psicosi transitoria e ospedalizzazione-

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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  Alexb il Mer Giu 17, 2015 8:40 pm

Cely ha scritto:Eh Alex, alex...ormai non so più cosa sia normale e cosa no!
Comunque concordo!  Fase maniacale tutta la vita uahahah...altro che orgasmo lol!

Tranquilla tutto in fondo è normale, basta che noi lo vediamo tale e non mette in difficoltà noi o gli altri... sunny
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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  Cely il Mer Giu 17, 2015 11:14 am

Eh Alex, alex...ormai non so più cosa sia normale e cosa no!
Comunque concordo! Fase maniacale tutta la vita uahahah...altro che orgasmo lol!

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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  Alexb il Mar Giu 16, 2015 2:27 pm

Cely ha scritto:Be ecco, gli ininfluenti ci sono, ma sono quelli che vedo mentre cammino per strada (o forse nemmeno) sono molto rari. So che è normale ma nel mio caso è più eccessivo,  portato all'estremo.
cerco comprensione e simbiosi totale, o tutto o niente.
Odiare noi stessi?  Si penso te abbia ragione,  nemmeno io mi son mai sentita capita fino ai 20 anni,  la famiglia che appunto non comprende ma si comporta da giudice severo. Magari è questo che poi porta all'accanimento in molti campi. Sono stata definita ossessiva, maniacale, perfezionista etc... infondo non è sbagliato,  lavo i piatti per ore, non riesco a convivere con gente che non ha l'ol'ossessione per l'ordine e la pulizia,  faccio tutto in maniera fin troppo rigorosa.  Come diceva mio padre: sarei capace di mandare a *** un matrimonio per una carta lasciata in giro. Solo ora ne ho preso coscienza. Di sicuro tutto ciò è dipeso in parte dai miei, in parte dalla necessità di non condividere il mio spazio vitale con quella gente che ho sempre odiato.
Capire le persone...be... io non intendo dire che capisco ciò che uno pensa e fa, la storia della sua vita dai mi piace di facebook,  però questo approccio superficiale mi permette di selezionare le persone che voglio frequentare da quelle assolutamente out. Che sia una forma di pregiudizio? Sicuramente,  ma la vita è troppo breve per dare una possibilità a tutti e rischiare frustrazioni.  in fondo il ragazzo che frequento l'ho scelto così.  Ho capito la persona da qualche messaggio, ascoltando le canzoni che condivideva,analizzando gli episodi della sua vita che raccontava. Non ho capito certo il suo carattere,  ma solo che valeva la pena conoscerlo, anche sapendo che poteva rivelarsi una delusione.  
Molte altre volte la sintonia è stata semplicemente a pelle, quando guardi negli occhi qualcuno è capisci che ha qualcosa che vale la pena scoprire.
Poi chissà perché,  le persone che si rivelano affettuose e intime dopo poche ore, hanno sempre quel non so che di interessante. Ad oggi posso dire che tutti quelli a cui voglio/ho voluto bene sono tutti uguali, la differenza sta nel modo di estrinsecare tutto ciò che hanno nella loro testa alien

Hahahaha non sarai mica fissata anche con la differenziata?! rabbit

Va beh ma in ciò che scrivi non ci vedo nulla di così strano, anzi mi sembra più che sano scremare tra le tante persone... L importante è non esagerare.. Io a volte lo faccio, pensa che per sapere chi sei faccio anche domande mirate e trabocchetti... king
Ma oggi sto meglio, speriamo di rimanerci per un po'... Come ben sai è un sacco bello.... rendeer
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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  Cely il Lun Giu 15, 2015 11:50 pm

Be ecco, gli ininfluenti ci sono, ma sono quelli che vedo mentre cammino per strada (o forse nemmeno) sono molto rari. So che è normale ma nel mio caso è più eccessivo, portato all'estremo.
cerco comprensione e simbiosi totale, o tutto o niente.
Odiare noi stessi? Si penso te abbia ragione, nemmeno io mi son mai sentita capita fino ai 20 anni, la famiglia che appunto non comprende ma si comporta da giudice severo. Magari è questo che poi porta all'accanimento in molti campi. Sono stata definita ossessiva, maniacale, perfezionista etc... infondo non è sbagliato, lavo i piatti per ore, non riesco a convivere con gente che non ha l'ol'ossessione per l'ordine e la pulizia, faccio tutto in maniera fin troppo rigorosa. Come diceva mio padre: sarei capace di mandare a *** un matrimonio per una carta lasciata in giro. Solo ora ne ho preso coscienza. Di sicuro tutto ciò è dipeso in parte dai miei, in parte dalla necessità di non condividere il mio spazio vitale con quella gente che ho sempre odiato.
Capire le persone...be... io non intendo dire che capisco ciò che uno pensa e fa, la storia della sua vita dai mi piace di facebook, però questo approccio superficiale mi permette di selezionare le persone che voglio frequentare da quelle assolutamente out. Che sia una forma di pregiudizio? Sicuramente, ma la vita è troppo breve per dare una possibilità a tutti e rischiare frustrazioni. in fondo il ragazzo che frequento l'ho scelto così. Ho capito la persona da qualche messaggio, ascoltando le canzoni che condivideva,analizzando gli episodi della sua vita che raccontava. Non ho capito certo il suo carattere, ma solo che valeva la pena conoscerlo, anche sapendo che poteva rivelarsi una delusione.
Molte altre volte la sintonia è stata semplicemente a pelle, quando guardi negli occhi qualcuno è capisci che ha qualcosa che vale la pena scoprire.
Poi chissà perché, le persone che si rivelano affettuose e intime dopo poche ore, hanno sempre quel non so che di interessante. Ad oggi posso dire che tutti quelli a cui voglio/ho voluto bene sono tutti uguali, la differenza sta nel modo di estrinsecare tutto ciò che hanno nella loro testa alien

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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  Alexb il Lun Giu 15, 2015 9:29 pm

Cely ha scritto:Bella alex!  Interessante questa interpretazione.  Io sinceramente ho sempre pensato altro...cioè fin da quando ero piccina ho riscontrato molta ostilità nei vari ambienti (poche eccezioni purtroppo) quindi mi sono abituata a pensare che gli altri sono diversi e nemici, anche ora alcuni episodi hanno rafforzato tutto ciò. Parto dall'idea che sono pochi quelli con cui posso andare d'accordo, non ho mai avuto una via di mezzo, o mi affeziono una persona o la odio.
l'affinità la sento in diversi modi,  ma più che a pelle sono le frasi (o meglio, non il senso ma come viene detta una frase, le parole usate per esprimere un cobcetto) i modi, non so, molte cose.
Allora poi idealizzo Very Happy  
in genere non sbaglio,  capisco il tipo di persona anche solo guardando il suo profilo face!

E se ti dicessi che in realtà dividere le persone tra ok e non ok, è normalissimo...???... Manca solo una parte in mezzo, cioè ininfluenti... Ami detesti è ininfluente.. Perché manca ininfluente? Perché tutti infondo possono essere un pericolo.. E non ti fidi.. E quando lo diventeranno anche quelle che ami (se amare significa pretendere perfetta devozione, come appunto quella che noi potremmo ricercare in una nostra parte del corpo..) finirai col odiare anche loro perché non sono state all altezza.. Fissato il concetto piuttosto sintetico e semplicistico, mi chiedo ma a parte il passato che ben ognuno di noi ricorda, possibile che davvero tutti siano pronti a farci fuori come la giungla o la foresta e noi dobbiamo sempre rimanere in auto difesa? Ed è possibile che il verci fare male da soli, quando ci odiamo, non sia solo l eccesso di un giudice che sta in noi e ci distrugge invece di difenderci? Difenderci come avrebbe dovuto fare la famiglia invece di averci magari messo paura? Io mi sento di non essere stato protetto, o forse capito.. Non so.. Resta il fatto che forse ho diviso il mondo in me e tutti gli altri, pronti a passarti sopra... E poi chi entra nella tua sfera più prossima deve avere un comportamento tale, che spesso però nella realtà delude..

Io a queste domande non sono ancora riuscito a dare una risposta convinta.. Ci sto lavorando, so solo che in questi giorni non devo stare davvero bene e spero di stare meglio al più presto perché rispetto alla situazione normale la mia mente risulta incontrollabile ed eccessivamente negativa..

Capire una persona da pochi frammenti, spesso lo faccio anch io... MA purtroppo se ben qualcuno può pensare che sia un vanto o una dote, in realtà è un faticoso metodo di relazionarmi al prossimo dettato dalla paura e necessita di sapere prima chi abbiamo di fronte... Potrebbe essere un pregio, ma nel mio caso è diventato sempre più ossessivo...
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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  Cely il Lun Giu 15, 2015 6:05 pm

Bella alex! Interessante questa interpretazione. Io sinceramente ho sempre pensato altro...cioè fin da quando ero piccina ho riscontrato molta ostilità nei vari ambienti (poche eccezioni purtroppo) quindi mi sono abituata a pensare che gli altri sono diversi e nemici, anche ora alcuni episodi hanno rafforzato tutto ciò. Parto dall'idea che sono pochi quelli con cui posso andare d'accordo, non ho mai avuto una via di mezzo, o mi affeziono una persona o la odio.
l'affinità la sento in diversi modi, ma più che a pelle sono le frasi (o meglio, non il senso ma come viene detta una frase, le parole usate per esprimere un cobcetto) i modi, non so, molte cose.
Allora poi idealizzo Very Happy
in genere non sbaglio, capisco il tipo di persona anche solo guardando il suo profilo face!

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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  Alexb il Lun Giu 15, 2015 12:56 pm

Cely ha scritto:Alex quali sono i tuoi pensieri tipo? Io quando sono giù vedo tutto nero e quando sono su sto bene e basta (magari bevo di più esco di più etc...)
I meccanismi secondo me non se ne vanno,  a meno che non rimpiazzi una ossessione con un'AAltra ossessione.
Io mi ero sferzata di modificarli, ma ho solo recitato una parte che poi mi ha portato ad esplodere.  
dobbiamo essere noi stessi e controllarci, imparare a capire che (o meglio a non pensare) che tutti son contro di noi.
Io un po cod lo sono sempre stata, sai quelle persone che vedono se hai visualizzato il messaggio e perché non hai risposto?  Quelle che se non fosse da pazzi ti riempirebbeeo di messaggi uahaha
poi quando mi fisso con qualcuno mi vien  voglia di frequentare/pparlare solo con la persona in questione e mi deprimo se a volte non mi da confidenza.
mi sforzo comunque di non essere dipendente,  ma sono così insicura come persona Neutral

Lo so... Comprendo perfettamente... Vedi quando parli di attaccamento smisurato o da pazzi, in fondo non lo è per l inconscio, immagina di far entrare nella tua sfera più intima qualcuno, è un estraneo, a te stessa, l unico sistema di renderlo prossimo al centro dei tuoi sentimenti e fragilità, è inglobarlo, manipolarlo, controllarlo e renderlo inoffensivo.. Questo è ciò che accade quando chi ha paura di essere ferito per l ennesima volta deve relazionarsi in modo non superficiale con il prossimo.. Bene quando hai raggiunto questo equilibrio il soggetto può entrare nella sfera affettiva, e diventa simbiotico, quindi può essere facilmente confuso con una parte di te stessa, che ovviamente non potrà mai rivoltarsi contro di te... Ma c'è un ma... Per quanto possa essere manipolata e fatta tua quella parte è pensante, per tanto l imprevisto, prima o poi arriva...

Ma queste son cose che sappiamo già, come sappiamo già come ci fa stare bene poterci dedicare a qualcuno che nutra contemporaneamente la nostra sfera emozionale narcisa e mancante.. Si perché avere un prolungamento in fondo, dato che lo posso scegliere, perché non deve essere ciò che noi vorremmo essere o che a noi manca... Sarebbe come raggiungere la perfezione in un compendio di unicità.

I miei pensieri, variano spesso, e in ogni caso mi distruggono. Nel senso che dentro ho una parte di me che distrugge l altra, una che lotta per emergere e l altra che è il peggior giudice che si possa avere.. Vivo con questa lotta interna che sfinisce e non porta da nessuna parte... Solo quando riesco a ribaltarla fuori da me respiro, e mi sento leggero... Come se potessi fare tutto meglio di tutti e fossi inarrestabile... Ma vedere nero fa male, fortunamente ora con cipralex non sono più arrivato al nero ma al grigio e con lo stabilizzatore non sono più andato troppo oltre, ma comunque ed in ogni caso questa lotta continua mi sfinisce... A volte..

Cosa penso oggi? Che le relazioni sono una parte accessaria ai vari disturbi, che permettono solo di vedere più chiaramente determinati meccanismi ma tutto in realtà ce lo facciamo da soli e viene da dentro, quel insicurezza, e a volte quella perdita di identità e di traiettoria che affligge le persone istrioniche eclettiche e mutevoli...

Il mio obiettivo? Stare in equilibrio da solo.. Ma in determinati momenti è come dover imparare a camminare partendo ogni volta da zero... Per questo fa male..
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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  Cely il Lun Giu 15, 2015 10:56 am

Alex quali sono i tuoi pensieri tipo? Io quando sono giù vedo tutto nero e quando sono su sto bene e basta (magari bevo di più esco di più etc...)
I meccanismi secondo me non se ne vanno, a meno che non rimpiazzi una ossessione con un'AAltra ossessione.
Io mi ero sferzata di modificarli, ma ho solo recitato una parte che poi mi ha portato ad esplodere.
dobbiamo essere noi stessi e controllarci, imparare a capire che (o meglio a non pensare) che tutti son contro di noi.
Io un po cod lo sono sempre stata, sai quelle persone che vedono se hai visualizzato il messaggio e perché non hai risposto? Quelle che se non fosse da pazzi ti riempirebbeeo di messaggi uahaha
poi quando mi fisso con qualcuno mi vien voglia di frequentare/pparlare solo con la persona in questione e mi deprimo se a volte non mi da confidenza.
mi sforzo comunque di non essere dipendente, ma sono così insicura come persona Neutral

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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  Alexb il Dom Giu 14, 2015 6:55 pm

Cely ha scritto:oila alex!  Da quanto Razz
beh insomma l'ho attraversata pure io questa fase che descrivi te, non tanto per scelta(oddio forse un po) ma a causa delle varie situazioni che si erano create (non trovare affinità con nessuno, pensare al mio ex, avere tante altre cose a cui pensare)
Ho frequentato anche qualcuno in questa fase, ma andavo sicura di me perché sapevo che avrei mantenuto il controllo,  che non mi sarebbe interessato nessuno per una relazione,  nessuno era in grado di darmi quel tipo di amore che ricerco e che finora mi ha dato solo il mio ex, da bravo probabile border.  Ho pensato a lui tutto il tempo,  c'erano milioni di persone migliori di lui e più sane, ma a me cosa importa? Con altri non c'è mai stato quel coinvolgimento immediato, quel sentire di essere così uguali anche se in fondo ci si odia. Forse ho mandato a putt... questa storia così bella proprio perché non ci credevo, sentivo puzza di bruciato,  e poi per evitare di fare la border cattiva gli ho lasciato massima libertà, e questo ha rovinato tutto.  Quindi ho deciso che sarò sempre me stessa.
Un po di tempo fa, per gioco, sono uscita con un ragazzo, era giusto per prendere una birra, immaginavo che non mi sarebbe mai interessato, e invece non so come, ho perso la testa per lui. È assolutamente il mio opposto,  io sono l'ansia lui è la sicurezza,  lui procura situazioni pericolose e io lo accompagno. Qualcuno dice che è forse un border pure lui, in fondo non c'è stata una sera in cui non ci siamo trovati a rischiare la vita,  solo che io sono autoaggressiva e lui è aggressivo con gli altri.  Dopo la prima serata insieme ha detto a tutti che ero la sua ragazza,  si è buttato in frasi impegnative e tutto.  Continuo a pensare di avere un ascendente forte nei confronti di persone poco normali (non che la cosa mi dispiaccia, con le persone sane mi trovo cosi male)
però adesso è tornata questa ossessione di una relazione, sembra essere l'unico obiettivo che ho in questo periodo. L'Intorpidimento emotivo è passato. Ecco, bisognava solo trovare la persona che sbloccasse il mio meccanismo di rifiuto.  C'è voluto un anno e mezzo ma alla fine ce l'ho fatta.
Non so se stavo meglio prima o adesso,  è tutto così confuso,  sono tornata quella di una volta, controllo se lui ha visualizzato i miei messaggi, mi chiedo perché non risponde,  siccome vivo lontano mi faccio paranoie su come e con chi esce. Insomma, certe cose fanno dei giri immensi e poi ritornano!  bounce

Eeee... Cara Cely... Io è ben li che non voglio arrivare, nel senso non voglio rifare gli stessi errori, meccanismi così via.. Ma per fare questo ho dovuto lavorare moooolto profondamente su di me, e ne ho ancora tantissimo da imparare, oltretutto devo avere a che fare con l incontrollabile, perché è l inconscio che frega, tutti quei pensieri malsani che ogni tanto salgono magari perché sei giù o troppo su... Insomma, per avere qualcuno con cui condividere qualcosa non posso permettermi mai più che sia una cosa faticosa... Il non fidarsi di nessuno, beh quello è il primo scoglio, che aumenta mano a mano che si fa entrare qualcuno nel proprio intimo.

Non voglio sbilanciarmi su quello che hai detto tu della tua nuova relazione, mi raccomando non metterti nei guai peró.. Non sempre esprimere la rabbia verso il mondo è sinonimo di padronanza dello stesso e non sempre chi è rabbioso con gli altri non è detto che lo faccia contro di noi, se siamo gregari... Insomma non trasformarti tu in una cod.... Parlo per esperienza, i ruoli possono cambiare, se invece di border il soggetto fosse bipolare, famosi per l esternazione del aggressività, potresti soffrirne...

Prendi le mie parole per quel che sono, ho detto così solo per quanto mi è capitato lungo il cammino...
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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  Cely il Dom Giu 14, 2015 10:52 am

oila alex! Da quanto Razz
beh insomma l'ho attraversata pure io questa fase che descrivi te, non tanto per scelta(oddio forse un po) ma a causa delle varie situazioni che si erano create (non trovare affinità con nessuno, pensare al mio ex, avere tante altre cose a cui pensare)
Ho frequentato anche qualcuno in questa fase, ma andavo sicura di me perché sapevo che avrei mantenuto il controllo, che non mi sarebbe interessato nessuno per una relazione, nessuno era in grado di darmi quel tipo di amore che ricerco e che finora mi ha dato solo il mio ex, da bravo probabile border. Ho pensato a lui tutto il tempo, c'erano milioni di persone migliori di lui e più sane, ma a me cosa importa? Con altri non c'è mai stato quel coinvolgimento immediato, quel sentire di essere così uguali anche se in fondo ci si odia. Forse ho mandato a putt... questa storia così bella proprio perché non ci credevo, sentivo puzza di bruciato, e poi per evitare di fare la border cattiva gli ho lasciato massima libertà, e questo ha rovinato tutto. Quindi ho deciso che sarò sempre me stessa.
Un po di tempo fa, per gioco, sono uscita con un ragazzo, era giusto per prendere una birra, immaginavo che non mi sarebbe mai interessato, e invece non so come, ho perso la testa per lui. È assolutamente il mio opposto, io sono l'ansia lui è la sicurezza, lui procura situazioni pericolose e io lo accompagno. Qualcuno dice che è forse un border pure lui, in fondo non c'è stata una sera in cui non ci siamo trovati a rischiare la vita, solo che io sono autoaggressiva e lui è aggressivo con gli altri. Dopo la prima serata insieme ha detto a tutti che ero la sua ragazza, si è buttato in frasi impegnative e tutto. Continuo a pensare di avere un ascendente forte nei confronti di persone poco normali (non che la cosa mi dispiaccia, con le persone sane mi trovo cosi male)
però adesso è tornata questa ossessione di una relazione, sembra essere l'unico obiettivo che ho in questo periodo. L'Intorpidimento emotivo è passato. Ecco, bisognava solo trovare la persona che sbloccasse il mio meccanismo di rifiuto. C'è voluto un anno e mezzo ma alla fine ce l'ho fatta.
Non so se stavo meglio prima o adesso, è tutto così confuso, sono tornata quella di una volta, controllo se lui ha visualizzato i miei messaggi, mi chiedo perché non risponde, siccome vivo lontano mi faccio paranoie su come e con chi esce. Insomma, certe cose fanno dei giri immensi e poi ritornano! bounce

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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  Alexb il Sab Giu 13, 2015 9:32 pm

Cely ha scritto:Il fatto dei lineamenti strani lo dicono pure a me.
Me lo ha detto un collega di università e anche il mio attuale ragazzo.
pure io ho realizzato che cambiando posto cambia tutto e sono d'accordo sul fatto che puoi saper star solo quanto ti pare, ma star solo per anni e anni è un'altra storia. Appunto siamo fatti anche di rapporti con gli altri.
Ora devo solo prendere il coraggio di far ciò che mi pare SEnza la paura  che possa andar male. Questo è solo un grande limite

La mia scelta di stare solo ha ormai raggiunto i 380 giorni, ne sono preoccupato com'è felice, felice perché so come auto gestirmi e vivere senza dipendere da qualcuno, nessuno decide per la mia sorte, solo io, quindi non c'è nulla che possa condizionarmi non posso perdere nessuno e nessuno sarà mai più legato a me al punto tale da risultare un prolungamento di me... Nessuno sarà mai più controllato e nessuno mi controllerà... Ma il prezzo è la mancanza di emozioni.. Sai quel frigorifero a tua disposizione da cui si può attingere, anche solo di feedback positivi, narcisismo, stima, amore... Infatti vacillo spesso all idea di poter iniziare una relazione, non vorrei mai riperdere la strada... Fatta fin ora.. Sai ho scoperto che non esistono in realtà codipendenti dipendenti ecc.. Nel senso che queste figure non sono fisse, ma posso variare a seconda dei soggetti che si interfacciano, ed entrambi però se danno il via ad una relazione con equilibri malsani hanno probabilmente un disturbo, da blando a grave, ciò non importa.. E non importa nemmeno che sia malsano, perché sempre di equilibrio si tratta, e ognuno ha il suo, basta poter stare in piedi...

Anche sul autolesionismo, che tra l altro ho scoperto essere quasi diventato moda/sciagura tra i giovani, ve ne sono tanti livelli, si parte dal fisico, che è basico, ad una sorta di affinamento che è dato dal auto distruggersi mentalmente... Sempre di sofferenze auto inflitta si tratta..

Comunque in fondo volevo solo salutare ed incoraggiarti, perché un altra cosa che ho scoperto è che davvero può andare molto più male a non fare per paura che a fare.. Ma del resto so quanto sia altrettanto difficile poi attuare la cosa.. buona serata Cely..
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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  Cely il Gio Giu 11, 2015 6:58 pm

Il fatto dei lineamenti strani lo dicono pure a me.
Me lo ha detto un collega di università e anche il mio attuale ragazzo.
pure io ho realizzato che cambiando posto cambia tutto e sono d'accordo sul fatto che puoi saper star solo quanto ti pare, ma star solo per anni e anni è un'altra storia. Appunto siamo fatti anche di rapporti con gli altri.
Ora devo solo prendere il coraggio di far ciò che mi pare SEnza la paura che possa andar male. Questo è solo un grande limite

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Messaggio  miu611 il Gio Giu 11, 2015 2:54 pm

Certo perché poi ti autoconvicono di non poter superare mai un problema. Stessa identica cosa mia, metti che tu abbia avuto anche certi problemi, come te io ho scoperto allontanandomi da loro in un'altra città di non avere certi limiti che loro credevano che io avessi. Io sono stata meglio proprio quando ho capito che i problemi ce l'avevo solo nel mio ambiente. Adulti coscienti, persone della famiglia che è quello che mi fa più male che hanno riso dei miei problemi e che senza ragione mi davano addosso, che mi hanno messo nella circostanza di essere vista come strana, sbagliata. A un certo punto io mi sono convinta anch'io che non sarei stata credibile a fare delle attività normali comuni, che ho i lineamenti strani, che sarei stata sempre costretta a rimanere sbagliata. Ma io ho un'autostima forte che è quello che mi ha salvata e andando in un'altra città ho capito che c'erano persone che non mi odiavano. Le persone non sono tutte uguali. Avevo lasciato un po' perdere questo forum però sarà il caso ma se prima mi sentivo alienata ora invece non mi sento l'unica ad avere certe situazioni. Sono d'accordo con te dell'influenza dell'ambiente circostante...io ne sono una prova vivente. Mi fanno ridere quelli che dicono che viene tutto da dentro di se stessi, che dipende dalla pace interiore ecc ma quando si è visto mai...mica siamo eremiti, conviviamo con altre persone siamo parte dell'ambiente. Che discorso è, ok che dobbiamo stare anche nelle situazioni che non ci piacciono ma uno può stare bene con se stesso e nonostante questo non sentirsi bene con certe persone. Sai che io credo che le persone un po' lo percepiscano quando hai paura, sono messaggi non verbali, come delle calamite che vengono attratte, probabilmente anche sei tu sei forte dentro percepiscono dall'esterno una vulnerabilità...e poi chi chiacchiera e sparla esiste, esiste chi pugnala alle spalle, esistono i giudizi infondati, esiste l'invidia...anche questa cosa di far scambiare la realtà per paranoia. Fidati che i veri paranoici li lasciano stare...perché pensano cose assurde e non ci stanno con la capoccia, mentre le persone buone che non sono stupide per niente sono pane per i loro denti. Ti sei presa una bella rivincita, hai dimostrato che sei capace di fare la tua vita e di non avere quei limiti di cui avevano cercato di convincerti.
Cely ha scritto:Sì Miu,  credo anche io che te abbia ragione.  
In casa ho avuto diverse battaglie su questo fronte,  i miei non volevano andassi a studiare fuori (alla fine ci sono università anche a pochi km da casa)
Non hanno voluto che io prendessi una casa con altri studenti perché erano convinti che no  sarei potuta andar d'accordo con nessuno (ddicono che ho manie di controllo,  che mi infastidisce anche una mosca che vola e ho tendenze un po ossessIvo compulsive nel senso che condividere piatti/posate/ bagno con gente sconosciuta mi porta un po verso la paranoia)
diciamo che non mi hanno mai trattato come una persona normale. Hanno sempre insistito per un ricovero (mia madre meno perché ha la fobia di medici, cure, ospedali etc...) di cui oggettivamente non ho bisogno, insistevano sul fatto che ero sottopeso e cazzate varie. Sanno cosa comporta un ricovero, c'è stata mia zia dentro, ma in fondo se ne fregano se devi rinnovare la patente ogni 2 mesi e roba simile.  
Ogni tanto mi sento pure dire che se ho voglia posso mollare tutto, non lavorare ed essere mantenuta fino a che loro possono mantenermi.  Non lo so, ma sono discorsi abbastanza insensati.
Io continuo a credere che tutti abbiano messo del  loro per farmi autoconvincere del fatto che non ci sto con la testa, non parlo solo dei miei.
Tutt'oRa si straparla,  si avanzano ipotesi inutili su queste malattie (parlo di quelli che non hanno competenze per farlo, i simpatici moralisti)  
Mi sento spesso chiedere da mio padre dove ha sbagliato con me, che ho avuto tutto, che c'è chi cresce in ambienti malsani e vien tirato su come si deve etc... dice che sono io ad immaginare tutto, sono io che mi sono immaginata obesa, piena di nemici, giudicata,  pugnalata alle spalle, che non c'ec'è nessun complotto contro di me da parte della gente,  perché a nessuno importa niente di nessuno.
Però dai, per immaginarti una cosa, devi percepire qualcosa, insomma non posso vedere la luce se sono al buio, posso immaginare che una luce fioca sia forte, ma scambiare il buio per luce no. Un minimo di integrità mentale lo conservo ancora, non scambio la notte con il giorno.  Può anche essere che io abbia elaborato in maniera eccessivamente negativa un vissuto non così negativo,  ma di certo ciò che sono non è colpa mia.
Continuo a pensare che il fattore ambientale sia responsabile del 90% dei problemi. lo dico perché quando l'ambiente mi è stato favorevole mi sono ripresa e comportata in maniera normale.  Per mio padre invece sono nata così,  è colpa mia e basta.
Non accetteranno mai il fatto che io possa fare ciò ha fanno tutti perché in fondo non sono una minorata mentale.  Mi hanno convinto del fatto che qualsiasi cosa io faccia senza il loro consenso sarà una cosa che finirà male!!! considerano la mia vita più pericolosa di quella di un narcotrafficante (testuali parole) .......eppure sembra quasi uno scherzo del destino.  Di fatto non faccio nulla di strano,  ma mi capitano cose effettivamente pericolose,  dai malintenzionati nella metro al fidanzato che per scherzare mi impasticca la birra quando sono già piena di farmaci.  

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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  Cely il Mer Giu 10, 2015 5:13 pm

Sì Miu, credo anche io che te abbia ragione.
In casa ho avuto diverse battaglie su questo fronte, i miei non volevano andassi a studiare fuori (alla fine ci sono università anche a pochi km da casa)
Non hanno voluto che io prendessi una casa con altri studenti perché erano convinti che no sarei potuta andar d'accordo con nessuno (ddicono che ho manie di controllo, che mi infastidisce anche una mosca che vola e ho tendenze un po ossessIvo compulsive nel senso che condividere piatti/posate/ bagno con gente sconosciuta mi porta un po verso la paranoia)
diciamo che non mi hanno mai trattato come una persona normale. Hanno sempre insistito per un ricovero (mia madre meno perché ha la fobia di medici, cure, ospedali etc...) di cui oggettivamente non ho bisogno, insistevano sul fatto che ero sottopeso e cazzate varie. Sanno cosa comporta un ricovero, c'è stata mia zia dentro, ma in fondo se ne fregano se devi rinnovare la patente ogni 2 mesi e roba simile.
Ogni tanto mi sento pure dire che se ho voglia posso mollare tutto, non lavorare ed essere mantenuta fino a che loro possono mantenermi. Non lo so, ma sono discorsi abbastanza insensati.
Io continuo a credere che tutti abbiano messo del loro per farmi autoconvincere del fatto che non ci sto con la testa, non parlo solo dei miei.
Tutt'oRa si straparla, si avanzano ipotesi inutili su queste malattie (parlo di quelli che non hanno competenze per farlo, i simpatici moralisti)
Mi sento spesso chiedere da mio padre dove ha sbagliato con me, che ho avuto tutto, che c'è chi cresce in ambienti malsani e vien tirato su come si deve etc... dice che sono io ad immaginare tutto, sono io che mi sono immaginata obesa, piena di nemici, giudicata, pugnalata alle spalle, che non c'ec'è nessun complotto contro di me da parte della gente, perché a nessuno importa niente di nessuno.
Però dai, per immaginarti una cosa, devi percepire qualcosa, insomma non posso vedere la luce se sono al buio, posso immaginare che una luce fioca sia forte, ma scambiare il buio per luce no. Un minimo di integrità mentale lo conservo ancora, non scambio la notte con il giorno. Può anche essere che io abbia elaborato in maniera eccessivamente negativa un vissuto non così negativo, ma di certo ciò che sono non è colpa mia.
Continuo a pensare che il fattore ambientale sia responsabile del 90% dei problemi. lo dico perché quando l'ambiente mi è stato favorevole mi sono ripresa e comportata in maniera normale. Per mio padre invece sono nata così, è colpa mia e basta.
Non accetteranno mai il fatto che io possa fare ciò ha fanno tutti perché in fondo non sono una minorata mentale. Mi hanno convinto del fatto che qualsiasi cosa io faccia senza il loro consenso sarà una cosa che finirà male!!! considerano la mia vita più pericolosa di quella di un narcotrafficante (testuali parole) .......eppure sembra quasi uno scherzo del destino. Di fatto non faccio nulla di strano, ma mi capitano cose effettivamente pericolose, dai malintenzionati nella metro al fidanzato che per scherzare mi impasticca la birra quando sono già piena di farmaci.

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Hai fatto benissimo

Messaggio  miu611 il Mar Giu 09, 2015 11:37 pm

no no hai fatto benissimo, io mi sono sentita di rispondere a Cely perché mi ha colpito cosa ha scritto e volevo tranquillizzarla che l'aspetto che vede di suo padre non è frutto della sua paranoia. Anzi sono io che veramente mi sarei intrufolata nella discussione. Smile
spettrale ha scritto:Scusate se mi intrometto nella discussione ma è interessante.
Miu, funziona esattamente così come hai scritto, le dinamiche spesso sono quelle, le ho vissute anche io sopratutto quando abitavo ancora con i miei.
La mia impressione, non so con precisione se a ragione o a torto, è che quando mi fu fatta la prima diagnosi loro erano in qualche modo soddisfatti, in fondo erano stati loro a mandarmi per la prima volta da psichiatri quando avevo 16/17 anni.
In qualche modo purtroppo, probabilmente per incoscienza, ne ero soddisfatto anche io, se non altro avevo un'identitá, ma non sapevo a cosa andavo incontro.
Come talvolta mi consigliavano altre persone all'epoca sarei dovuto scappare ma non ero abbastanza forte per farlo e non avevo appoggi.
C'è anche da dire che gli psichiatri, almeno per come li ho conosciuti io in passato hanno sempre un occhio di riguardo per il più forte e integrato (quindi molto spesso i genitori indipendentemente dalla loro effettiva sanitá mentale e dal valore delle persone) quindi, come dicevo nel post precedente, se si nasce nella famiglia sbagliata spesso è una battaglia persa in partenza.

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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  spettrale il Mar Giu 02, 2015 8:16 pm

Scusate se mi intrometto nella discussione ma è interessante.
Miu, funziona esattamente così come hai scritto, le dinamiche spesso sono quelle, le ho vissute anche io sopratutto quando abitavo ancora con i miei.
La mia impressione, non so con precisione se a ragione o a torto, è che quando mi fu fatta la prima diagnosi loro erano in qualche modo soddisfatti, in fondo erano stati loro a mandarmi per la prima volta da psichiatri quando avevo 16/17 anni.
In qualche modo purtroppo, probabilmente per incoscienza, ne ero soddisfatto anche io, se non altro avevo un'identitá, ma non sapevo a cosa andavo incontro.
Come talvolta mi consigliavano altre persone all'epoca sarei dovuto scappare ma non ero abbastanza forte per farlo e non avevo appoggi.
C'è anche da dire che gli psichiatri, almeno per come li ho conosciuti io in passato hanno sempre un occhio di riguardo per il più forte e integrato (quindi molto spesso i genitori indipendentemente dalla loro effettiva sanitá mentale e dal valore delle persone) quindi, come dicevo nel post precedente, se si nasce nella famiglia sbagliata spesso è una battaglia persa in partenza.

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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  miu611 il Mar Giu 02, 2015 5:52 pm

Ti posso dire cosa penso io? Tu invece secondo vedi un aspetto di tuo padre che è una conquista ma piò anche essere un'arma a doppio taglio che lui può sempre rivoltare contro di te tirando fuori le tue presunte paranoie. A chi crederanno mai a te che sei stata già tacciata di essere paranoica o a lui che non da segni di stare male, che ha già la sua vita tranquilla? E' quello che in pratica fa anche il mio in maniera diversa ma facendo leva sulle tematiche patologiche che possono essere le paranoie, come problemi che ho avuto in passato come manie ossessive-compulsive dimostrando così anche una grave insensibilità, crede che io faccia ancora certi ragionamenti, quelli che lui vorrebbe indurmi a fare, vorrebbe sentirsi dire dalla mia bocca che mi ostacola, che insomma io sto ancora male. Nel tuo vedo più come un gesto incosciente protettivo ma comunque malsano, cioè forse credo che lui vorrebbe sentirsi utile per te e mantenendoti malata può sempre accudirti, può avere potere su di te.
E' importante quello che sto dicendo, se riesci a capire questo concetto cioè il mantenimento cosciente o incosciente della malattia da parte dei genitori e molto probabilmente elle altre persone che appartengono al tuo nucleo familiare, sei arrivata al punto che puoi ribaltare la situazione. Io non so la tua storia ma sembri una ragazza molto integrata, non vedo questa grave psicosi e sono d'accordo con te, far credere che una persona sia paranoica è il gioco più semplice che si possa fare, intanto loro, quelle persone che ti hanno ferito realmente, hanno potuto nascondere i loro errori e tutte le cose a cui sono mancati dietro il fatto concreto della tua sofferenza.

Cely ha scritto:Buonagiorno dib! Io non penso ci sia una regola fissa, c'è chi con un po di volontà riesce a fare una vita normale (anzi, forse più che volontà sono le occasioni che ti permettono una vita normale, oltre che la presenza di qualche "mano amica") e chi invece pur non avendo un disturbo grave se la rovina (con l'aiuto degli altri, assolutamente! )
Ieri riflettevo sul fatto che spesso la psicosi ce La fanno immaginare gli altri! Mio padre vuole farmi ricoverare e per farlo ho notato che vuole farmi dubitare delle mie capacità mentali.  Mi nasconde oggetti importanti,  fa in modo di non farmi portare a termine semplici azioni come pagare un bollettino,  tutto per convincermi del gatto che non ragiono.  Dirai te(e chi legge) che questa può essere una mia convinzione dettata dal fatto che davvero non ragiono,  ma io vedo davvero un sottile meccanismo di boicottaggio psicologico da parte di mio padre per farmi perdere la testa. È anche molto bravo a farmi uscire di me, in modo tale che io do di matto e lui può farmi notare che sto avendo reazioni esagerate e che quindi sono pericolosa.  
Secondo lui avrei anche una visione distorta del mio peso. Certo, può aver ragione, ma chi stabilisce se la visione distorta è la mia o la sua?  Dal mio punto di vista è bene essere prudenti nel considerare psicotica la reazione di un soggetto,  quando si parla di manie di persecuzione, siamo davvero sicuri che il soggetto in questione si stia immaginando tutto?

So di aver fatto una parentesi inutile e che sicuramente chi ha le giuste competenze sa che pesci pigliare (anzi,  ne siamo davvero sicuri?  come fa una persona che non ti conosce a darti dello psicotico senza aver visto con i suoi occhi ciò di cui te parli? un conto è buttarsi da una finestra e dire "me lo ha detto la madonna" un altro è dire "vedo molta gente attorno a me che vuole farmi del male")

Ultimamente sono fissata sull'idea che tutti vogliano farmi del male, alla fine se faccio un resoconto di ciò che parecchia gente mi ha fatto nell'ultimo mese capisco di non essere io pazza. poi tutto ciò ti porta si, alla paranoia,  all'ossessione, all'odio, ad atteggiamenti ostili e strani, ma di chi è la colpa?

E si, noi siamo noi, al di là della diagnosi, siamo tutti diversi,  ognuno con le sue sfumature, alcuni forti e combattivi, altri senza più voglia di lottare, alcuni con delle vie d'uscita, altri senza, ma tutto questo non cambia la realtà del fatti.  Abbiamo un problema, spesso siamo da soli con questo problema, alcuni sfruttano questa nostra defiance per farci del male, la cura miracolosa non esiste e insomma dobbiamo fare i conti con qualcosa più grande di noi, da soli (o con qualche pillola )

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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  spettrale il Lun Giu 01, 2015 3:13 pm

Sono nuovo su questo forum.
Sevanna, parlo da ex borderline diciamo, ho qualche anno più di te (non molti di più). Effettivamente quando si va verso i 40 anni molti sintomi si affievoliscono, sono meno invasivi, o comunque sono più facili da tenere sotto controllo. Tu stessa come dici ultimamente sei cambiata rispetto al passato. In linea teorica sei giá sulla via della "guarigione" nonostante l'attuale crisi. Il carattere con il tempo migliora un po'.
Il problema è che, quando non si va incontro a sintomi e problemi di altra natura, ci si trova spesso a vivere una vita residuale fatta di macerie, talvolta distrutta come da un bombardamento.
Si scopre che attorno a sè si è creato il deserto e che non si hanno più le stesse energie e la stessa vitalitá del passato.
Quanto alle psicosi i borderline talvolta ne soffrono, sopratutto in presenza di eventi o periodi stressanti. Generalmente non si tratta di allucinazioni quanto piuttosto di dissociazioni e fughe dissociative come quella che se ho ben capito stai vivendo tu.
Purtroppo la vita dei borderline spesso è segnata. Dopo che durante l'etá formativa si apprendono e si fanno propri certi pattern comportamentali provenienti dalle nostre famiglie disfunzionali (in qualche caso ben mascherate dietro un'apparente normalitá) non c'è più niente da fare. Non ho mai conosciuto borderline cresciuti da coppie sane.
Crescere da una coppia disfunzionale nell'ambito di una societá giá di suo disfunzionale non è il massimo.
L'unica possibile salvezza poteva essere rappresentata da qualche anima pia che si prendeva la responsabilitá di separarci dai genitori durante la prima infanzia affidandoci ad un'altra coppia di genitori, sana ovviamente.

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Messaggio  Fiore di loto il Mar Mag 26, 2015 10:57 pm

Eccomi,l'ottimismo è tra voi!!!!ahahahahah..comunque ragazzi io per psicosi intendo avere allucinazioni e sono stata imbibinata di farmaci pure per quello..il resto sono pensieri paranoici,anche ossessioni..all'ordine del giorno dire peraltro...:-)

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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  Cely il Mar Mag 26, 2015 3:04 pm

Buonagiorno dib! Io non penso ci sia una regola fissa, c'è chi con un po di volontà riesce a fare una vita normale (anzi, forse più che volontà sono le occasioni che ti permettono una vita normale, oltre che la presenza di qualche "mano amica") e chi invece pur non avendo un disturbo grave se la rovina (con l'aiuto degli altri, assolutamente! )
Ieri riflettevo sul fatto che spesso la psicosi ce La fanno immaginare gli altri! Mio padre vuole farmi ricoverare e per farlo ho notato che vuole farmi dubitare delle mie capacità mentali. Mi nasconde oggetti importanti, fa in modo di non farmi portare a termine semplici azioni come pagare un bollettino, tutto per convincermi del gatto che non ragiono. Dirai te(e chi legge) che questa può essere una mia convinzione dettata dal fatto che davvero non ragiono, ma io vedo davvero un sottile meccanismo di boicottaggio psicologico da parte di mio padre per farmi perdere la testa. È anche molto bravo a farmi uscire di me, in modo tale che io do di matto e lui può farmi notare che sto avendo reazioni esagerate e che quindi sono pericolosa.
Secondo lui avrei anche una visione distorta del mio peso. Certo, può aver ragione, ma chi stabilisce se la visione distorta è la mia o la sua? Dal mio punto di vista è bene essere prudenti nel considerare psicotica la reazione di un soggetto, quando si parla di manie di persecuzione, siamo davvero sicuri che il soggetto in questione si stia immaginando tutto?

So di aver fatto una parentesi inutile e che sicuramente chi ha le giuste competenze sa che pesci pigliare (anzi, ne siamo davvero sicuri? come fa una persona che non ti conosce a darti dello psicotico senza aver visto con i suoi occhi ciò di cui te parli? un conto è buttarsi da una finestra e dire "me lo ha detto la madonna" un altro è dire "vedo molta gente attorno a me che vuole farmi del male")

Ultimamente sono fissata sull'idea che tutti vogliano farmi del male, alla fine se faccio un resoconto di ciò che parecchia gente mi ha fatto nell'ultimo mese capisco di non essere io pazza. poi tutto ciò ti porta si, alla paranoia, all'ossessione, all'odio, ad atteggiamenti ostili e strani, ma di chi è la colpa?

E si, noi siamo noi, al di là della diagnosi, siamo tutti diversi, ognuno con le sue sfumature, alcuni forti e combattivi, altri senza più voglia di lottare, alcuni con delle vie d'uscita, altri senza, ma tutto questo non cambia la realtà del fatti. Abbiamo un problema, spesso siamo da soli con questo problema, alcuni sfruttano questa nostra defiance per farci del male, la cura miracolosa non esiste e insomma dobbiamo fare i conti con qualcosa più grande di noi, da soli (o con qualche pillola )

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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  dibrim il Lun Mag 25, 2015 4:30 pm

Quanto pessimismo odono le mie orecchie???Wink
dov'è finita Fiore di Loto che diceva che ci sono border che riescono a realizzarsi notevolmente nella vita???Smile
Innanzitutto volevo dire 2 cose sulla psicosi borderline e cioè la prima è che nn x forza il disturbo ne è associato e ne prevede l'insorgenza.
Ci sono border che non sono psicotici x niente e altri che purtroppo ne hanno dei tratti.non voglio dire che chi non li abbia stia meglio intendiamoci,hanno solo altre gatte da pelare ma nn delirano,tutto qui.
La seconda è che penso sia ora di finirla col definire il disturbo una via di mezzo tra nevrosi e psicosi xchè sinceramente io nn mi sento ne nevrotico ne' psicotico e lo trovo un pò limitante anche xchè se ero nevrotico a quest'ora probabilmente ero guarito,invece nn guarirò mai x il semplice fatto che nn si può guarire da se stessi...si può cambiare,imparare,evolversi x trovare un proprio equilibrio e forse anche un pò di serenità ma da un disturbo di personalità nn si guarisce e secondo me è sbagliato il concetto.
condivido + una spiegazione come quella di Cely che dice che a 40anni si presuppone che un individuo abbia la maturità e l'esperienza di poter scegliere quali tra le 2 personalita' (bianco o nero) sia più funzionale per lui.magari detta così sembra un pò drastica ma credo anch'io stia lottando x questo.
Poi le diagnosi lasciamole agli specialisti che magari le usano x aiutarci io francamente sono IO...non sono il mio disturbo Mad

P.S. cmq rispetto il tuo dolore e ti sono vicino x quello che possa valere Sevanna Smile
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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  Cely il Dom Mag 24, 2015 7:21 pm

Questa storia che a 40 il disturbo si affievolisce sembra quasi una presa in giro. Voglio dire: a 40 anni è più che logico che un po di cose la vita te le ha insegnate, quindi dovrebbe prevalere una delle tue "2 personalità" (ti schiererai a favore del bianco o del nero) oltre al fatto che se hai proprio voglia di fare una "vita spericolata" dovrai farlo da sola (io a 40 anni cosa potreio fare, chiamare i miei amici 40enni o mia madre 70enne e andare in discoteca ad ubriacarmi? )
poi a 40 anni si presuppone che te abbia una relazione consolidata o che te abbia scelto di non averne (ma in ogni caso, in una vita rputinaria, tipica di chi ha 40 anni, quante relazioni puoi intraprendere? Forse una all'anno, se vogliamo esagerare)
in sostanza più che affievolirsi puoi cadere in un quadro puramente depressivo.
E appunto, farai i conti con una vita distrutta.

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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  Cely il Dom Mag 24, 2015 7:11 pm

Ciao ancora sevanna, io ho sempre "pSicosi" attinenTi al peso. Mi vedevo bene quando ero 37/38 kg ma non riuscivo nemmeno a scendere le scale. Ora sono 43 ma ho delle crisi brutte e non vado a mare da una decina d'anni per questo motivo. Non so come spiegarlo, dirai te che tutti hanno problemi con il peso, ma nel mio caso è un po diverso. Poi a volte vorrei essere grassa altre volte magra.
ora ho l'ansia di parlare con la gente. Dovrei chiedere la tesi ma non ho voglia di parlare con un prof e di stargli dietro di continuo. Non ho voglia di uscire e di parlare con la gente perché mi sale la rabbia.
Mi vengono attacchi strani pensando al passato (fino ad un mese fa ho scritto la tesi ad un ragazzo e gli ho fatto mille favori per farlo laureare in tempo, mi sono occupata della sua documentazione etc...l'ho fatto per soldi, ho perso tempo, il tutto per 900 € dei quali ne ho avuto solo 300, è un mese che penso a come distruggerlo e mi sale una rabbia immane) ma un po per tutto. Ho ripensato a quando per un capriccio dei miei ho dovuto dividere la mia camera con una stronza, all'inferno che vivevo prima di trasferirmi, alla gente conosciuta in passato. Ho solo tanta rabbia e mi stupisco di come non sia diventata una serial killer.
Le manie di persecuzione le ho anche io, dico alla gente un mare di boiate solo per non far sapere nulla di me perché ho paura che possano controllare il decorso della mia vita. Non sono pazza, mi sono accorta che quando la gente sapeva qualcosa che avrei dovuto fare è andata male, se la gente non sa nulla va sempre tutto bene, possiamo parlare di scaramanzia portata un po all'eccesso.
Io non sono mai stata ricoverata, vado privatamente da uno psichiatra con il quale non ho chissà quale feeling, il suo compito è quello di impasticcarmi. Non ci vado spesso perché vivo piuttosto lontano, per adesso prendo un po di roba che non sta facendo granché.
Se avessi un idea di come farsi passare certe cose te lo direi, ma ho la testa un po vuota adesso.
chi si approccia con un border è chiaro che abbia una visione del tipo "pproblemi relazionali" "sesso d#droga e rock n roll"
In parte è così perché il fulcro di tutto è il problema relazionale, chi ti vede da fuori vede la vita spericolata perché non penso che come primo appuntamento te proponga "coperta, depressione e messa in tv"
Io ogni volta che esco combino un casino anche senza volerlo. sembra quasi una maledizione.

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Re: psicosi transitoria e ospedalizzazione-

Messaggio  sevanna il Dom Mag 24, 2015 4:18 pm

Credo che tutti ce l'abbiano con me (manie di persecuzione), faccio collegamenti o supposizioni su fatti che non hanno connessioni fra loro. Questi pensieri mi sono capitati due volte per una durata di parecchi mesi, fino a che non mi hanno ricoverato e curato con i farmaci anti psicotici. La prima volta che è capitato tutto ciò, avevo 21 anni ed ho pensato che nella vita di chiunque possa capitare qualcosa del genere se particolarmente sotto stress. Quest'ultima volta, la seconda, invece mi ha spiazzato, ho distrutto tutte le amicizie, tutto il lavoro di anni...mi sento profondamente ferita e aggredita da questa terribile malattia che non so più come dominare. Quando in questo sito ho letto certi commenti, sono rimasta spiazzata. Strano che nessuno abbia parlato di questo aspetto della malattia alla base del quale deriva prorpio la diagnosi "Borderline", ovvero linea di confine tra nevrosi e psicosi. Cosa volete che siano dei taglietti o difficoltà nel chiudere una storia? Anche le persone "normalissime" avranno le loro difficoltà, si alcolizzano per mesi, piangono e non si alzano più dal letto. Siamo sempre liberi di reagire con lucidità anche noi, il problema è che non lo vogliamo perché il dolore a volte è insostenibile, tanto è vero che potrebbe sfociare nella psicosi o nel tentativo di suicidio. Mi hanno detto che verso i 40 anni il disturbo si affievolisce, il problema è poi fare i conti con una vita distrutta. La psicosi invece può venire a chiunque ed a qualsiasi età. Certo è che noi siamo più predisposti. Alla base del disturbo dovrebbe esserci il rapporto con la madre inoltre, qualcuno veramente sa approfondire il tutto e non limitarsi ai classici canoni stile, sesso, droga e rock 'n roll? Questo forum mi ha suscitato un po' di rabbia lo ammetto. Abbiamo un cervello anche noi, non ammazziamo nessuno, siamo solo più sensibili. La stronza o stronzo lo trovi anche tra le persone definite normali. Mi dispiace che le tue psicosi ledano la vita quotidiana, sei seguita? Io cerco sempre di dominare l'ansia, mi metto alla prova costantemente. Tu cosa fai?

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Messaggio  Cely il Dom Mag 24, 2015 3:25 pm

Che tipo di psicosi hai? A me capitano attachi di rabbia, deliri per cose ormai passate da anni, ma poi non mi controllO. Ora mi capitano a giorni alterni Più o meno.
Capisco cosa intendi con l'isolarsi. Anche io ho fatto lo stesso, non sopportavo più gli amici di circostanza. Riguardo le relazioni idem. Da poco avevo iniziato una relazione con un ragazzo che vive lontano e con cui mj vedevo poCo. Poi tutto ciò di cui soffrivo si è aggravato, oltre al fatto che potenziava i miei atteggiamenti autodistrutrivi (considerando che anche lui ne aveva parecchi e ci accoaccompagnavamo bene)
Io non ho nessuna occupazione per ora, poi si vedrà.
spiegare le mie psicosi è un po complicato, ma non ho allucinazioni e cose simili.

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