione è davvero complicata un matrimonio e 2 bambini piccoli....8 anni di storia è poi mia moglie è impazzita..un tradimento dalle dinamiche talmente malvagie da lasciare inermi. Sono mesi che andiamo in terapia di coppia ... La situazione mi è diventata chiara.,,non conoscevo questo disturbo..ma da una ex anoressica come dire era scontata. Nel tempo a preso coscienza, ma questo non basta e ora è diventata ingestibile...è un turbinio costante, con continue contraddizioni...e io non ho più la forza di reagire ...di conseguenza mi travolge e sto male come un cane...a volte devo prendere dei calmanti...sono finito come molti altri nel peggior degli incubi.

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Re: Uscire dalla dipendenza affettiva

Messaggio  tbm15 il Lun Lug 20, 2015 10:21 pm

Ciao. Quello che ha scritto Bana è l'ABC delle cose da fare. E' esattamente quello che ho fatto io un anno fa, e sta funzionando. Ritornarci a volte fa parte del percorso.
Per quanto mi riguarda, dopo averla bloccata ovunque un anno fa, si è rifatta viva in qualche modo dopo nove mesi con promesse di amore eterno. Me la sono ripresa puntandole i fari addosso. Dopo meno di tre mesi era tutto come prima e me ne sono liberato per sempre. Quando me la sono ripresa ho fatto due errori:
- ho sottovalutato la sofferenza che mi aveva fatto provare e pensando di essere in grado di gestire la situazione ho pensato che non sarei mai tornato in quei posti in cui mi aveva fatto finire l'anno scorso. Non è così, si riprovano esattamente tutte le emozioni negative del passato.
- ho pensato che se fosse andata male avrei recuperato più in fretta. Non è così, il dolore per me è stato anche più forte e il tempo per riprendermi sarà più o meno lo stesso. Ma la mia consapevolezza era cambiata. Grazie al mio percorso ho riconosciuto i meccanismi malati e ho detto "stop alle telefonate".
Non prendere farmaci, sii forte. Vivi il dolore, non lo evitare. Piangi, disperati. Datti tempo, un anno, un anno e mezzo. Pensa che quando meno te l'aspetterai ne sarai fuori, e sarai forte. A me la terapia ha aiutato a capire da dove proveniva questo scompenso. Non mi ha aiutato a risolverlo perché purtroppo quello che non si è avuto da bambini non ce lo darà mai indietro nessuno. Però mi ha aiutato a conoscermi meglio, a conoscere i meccanismi che si instaurano in queste relazioni e, come nel caso del ritorno, a romperli quando capisco dove sto andando. Per il resto ho scoperto la passione per il tennis, ho scoperto di amare il mio lavoro e ho capito che è meglio esser soli che con la compagnia sbagliata. Già il fatto che tu sia qui, significa che hai la consapevolezza di qualcosa che non va. Trovalo, affrontalo, guardalo in faccia e dagli un nome. Forza e coraggio!

tbm15

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Messaggio  miu611 il Lun Lug 20, 2015 5:04 pm

Ho sentito parlare di farmaci...per la mancanza di concentrazione e la mancanza di appetito in realtà basta modificare la propria alimentazione, bissogna vedere quanto dormi e come dormi, lo stile di vita...discorso diverso è l'ansia. Io sono contraria agli ansiolitici per esperienza cattiva personale ma anche perché quando andavo ai csm...parlo di anni fa...vedevo gente con problemi di ansia sottoposti a cure psicofarmacologiche ridotti male...non so se te l'hanno mai detto ma le benzodiazepine ad alcuni aiutano...ma forse per effetto placebo o perché hanno quel tipo di personalità che si fidano e credono che stiano meglio solo prendendo farmaci, la realtà dei fatti è che l'effetto sedativo ce l'hanno si ma a scapito di un effetto di dipendenza da cui poi è difficile uscire. L'ansia si impara a gestire e la psicoterapia ti fornisce quelle risorse, alcuni le chiamano strategie...per imparare a gestire quello che ci fa stare male. Stessa cosa per la dipendenza affettiva, non esistono farmaci che possano cambiare il tuo modo di vivere l'affettività e va fatto tutto un lavoro più profondo dietro

miu611

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Uscire dalla dipendenza affettiva

Messaggio  Uzzzz il Mar Lug 14, 2015 7:32 pm

Per risolvere questi problemi di ansia stress e via dicendo il prima possibile si, ho sentito di persone che li avevano per altri motivi e gli sono stati prescritti farmaci non forti e che non creano dipendenza e il medico li ha rivisti solo dopo 6 mesi. Per risolvere i motivi che mi hanno portato ad essere dipendente invece avevo pensato ad un percorso da uno psicologo. Viste le mie scarse possibilità economiche la cosa migliore è rivolgermi ad un consultorio allora.

Uzzzz

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Re: Uscire dalla dipendenza affettiva

Messaggio  Cely il Mar Lug 14, 2015 7:00 pm

Uzzzz ha scritto:Grazie per la risposta, ho già preso appuntamento. Mi serve l input per iniziare poi fare come mi hai consigliato e come già sapevo da solo. Poi se ne dovessi sentire il bisogno vorrei iniziare un percorso di terapia per evitare ricadute e per avere la capacità di saper prendere decisioni durante le future relazioni (sperando siano più sane) ma ho visto che per fare anche solo 10 sedute si va sui 500 euro minimo. Non c è la possibilità di ridurre il costo facendo magari le ricette? Voi le avete fatte?
i farmaci te li scrive il medico di base, quindi potresti pagarti una visita e farti fare più volte dal medico di base le ricette rosse, il fatto è che non funziona che prendi il farmaco fino a che lo vuoi te, ci sono varie visite da fare, cioè è come andare al dentista, non è che vai una volta e stop, con l'asl non so come funziona, per sedute intendi lo psico? Per quello c'è anche il consultorio...

Cely

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Re: Uscire dalla dipendenza affettiva

Messaggio  Bana il Mar Lug 14, 2015 5:25 pm

un po' di cose che puoi/potresti fare, ricordandoti che all'inizio, probabilmente, non riuscirai a farne nemmeno una ed è assolutamente normale:

- evitare di rimuginare troppo sull'accaduto: è negativo, con molta probabilità non riuscirai a rielaborare e rimuovere il trauma, dovrai imparare a conviverci;
- evitare la stagnazione: devi sforzarti di uscire, frequentare persone per avere rinforzi positivi, tornare piano piano a fare le cose che ti piacciono. Se ti metti sul letto e guardi il soffitto finisci per mantenere la sofferenza;
- butta o, se proprio non ci riesci, porta via in un altro posto tutto ciò che ti ricorda la tua partner (foto, lettere, regali...): concentrarsi troppo sui ricordi fa male;
- quando pensi alla tua ex partner, sforzati di pensare ai suoi lati negativi, qualunque essi siano: fisici, comportamentali, le offese che ti ha fatto, le umiliazioni, eventuali tradimenti. Non lasciare troppo spazio al tuo lato romantico e non fare in modo che prevalgano solo i ricordi buoni, rimuovendo quelli cattivi, perché questo ti riporterà velocemente da lei.
- se puoi, elimina ogni forma di contatto: blocca il numero sul cellulare, metti un filtro alle email e a whatsapp, sospendi facebook per un po' di tempo: devi impedirti di andare continuamente a spiare quello che fa: è fonte di sofferenza.
- perdonati per tutto quello che è successo, perdona lei perché, se ti ha fatto del male, è successo perché lei ha un disturbo che non può controllare: non lasciare spazio alla rabbia, come ho visto che succede ad altri ragazzi di questo forum: ti danneggia, non ti aiuta, continua a rovinarti la vita.
- cerca di capire che proverai molto dolore, ma questo dolore non deve essere così pervasivo da paralizzarci: non si muore e con quel dolore puoi convivere. Col tempo si attenuerà fino a sparire.
- andare in terapia può esserti utile ma non aspettarti miracoli: se vuoi andarci, cerca di capire qual è la migliore terapia per te. Ad esempio potresti scegliere quella strategica breve per raggiungere più velocemente degli obiettivi, come tornare ad essere efficienti sul lavoro, oppure potresti optare per un counselor. Informati molto bene, chiedi in giro, ascolta pareri: la terapia richiede tempo e soldi e se finisci in mano ad un cazzone potresti riportare altri danni;
- come ti è stato detto, hai subito una perdita: ci vorrà tempo e quindi conceditelo. Se la tua compagna dovesse tornare e tu dovessi ricascarci, beh...sappi che è normale e non dovresti biasimarti. Sarebbe meglio evitarlo perché annullerebbe in un colpo tutti gli sforzi che hai fatto in questo periodo e la storia andrebbe a puttane come e peggio di prima molto velocemente.

Altre cose, per ora, non mi vengono in mente, le aggiungerò magari dopo. Chiaramente non sono robe geniali, son cose che possono sapere tutti. Se le farai, accelererai un po' il lavoro del tempo. Non darti colpe se all'inizio non riesci a farne nemmeno una.

Bana

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Re: Uscire dalla dipendenza affettiva

Messaggio  Uzzzz il Mar Lug 14, 2015 4:10 pm

Grazie per la risposta, ho già preso appuntamento. Mi serve l input per iniziare poi fare come mi hai consigliato e come già sapevo da solo. Poi se ne dovessi sentire il bisogno vorrei iniziare un percorso di terapia per evitare ricadute e per avere la capacità di saper prendere decisioni durante le future relazioni (sperando siano più sane) ma ho visto che per fare anche solo 10 sedute si va sui 500 euro minimo. Non c è la possibilità di ridurre il costo facendo magari le ricette? Voi le avete fatte?

Uzzzz

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Re: Uscire dalla dipendenza affettiva

Messaggio  Cely il Mar Lug 14, 2015 3:51 pm

Ti dico cosa ho fatto io per uscire da questa brutta situazione di ansia, stress, mancanza di sonno appetito e voglia di vivere: per prima cosa ho preso dei farmaci perché senza con tutta la buona volontà non avrei fatto nulla, poi ho fatto in modo di trovarmi degli hobby, di riposare il cervello e di cambiare amicizie, ho cercato ciò che mi dava piacere senza rimuginare il passato. Ci vuole del tempo, ma se ne può uscire...

Cely

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Re: Uscire dalla dipendenza affettiva

Messaggio  Alexb il Mar Lug 14, 2015 1:30 pm

Uzzzz ha scritto:Buongiorno,
scrivo un nuovo topic perché non ne ho trovato uno in cui si spiegava realmente come avete fatto. Lo so che questo è un forum per le persone con questo disturbo ma, penso, che anche le persone co-dipendenti abbiano dei loro disturbi quindi mi piacerebbe riunire i consigli, le opinioni e le esperienze di chi è uscito dalla co-dipendenza. Il motivo è anche che, se non siamo noi i primi a stare bene, non saremo mai in grado di aiutare gli altri.
Mi sembra di capire che non sia un impresa facile e se si fa da soli, la probabilità di ricaduta è molto alta. Ho letto storie, ad esempio, di persone che hanno subito ricadute nonostante mesi di non contatto. Voi come avete fatto? Vi siete rivolti a psicologi? Gli psicologi come ad esempio i medici si specializzano in particolari campi oppure sono tutti esperti nel campo della dipendenza affettiva?

Vorrei risolvere, in breve tempo i miei problemi di ansia, stress, mancanza di concentramento, mancanza di appetito, completa incapacità di prendere decisioni che riguardano la mia vita. Cosa mi consigliate? E cosa consigliate alle persone che leggeranno in futuro e che si troveranno nella mia condizione?

Prima cosa da considerare è.. Che borderline o no quando si perde qualcuno, si subisce una specie di lutto, pertanto la variabile tempo sara determinate per metabolizzare il dolore ecc.. Questo succede a chiunque venga lasciato di punto in bianco o che comunque non abbia visto o colto segnali o anche fosse dipendente affettivamente da qualcuno e bada bene gli equilibri da dipendenza affettiva non sono per forza una sindrome da partner di soggetti con disturbo della personalità ma molto più verosimilmente avviene quando l autostima ciò che è accaduto in passato, la mancanza di fiducia nel prossimo stati di leggera depressione cronica, quindi impercebile dal soggetto stesso.. Ecc.. Cè anche la sindrome di Stoccolma, cioè il non riuscire a vivere lontano dal proprio carceriere o abusatore, fisico e/o psichico..

Una volta delineato esattamente chi cosa e perché, si potrà cominciare a lavorare su se stessi e a seconda della gravità difficoltà inconsapevolezza della situazione sara necessario intervenire nel modo più opportuno..

Non vi è proporzione statistica che possa calcolare a priori il tempo che ci vorrà, ma di sicuro la variabile tempo avrà la sua determinanza...

Questo è il massimo parere oggettivo che riesca a dare, spero possa esserti di aiuto, ciao!
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Messaggio  Uzzzz il Mar Lug 14, 2015 12:48 pm

Buongiorno,
scrivo un nuovo topic perché non ne ho trovato uno in cui si spiegava realmente come avete fatto. Lo so che questo è un forum per le persone con questo disturbo ma, penso, che anche le persone co-dipendenti abbiano dei loro disturbi quindi mi piacerebbe riunire i consigli, le opinioni e le esperienze di chi è uscito dalla co-dipendenza. Il motivo è anche che, se non siamo noi i primi a stare bene, non saremo mai in grado di aiutare gli altri.
Mi sembra di capire che non sia un impresa facile e se si fa da soli, la probabilità di ricaduta è molto alta. Ho letto storie, ad esempio, di persone che hanno subito ricadute nonostante mesi di non contatto. Voi come avete fatto? Vi siete rivolti a psicologi? Gli psicologi come ad esempio i medici si specializzano in particolari campi oppure sono tutti esperti nel campo della dipendenza affettiva?

Vorrei risolvere, in breve tempo i miei problemi di ansia, stress, mancanza di concentramento, mancanza di appetito, completa incapacità di prendere decisioni che riguardano la mia vita. Cosa mi consigliate? E cosa consigliate alle persone che leggeranno in futuro e che si troveranno nella mia condizione?

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Re: Uscire dalla dipendenza affettiva

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