e mi ammalai io...

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Re: e mi ammalai io...

Messaggio  Malvina il Lun Ago 22, 2016 3:07 pm

giorgio88 ha scritto:Diversamente da te, ho incontrato io una psicologa BDL e mi piacerebbe confrontarmi con te su tante cose. La tua mail é datata e forse sei ormai fuori da questo mondo, ma penso che egualmente mi puoi aiutare

Se vuoi ti rispondo io visto che credo di aver avuto a che fare con uno psicoterapeuta con tratti borderline. Questa persona aveva fatta tutto il training per diventare terapeuta, quindi analisi con un altro terapeuta esperto e credo anche un periodo di analisi di gruppo. Parliamo di un uomo cinquantenne con più di vent'anni di esperienza, un buon giro di pazienti e perfino un suo sito dove pubblica articoli di psicologia e similari.
Io l'ho trovato tramite il sito perché non abita nella mia città, si è dimostrato subito disponibile, dandomi anche le indicazioni per arrivare. Studio molto accogliente, lui subito molto amichevole e alla mano. A ripensarci già allora qualcosa mi sembrava strano, tipo il suo sguardo fisso e penetrante, il fatto che sembrasse vergognarsi a dire quanto prendeva e che mi abbia fatto pagare anche il primo colloquio che spesso è gratuito.
Comunque all'inizio tutto rose e fiori, mi faceva i complimenti per la puntualità, perché osservavo tutte le regole (non particolarmente difficili, solo questione di educazione). La cosa che mi rendeva un po' perplessa è che non commentava quasi mai quello che dicevo oppure mi diceva delle cose generiche che sembravano prese da un libro. Ma era la mia prima terapia e mi dicevo che forse deve essere così.
Una volta durante una seduta mi ha fatto una proposta che mi ha lasciata spiazzata: mi ha proposto di fare un viaggio assieme, a piedi e condividendo la stessa tenda, percorrendo il Cammino di Santiago. Io sono rimasta impietrita, si trattava di un viaggio di almeno diverse settimane da fare con una persona che conosci bene, e io lo vedevo solo da poche sedute. Gli ho detto che ci avrei pensato non molto convinta e sembrava che ci fosse restato male. Mi ha detto che noi ci assomigliavamo molto, per i nostri interessi e per il fatto di essere entrambi un po' "martiri". Gli ho rispondo che sinceramente io ne avrei fatto anche a meno ed era anche per quello che ero in terapia. Sembrava deluso ma aveva questa maschera abbastanza impenetrabile quindi non si capiva bene.
Da allora in poi, ha iniziato a non credere a una sola parola di quello che dicevo. io sono una persona piuttosto sincera, quando ero più giovane ero proprio al limite dell'ingenuità. Avevo capito che in terapia bisognava "mettersi a nudo" e così facevo, ma lui aveva tutte le sue interpretazioni sul mio conto e se gli dicevo che non mi ci trovavo completamente mi rispondeva che era perché non volevo accettare la realtà e prendermi le mie responsabilità. Vi faccio un esempio: un giorno gli ho detto che mi son dovuta far accompagnare a casa da un collega. L'argomento voleva essere la stanchezza che aumentava. Non mi ha fatto finire e mi ha detto che volevo tradire il mio compagno con questo uomo, che era veramente una brutta cosa (ma i terapeuti non dovrebbero evitare di dare giudizi morali?) e che in più non lo volevo ammettere perché ero narcisista e volevo mantenere la mia immagine "perfetta". Ora, io su quel collega non ci avevo fatto nemmeno un pensiero, non è proprio il mio tipo, e poi in quel periodo a stento riuscivo ad andare avanti e indietro, non avevo desiderio sessuale, figurati energia in esubero da sfogare in relazioni clandestine...
Ma il terapeuta mi dipingeva come una persona egoista, narcisista (ripetuto fino allo sfinimento...persino se dicevo che ero contenta di aver finito un lavoro ero narcisista), fedifraga, bugiarda...una volta mi ha perfino detto che ero come un serpente velenoso che si insinuava furtivo per mettere zizzania!
Era la mia prima terapia e mi dicevo, va bene, è laureato e preparato, saprà quello che fa, no? La colpa sarà mia, devo solo aspettare e la terapia darà i suoi frutti. Tornavo a casa e cercavo di riflettere, di convincermi di essere veramente quello che lui diceva, magari solo in certe occasioni, ma non ci riuscivo proprio. E non perché sia senza difetti eh, anzi, ma non erano quelli che lui diceva e sembrava davvero che lui parlasse di un'altra persona. Ho provato anche a chiedere ad altre persone, se eran vere quelle cose sul mio conto, e si son semplicemente messe a ridere...A posteriori riflettendoci mi sembrava di essere di fronte a mia madre, anche lei mi accusava sempre di dire balle e mi dipingeva come la persona peggiore del mondo.
Poi sebbene costasse un bel po' era un casino fargli fare la ricevuta, diceva che era una cosa burocratica e che io gliela volevo far fare per avere il controllo su di lui e dimostrarmi superiore anziché umile e in ascolto come dovrebbe essere il paziente, ho provato a rispondergli ironicamente "allora quando mi faccio fare uno scontrino al bar è perché voglio avere controllo sul barista?" ma niente da fare, non coglieva nessun tipo di ironia, le prendeva solo come provocazioni.
A un certo punto siccome mi accusava sempre mi sono chiusa a riccio, esattamente come era successo con mia madre, e gli dicevo ben poco, oppure solo cose di poca importanza. Questo lo rendeva molto nervoso, a volte aveva degli scatti muscolari o diceva che doveva andare in bagno...spesso lo beccavo a fumare sul bordo della finestra e quando mi vedeva si nascondeva con uno scatto.
Beh insomma seduta dopo seduta diventavo sempre più stanca, depressa e anche arrabbiata. Tornavo a casa e piano piano mi passava, poi tornavo da lui e stavo di nuovo peggio. Tutti mi consigliavano di smettere.
Ho cercato di parlarne con lui spiegandogli il mio disagio, ma si è messo semplicemente a urlare "è colpa tua, ti devi prendere le tue responsabilitàààààà". E' stata veramente la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Me ne sono andata su due piedi e non l'ho più rivisto. Beh, ho passato mesi a riprendermi e poi quando ho iniziato un'altra terapia ho dovuto elaborare questo "trauma" con l'altro psicoterapeuta...che mi ha detto che non poteva fare diagnosi senza aver la persona davanti, ma probabilmente il primo psicologo aveva una carattere simile a quello di mia madre, faceva "giochi di potere" e non si esclude che avesse tratti borderline. HO avuto altri due psicologi e anche se non ritengo di averne tratto molto giovamento non ho più avuto problemi di questo genere, li stimo tuttora.
So che adesso il mio primo terapeuta è presente anche in un sito che fa pubblicità agli psicologi, dove ci sono anche delle valutazioni, e lui ha il livello massimo. Ho cercato di inviare una recensione anch'io dove spiegavo qualcosa per motivare il mio giudizio (ma poco in confronto a quello che ho detto qui) però non hanno accettato di pubblicarla...


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Messaggio  giorgio88 il Mer Ago 10, 2016 10:51 pm

Diversamente da te, ho incontrato io una psicologa BDL e mi piacerebbe confrontarmi con te su tante cose. La tua mail é datata e forse sei ormai fuori da questo mondo, ma penso che egualmente mi puoi aiutare

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Re: e mi ammalai io...

Messaggio  Alexb il Lun Giu 22, 2015 2:13 am

nolimetangere ha scritto:
Ma come psicologo non si deve passare una fase dove si viene analizzato da altri psicologi? O lo fa solo lo psicoterapeuta? Lo chiedo solo così, per capire se non è mai emerso nulla di disfunzionale dalle sedute.. Ma so che comunque certi nervi scoperti fanno male se e solo se lo tocchi... È una persona molto sensibile ed empatica li vede da lontano... Anche se magari non sai di averli tu.. Poi non la vedo una cosa tanto strana, tu fai un lavoro che cerca di aiutare il prossimo facendo da specchio in modo oggettivo, ma se ti innamori questo non avviene più, la soggettività prende il sopravvento, ma ti restano comunque le competenze per poter aiutare chi ami... Poi ne sai di più tu di me di certo, ma vista da così, mi sembra di vederla così ovvia, pur essendo un paradosso.. Sempre che sia certo che quello che avevi di fronte fosse un bl.. E non altro...

No, per gli psicologi non è prevista "l'analisi".  Mi piacerebbe poter aiutare, è un tratto della mia personalità e quello che ho scelto di fare per vivere. Purtroppo so di non avere "ruolo" e competenze per aiutare chi amo e credo non ci sia cosa peggiore che dover accettare la propria impotenza. Si, la mia storia forse un po' ovvia lo è, me la spiego facilmente, ma ciò non mi rende esente da sofferenze e da vissuti di forte colpa.

Colpa?? È la prima cosa che devi cancellare dalla mente... Il rimuginio uccide... So che detta così la si fa facile e fa pure incaxxare sentirselo dire... Però non sempre è possibile andare oltre il limite umano.. Anzi detto fra di noi non ci può andare nessuno... Però capisco il dolore quello si, quindi tanta solidarietà, a prescindere ciò che lo scaturisce...
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Re: e mi ammalai io...

Messaggio  nolimetangere il Lun Giu 22, 2015 1:58 am


Ma come psicologo non si deve passare una fase dove si viene analizzato da altri psicologi? O lo fa solo lo psicoterapeuta? Lo chiedo solo così, per capire se non è mai emerso nulla di disfunzionale dalle sedute.. Ma so che comunque certi nervi scoperti fanno male se e solo se lo tocchi... È una persona molto sensibile ed empatica li vede da lontano... Anche se magari non sai di averli tu.. Poi non la vedo una cosa tanto strana, tu fai un lavoro che cerca di aiutare il prossimo facendo da specchio in modo oggettivo, ma se ti innamori questo non avviene più, la soggettività prende il sopravvento, ma ti restano comunque le competenze per poter aiutare chi ami... Poi ne sai di più tu di me di certo, ma vista da così, mi sembra di vederla così ovvia, pur essendo un paradosso.. Sempre che sia certo che quello che avevi di fronte fosse un bl.. E non altro...

No, per gli psicologi non è prevista "l'analisi". Mi piacerebbe poter aiutare, è un tratto della mia personalità e quello che ho scelto di fare per vivere. Purtroppo so di non avere "ruolo" e competenze per aiutare chi amo e credo non ci sia cosa peggiore che dover accettare la propria impotenza. Si, la mia storia forse un po' ovvia lo è, me la spiego facilmente, ma ciò non mi rende esente da sofferenze e da vissuti di forte colpa.

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Messaggio  Alexb il Lun Giu 22, 2015 1:45 am

nolimetangere ha scritto:Salve a tutti, voglio raccontarvi la mia storia perché mi farebbe piacere avere i vostri pareri e perché spero che scrivere mi aiuti a star meglio. Ho 30 anni e per un anno ho avuto una relazione con un soggetto borderline, durante quest'anno sono stata sottoposta a tutti i trattamenti tipici che il soggetto border riserva al proprio partner, ma in quanto co-dipendente invece di ribellarmi ho colluso con le sue richieste facendomi tanto male e probabilmente facendone tanto anche a lui. Tre giorni fa sono stata lasciata. Nell'ultimo anno in contemporanea ai tumulti vissuti a causa di questa relazione sono stata messa a dura prova dalla vita, ho perso una persona a me molto cara, la più cara, ho visto il mio ex ammalarsi di una grave patologia, ho perso due dei miei cani. Tutto ciò mi ha portato a non riuscire più a contenere le angosce del mio partner perchè a mia volta ero preda di gravi problemi. In tutto ciò la cosa più paradossale è che io conosco bene il disturbo borderline di personalità e la co-dipendenza in quanto psicologa. Mi sono accorta che il mio partner era malato sin dall'inizio, sapevo che in lui c'era qualcosa che non andava, l'idilliaco periodo iniziale era troppo bello per essere autentico, ma ho voluto tapparmi gli occhi e vivermelo lo stesso, andando a convivere, dopo solo 4 mesi di conoscenza, sono subentrati i veri problemi e io mi sono trovata a provare (cosa ovviamente impossibile e dovuta a miei tratti di personalità disfunzionali) a fare la psicologa h 24, sino ad arrivare a trasformarmi in paziente. Non ho ancora consultato nessuno, ma credo lo farò presto, anche se al momento una partenza imminente per impegni lavorativi me lo impedisce. Mi sento svuotata, in colpa, impotente e so che tutto ciò è normale ed ha una spiegazione diversa dall'amore, ma sto davvero tanto male.

Ma come psicologo non si deve passare una fase dove si viene analizzato da altri psicologi? O lo fa solo lo psicoterapeuta? Lo chiedo solo così, per capire se non è mai emerso nulla di disfunzionale dalle sedute.. Ma so che comunque certi nervi scoperti fanno male se e solo se lo tocchi... È una persona molto sensibile ed empatica li vede da lontano... Anche se magari non sai di averli tu.. Poi non la vedo una cosa tanto strana, tu fai un lavoro che cerca di aiutare il prossimo facendo da specchio in modo oggettivo, ma se ti innamori questo non avviene più, la soggettività prende il sopravvento, ma ti restano comunque le competenze per poter aiutare chi ami... Poi ne sai di più tu di me di certo, ma vista da così, mi sembra di vederla così ovvia, pur essendo un paradosso.. Sempre che sia certo che quello che avevi di fronte fosse un bl.. E non altro...
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Re: e mi ammalai io...

Messaggio  nolimetangere il Dom Giu 21, 2015 11:41 pm

dovevo rileggere il messaggio, spero sia comprensibile nonostante i numerosi errori dovuti al "flusso di coscienza" Smile

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Messaggio  nolimetangere il Dom Giu 21, 2015 11:39 pm

Salve a tutti, voglio raccontarvi la mia storia perché mi farebbe piacere avere i vostri pareri e perché spero che scrivere mi aiuti a star meglio. Ho 30 anni e per un anno ho avuto una relazione con un soggetto borderline, durante quest'anno sono stata sottoposta a tutti i trattamenti tipici che il soggetto border riserva al proprio partner, ma in quanto co-dipendente invece di ribellarmi ho colluso con le sue richieste facendomi tanto male e probabilmente facendone tanto anche a lui. Tre giorni fa sono stata lasciata. Nell'ultimo anno in contemporanea ai tumulti vissuti a causa di questa relazione sono stata messa a dura prova dalla vita, ho perso una persona a me molto cara, la più cara, ho visto il mio ex ammalarsi di una grave patologia, ho perso due dei miei cani. Tutto ciò mi ha portato a non riuscire più a contenere le angosce del mio partner perchè a mia volta ero preda di gravi problemi. In tutto ciò la cosa più paradossale è che io conosco bene il disturbo borderline di personalità e la co-dipendenza in quanto psicologa. Mi sono accorta che il mio partner era malato sin dall'inizio, sapevo che in lui c'era qualcosa che non andava, l'idilliaco periodo iniziale era troppo bello per essere autentico, ma ho voluto tapparmi gli occhi e vivermelo lo stesso, andando a convivere, dopo solo 4 mesi di conoscenza, sono subentrati i veri problemi e io mi sono trovata a provare (cosa ovviamente impossibile e dovuta a miei tratti di personalità disfunzionali) a fare la psicologa h 24, sino ad arrivare a trasformarmi in paziente. Non ho ancora consultato nessuno, ma credo lo farò presto, anche se al momento una partenza imminente per impegni lavorativi me lo impedisce. Mi sento svuotata, in colpa, impotente e so che tutto ciò è normale ed ha una spiegazione diversa dall'amore, ma sto davvero tanto male.

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